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VOX POPULI 18 Maggio Mag 2015 1418 18 maggio 2015

Bonus Poletti, i pensionati non si fidano

I 500 euro? «Un obolo». Anche se «è meglio di niente». Le paure dei pensionati alle Acli di Milano. Il sindacato Spi: «Non c'è equilibrio». Cinque grane per Renzi.

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Dal 1 agosto arriverà per le pensioni il bonus Poletti.

Aspettano il loro turno nella sede Acli di Milano centro, in via della Signora, accanto alla Università statale.
Tina e Maria, 75 e 77 anni, stringono tra le mani il loro numero.
Ancora un poco e potranno incontrare il consulente per le pensioni.
Hanno storie e assegni diversi le due amiche. La prima è una ex commercialista ed ex insegnante. Per l'attività da maestra svolta per 18 anni percepisce 183 euro al mese.
«Per fortuna ho la pensione da commercialista da 2.300 euro», dice a Lettera43.it.
'L'OBOLO' DA 500 EURO. Lei non sarà tra i beneficiari di quello che molti hanno definito «un obolo», cioè i 500 euro di media che dal primo agosto circa 3,7 milioni di pensionati si ritroveranno in busta.
Bonus che a due settimane dalle elezioni regionali Matteo Renzi ha promesso ai pensionati dopo che la Consulta ha bollato come incostituzionale il blocco dell'indicizzazione degli assegni voluta da Monti-Fornero.
In dettaglio, la cifra non sarà di 500 euro per tutti, ma varierà in base alla pensione percepita: da 750 a 278 euro.


«SEMPRE MEGLIO DI NIENTE». Tina non si lamenta certo del bonus ribattezzato Poletti. Anzi: «I 500 euro sono sempre meglio di niente», aggiunge. E non è nemmeno preoccupata per le coperture. «Alla fine i 3 miliardi di euro necessari li troveranno», spiega dando per buona l'esistenza del cosiddetto tesoretto da poco più di 2 miliardi.
«GLI SPRECHI CI OFFENDONO». Tina si considera fortunata. Molti dei suoi ex clienti invece non sono nemmeno più arrabbiati, ma «rassegnati». A offendere, aggiunge, «sono gli sprechi».
Come i vitalizi ai politici e le super pensioni, le risponde amara Maria il cui assegno è di 480 euro mensili e che da agosto potrebbe ricevere il famoso bonus.
«Ho sempre lavorato nella sartoria», spiega. «Prima avevo la pensione di mio marito, grande invalido ma da poco sono rimasta vedova. E questo è il mio assegno. Giusto la carta igienica ci posso comperare».


«PER MIO MARITO NIENTE AIUTI». Maria è proprietaria della casa dove vive, sennò arrivare a fine mese, tra bollette e spesa, sarebbe un'impresa quasi impossibile.
«Non ho mai voluto aiuti per accudire mio marito», tiene a precisare, «ho rifiutato anche i soldi che aveva promesso Formigoni per chi si prendeva cura dei propri famigliari a casa. Io non ho bisogno di essere pagata per badare a mio marito», conclude gonfiandosi di orgoglio.
«FORNERO? SOLTANTO PASTICCI». Ma anche tagliando le cosiddette super pensioni i conti non si sanerebbero.
Ne è convinta Tina: «Si risparmierebbero pochi milioni e a livello globale non farebbero la differenza», cerca di spiegare all'amica prima che il loro numero appaia sul tabellone. E Maria ha giusto il tempo per borbottare: «La Fornero ha combinato solo pasticci...».

Lo Spi: «Renzi fa lo stesso errore di Monti, non ascolta i sindacati»

Il bonus Poletti riguarda circa 3,7 milioni di pensionati.

Il rischio, fanno sapere dallo Spi (il sindacato dei pensionati della Cgil) è che Renzi commetta lo stesso errore di Monti e Fornero: non confrontarsi con le sigle interessate. «Se il premier non vuole chiamarla concertazione», spiega Anna Celadin, responsabile di Lega Forlanini, «la chiami come vuole. Ma sbaglia a non interloquire con i sindacati, solo gli iscritti allo Spi sono 3 milioni. Il fatto è che non abbiamo peso politico».
«INTERVENTO STRUTTURALE». Celadin risponde a numerose telefonate di attesa per il decreto.
Nessuna bocciatura nel merito, anche se siamo lontani - è l'opinione diffusa - dal ristabilire l'equilibrio.
«Si integrano le pensioni dai 1.500 ai 3 mila euro lordi, va ricordato, e cioè le medio basse come avevamo chiesto noi», precisa.


Anche se senza un intervento strutturale e un tavolo con i sindacati, con una misura una tantum, «non si possono rivedere i livelli di privilegio».
Intanto il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan ha assicurato che «l'aumento di reddito tramite pensione diventa permanente».
Dal 2016 ci sarà «l'introduzione di un meccanismo di indicizzazione più generoso di quello utilizzato negli anni precedenti».

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