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LOTTA INTERNA 18 Maggio Mag 2015 1800 18 maggio 2015

Crisi Forza Italia, spettro defezioni sul piano di Fitto

Il ribelle di Fi lascia. Con lui 30 fedelissimi. Ma Silvio può ammaliare gli indecisi. Con i rinnovi delle Commissioni parlamentari. Guastando i piani all'ex delfino.

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Il leader di Forza Italia Silvio Berlusconi e l'eurodeputato Raffaele Fitto.

Raffaele Fitto è uscito dal gruppo.
Non come il Jack Frusciante protagonista del libro del renzianissimo Enrico Brizzi nel 1994, ma l'eurodeputato forzista ha detto addio per sempre al Partito popolare europeo, chiedendo asilo ai conservatori inglesi, perché gli indichino la via per creare un “miracolo Cameron” anche in Italia.
DISCONOSCIUTO DAL CAV. L'ex delfino di Silvio Berlusconi non ha retto all'ennesima bordata del padre putativo, che lo ha disconosciuto pubblicamente venerdì 15 maggio, nella sua Lecce, con uno dei tormentoni che ha reso celebre la “cazzimma” dell'attuale premier.
Il Cav, infatti, alla domanda su cosa ne pensasse del nuovo soggetto politico che propone il suo (ex) amico Raffaele, ha risposto con un secco «Fitto chi?».
Lunedì 18 maggio ha ritrovato la memoria, continuando però a snobbarlo: «Fitto faccia quello che vuole».
SFOGO CON L'ANNUNZIATA. Un boccone troppo amaro da ingoiare per il giovane ex dc salentino.
Così ha scelto il palcoscenico di RaiTre, e più precisamente la trasmissione In mezz'ora di Lucia Annunziata, una delle anchorwomen più invise a Berlusconi, per dire che a suo modo di vedere «l'esperienza di Forza Italia è chiusa».
MA IL SUO NOME C'È ANCORA. Senza specificare però se oltre a quelle dal gruppo europeo aveva presentato anche le sue dimissioni dal gruppo dirigente del partito di Piazza San Lorenzo in Lucina.
Non un dettaglio da poco, perché a oggi nessuna comunicazione è stata diffusa da Forza Italia. E nelle sezioni dedicate agli organismi principali il nome di Raffaele Fitto è ancora presente sia nell'Ufficio di presidenza sia nella pagina dei Dipartimenti.

Almeno 30 fedelissimi pronti a traslocare con lui

Maurizio Bianconi.

Eppure l'eurodeputato conservatore sta già pianificando la creazione di gruppi autonomi alla Camera e al Senato, serrando i ranghi dei suoi fedelissimi, che - come riferito da ilfattoquotidiano.it - sarebbero all'incirca una trentina, pronti a traslocare nella sua associazione Conservatori e riformisti.
BIANCONI E ROMANO OK. A Montecitorio lo seguiranno con certezza Giovanni Bianconi (ex tesoriere del Popolo della libertà da tempo in rotta totale col Cav e i suoi dirigenti nazionali) e Benedetto Fucci, che hanno già fatto dichiarazioni pubbliche in suo favore.
Ma anche Francesco Saverio Romano, Nuccio Altieri (Fitto è il suo testimone di nozze), Nicola Ciracì, Antonio Distaso, Pietro Laffranco (attuale tesoriere del Gruppo), Guglielmo Picchi, Roberto Marti, Gianfranco Chiarelli, Cosimo Latronico, Giuseppina Castiello, Fabrizio Di Stefano, Pino Galati e Rocco Palese stanno facendo l'inventario dei loro oggetti personali negli uffici riservati a Forza Italia.
Sono in totale 15, ancora troppo pochi per formare un gruppo autonomo (ne servono 20): se tutto andrà come deve andare, inizieranno come componente del Misto.
AL SENATO NUMERI MIGLIORI. Al Senato, invece, i numeri ci sono.
A Palazzo Madama bastano infatti 10 membri dell'Assemblea per creare il gruppo. E Fitto può contare su una pattuglia di 15 parlamentari, tra i quali i quasi ex forzisti Cinzia Bonfrisco, Marco Pagnoncelli, Eva Longo, Ciro Falanga, Francesco Bruni, Pietro Liuzzi, Luigi Perrone, Vittorio Zizza, Lucio Tarquinio e Luigi D’Ambrosio Lettieri.
E i possibili fuoriusciti di Gal (Grandi autonomie e libertà) come il vice presidente Antonio Scavone, il tesoriere Giuseppe Compagnone e i senatori Giuseppe Ruvolo, Antonio Milo e Salvatore Di Maggio.

Ma Silvio ha un'arma: il ricambio delle commissioni

L'Aula di Montecitorio.

Tra le file azzurre, però, diverse fonti predicano calma nei colloqui privati con Lettera43.it.
In ballo ci sono ancora diversi fattori da considerare, che potrebbero far pendere l'ago della bilancia a favore della fedeltà verso Silvio Berlusconi.
Primo tra tutti il ricambio negli organismi parlamentari.
Ovvero la prassi di sostituire o confermare le cariche nelle varie commissioni, tra Camera e Senato, a metà del mandato, oltre ovviamente al rimescolamento delle carte nei vertici dei Gruppi.
FITTIANI 'INGOLOSITI'. E qui arriva il bello, almeno stando ai rumor raccolti.
«Il dottore (L'ex Cavaliere si fa chiamare così, ndr) non è mica fesso», esordisce un deputato di lungo corso, fedele al Capo e lontano dai giochi delle varie correnti.
«Renzi farà di tutto per togliere peso a Forza Italia in parlamento, ma qualcosa ce la dovrà comunque concedere per prassi istituzionale. Berlusconi potrebbe “ingolosire” i fittiani indecisi con qualche nomina, o magari rimuovendo i vertici che oggi impediscono contratti e consulenze...».
CAMPAGNA ACQUISTI. Una sorta di campagna acquisti interna, giocata con cifre e occasioni assolutamente depotenziate rispetto ai tempi d'oro, ma che comunque, continua la fonte, «potrebbero pungolare gli animi di qualcuno che oggi segue il Cameron di Maglie».
Questa teoria, se reale, spiegherebbe in effetti perché Fitto vuole chiudere la partita in fretta, prima delle elezioni regionali, e non dopo come spera invece il corpaccione berlusconiano di Forza Italia.
In questo modo toglierebbe ogni occasione ai suoi di finire ammaliati dalle sirene di Arcore.
Più che il Cameron italiano, allora il dissidente Fitto sarebbe più una versione 2.0 di Ulisse in cerca della sua Itaca.

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