Peppino Caldarola Direttore 150520160854
REPLICA 20 Maggio Mag 2015 1550 20 maggio 2015

Caro Caldarola, il mio 'Libero' non prende soldi pubblici

Non abbiamo percepito un euro dallo Stato da quando sono direttore. Chi dovrebbe restituire denaro agli italiani è lei. 

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Peppino Caldarola, ex direttore dell'Unità e deputato dal 2001 al 2008.

Caro direttore, leggo su Lettera43.it un articolo di Peppino Caldarola che a proposito dell’inchiesta di Libero sui vitalizi dei parlamentari mi invita a non fare il moralista con il c...lo degli altri e a restituire il mio stipendio agli italiani.
Secondo l’ex direttore dell’Unità dovrei farlo perché Libero riceve finanziamenti pubblici dallo Stato e dunque, al pari degli onorevoli, campa sulle spalle dei contribuenti.
Premesso che la legge sull’editoria non l’ho fatta io ma i parlamentari, mentre la legge che regala i vitalizi ai parlamentari l’hanno fatta i parlamentari (a riprova del fatto che i conflitti di interesse non sono solo quelli di Berlusconi), Caldarola non sa, o fa finta di non sapere, che da quando io sono direttore, ossia dall’agosto 2009, Libero non ha percepito un solo euro pubblico.
CALDAROLA RESTITUISCA ANNI DI STIPENDI. Gli ultimi fondi dell’editoria ottenuti da Libero risalgono al 2007, cioè da prima che io divenissi direttore, dunque non vedo cosa io debba restituire.
Devo però ammettere che Caldarola introduce un elemento di riflessione nuovo, equiparando i giornalisti dei quotidiani finanziati dallo Stato ai parlamentari e invitando i primi a rendere ciò che hanno ricevuto.
Se ne deduce che lui, che ha trascorso gran parte della sua carriera professionale tra Rinascita e l’Unità - giornali che hanno ottenuto abbondanti finanziamenti pubblici - debba ridare allo Stato anni e anni di stipendi.
PERCHÈ NON CITA IL SUO CONFLITTO D'INTERESSE? Non solo, proprio perché è bene non fare il moralista e il commentatore con il c...lo degli altri, agli stipendi presi da Rinascita e dall’Unità, Caldarola dovrebbe aggiungere anche la differenza che ha incassato con il vitalizio parlamentare.
Essendo stato onorevole per una legislatura e mezza, l’ex direttore dell’Unità infatti percepisce 3 mila e 74 euro lordi ogni mese e dal maggio del 2008 ha già incassato 261 mila euro, 137 mila euro in più dei contributi versati.
Cifra che, augurandogli lunga vita, se non si porrà fine al sistema dei vitalizi, è destinata ad aumentare al pari di quella dei colleghi di cui oggi, senza citare il proprio conflitto d’interesse, Caldarola ha preso le difese.

Leggi la contro-replica di Caldarola.

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