Giannini Scuola 140228172012
POLITICA 18 Maggio Mag 2015 2015 18 maggio 2015

Ddl scuola, sì della Camera al «super-preside»

Via libera dell'Aula all'art.9: potere di chiamata diretta degli insegnanti ai dirigenti scolastici. Minoranza dem all'attacco. Fassina: «Giannini si dimetta». Ok all'emendamento M5s anti-parentopoli.

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Il ministro dell'Istruzione, Stefania Giannini.

Montecitrio dice sì ai 'super-presidi'.
Non senza polemiche - col dibattito che è stato acceso dai banchi dell'opposizione e della minoranza dem - l'aula della Camera, dove è proseguita per tutto il 18 maggio la discussione sul ddl Buona scuola, ha approvato l'articolo della riforma che attribuisce ai presidi il potere di chiamata diretta dei docenti dei propri istituti. I voti a favore sono stati 214, i no 100 e gli astenuti 11.
Il ministro dell'Istruzione Stefania Giannini ha espresso soddisfazione su Twitter.
FASSINA: «GIANNINI SI DIMETTA».
Proprio sull'articolo 9 si è accesa la polemica con Arturo Scotto di Sel e Stefano Fassina, per la minoranza dem, che hanno invocato le dimissioni della stessa Giannini: «Lasci il suo incarico per ricostruire un clima più positivo nel mondo della scuola» ha detto Fassina illustrando un emendamento della minoranza Pd. «Questa riforma è il programma con cui ci siamo presentati alle elezioni: no, è un'altra cosa», è stata l'eco di Alfredo D'Attorre che ha citato nel suo intervento la Carta d'intenti centrosinistra per le elezioni del 2013.
BOCCIATI GLI EMENDAMENTI DELLA MINORANZA DEM. L'Aula ha però respinto i due emendamenti della minoranza dem votati: il primo, per l'appunto, a firma Fassina, volto a sopprimere il potere di chiamata dei presidi; il secondo a firma Bruno Bossio e firmato dai deputati riconducibili ad Area Riformista sui criteri in base ai quali i dirigenti scolastici procedono alla chiamata dei docenti.
Respinti - in apertura di seduta - gli emendamenti di Sel e M5s che puntavano a sopprimere l'articolo.
OK ALLA MODIFICA DEL M5S «ANTI-PARENTOPOLI». Approvata, invece, un'altra modifica proposta dai grillini: la chiamata dei docenti da parte del preside - prevede l'emendamento 9.67 - dovrà avvenire «in assenza di conflitti d'interesse avendo riguardo a possibili collegamenti soggettivi e/o di parentela del dirigente scolastico con i docenti iscritti negli ambiti territoriali». Un punto, quest'ultimo, sul quale i cinquestelle hanno particolarmente insistito. «Grazie al ddl sulla scuola e alla norma sulla chiamata diretta dei professori da parte dei presidi, farà carriera Agnese, la moglie del presidente del Consiglio Renzi», ha detto in Aula il deputato pentastellato Luigi Gallo.

Ai dirigenti scolastici potere di scelta dei prof per incarichi triennali

Stefano Fassina.

ll nuovo art. 9 del ddl, assai modificato rispetto al testo originario del governo, attribuisce ai dirigenti scolastici il potere di conferire ai docenti della scuola l'incarico triennale, che è rinnovabile. La proposta di incarico per la copertura dei posti assegnati alla scuola è rivolta ai docenti di ruolo assegnati all'ambito territoriale di riferimento, dopo la candidature presentate dagli stessi docenti. Nel caso di più proposte di incarico, è il docente a dover optare. L'articolo afferma che l'incarico al professore è affidato così da «valorizzare il curriculum, le esperienze e le competenze professionali».
FACOLTÀ DI COLLOQUI PER ASSEGNARE I POSTI. Il preside può effettuare anche colloqui per poter scegliere i professori. Inoltre l'Ufficio scolastico regionale provvede alle assegnazioni dei docenti che non abbiano ricevuto o accettato proposte e, comunque, in caso di inerzia dei dirigenti scolastici. È anche possibile l'utilizzo di docenti in classi di concorso diverse da quelle per le quali è abilitato purché egli possegga titoli di studio validi per l'insegnamento della materia in questione e abbia seguito dei corsi disciplina da impartire, abbia seguito dei corsi di aggiornamento ed abbia «competenze professionali coerenti».

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