Silvio Berlusconi 131127140928
PROGETTO 21 Maggio Mag 2015 1940 21 maggio 2015

Berlusconi: «Nuovo partito ma il leader non sarò io»

Il Cav prepara il passaggio di testimone: «Voglio un movimento che riunisca tutti i moderati. Sarà guidato dal mio erede, ma niente primarie». Toti o la figlia Marina le ipotesi.

  • ...

Silvio Berlusconi.

Un nuovo volto a Forza Italia. In tutti i sensi. Con la difficile partita delle elezioni regionali alle porte e col partito squassato dalle spaccature interne, Silvio Berlusconi parla apertamente del futuro partito che nascerà. E lo fa senza mezzi termini. «Presto nascerà un movimento che abbraccerà tutti i moderati italiani». Un movimento, ammette per la prima volta esplicitamente il Cav, che «non sarà guidato da me, ma da un mio erede».
«IL MIO EREDE? NIENTE PRIMARIE». Chi? «Ci sono due o tre persone che potrebbero prendere il mio posto», concede l'ex premier in un'intervista a Canale 21 alla vigilia di un minitour in Campania a sostegno di Stefano Caldoro. E anche se non si sbilancia troppo, su una cosa è deciso: «Non ci saranno le primarie», perchè i grandi leader - vedi «De Gasperi, Craxi e lo stesso Berlusconi», dice - non ne hanno mai avuto bisogno.
Un'uscita che è al contempo un'avocazione del diritto di scelta e una stilettata indiretta a Matteo Renzi, scelto proprio con quello strumento, ma anche a Raffaele Fitto che ne ha sempre fatto un cavallo di battaglia.
«UN MOVIMENTO PER RIUNIRE TUTTI I MODERATI». Berlusconi rincara la dose anche nell'intervista al Tg5 puntando il dito ancora una volta contro «l'uso politico della giustizia». Chiaro riferimento alla sentenza Mediaset su cui però l'ex premier confida nell'intervento della Corte europea di Strasburgo che, a suo giudizio, gli ridarà la piena agibilità. Già, perchè con l'applicazione della legge Severino, Berlusconi rimane incandidabile per sei anni.
In attesa però del pronunciamento della Corte (si parla di settembre) la grande incognita rimane quella del futuro del partito. Il big bang annunciato per dopo le elezioni regionali sembra a questo punto il primo obiettivo a cui guarda il Cavaliere. Un movimento più snello è il progetto a cui lavora che «non si chiamerà Partito dei repubblicani» ma che anzi nelle sue intenzioni ha come obiettivo quello di fare da traino per la «riunificazione di tutti i moderati».
TOTI O LA SOLUZIONE FAMIGLIARE: MARINA E BARABARA LE IPOTESI. Raccontano che l'idea di annunciare un 'passo indietro' dalla prima linea politica per fare il padre nobile e lavorare alla 'causa' (il 21 maggio ha detto che «anche da bordo campo sento la responsabilità e il dovere di occuparmi ancora di quello che succede»), Berlusconi avrebbe dovuto farlo ad urne chiuse. Un ritiro graduale per poi riprendersi la scena e tirare la volata in vista delle elezioni politiche. Lo schema però prevede la presenza di un erede che, al momento, a palazzo Grazioli non riescono ad individuare. Le voci che circolano sono diverse: c'è chi pensa che possa essere Giovanni Toti coadiuvato dal cosiddetto cerchio magico, a gestire la fase di ricostruzione del nuovo soggetto. Ma, dentro Forza Italia, non si nasconde l'idea che possa essere solo uno della famiglia Berlusconi a garantire la riuscita del 'brand'.
Marina resta il primo nome a cui tutti pensano ma, visti anche i movimenti dell'ex premier per quanto riguarda le sue aziende, a tornare in auge è anche il nome di Barbara. Tutto potrebbe dipendere da come si concluderà l'affaire Milan e il ruolo che spetterà alla sua terzogenita. In realtà, al di là delle suggestioni, nell'immediato i fedelissimi non riescono ad individuare nessuno a parte lui che possa guidare il partito.
DOMENICA DAL 'NEMICO' FAZIO. Che il leader azzurro, poi, non voglia comunque abbandonare completamente la scena, lo dimostra la decisione andare da Fabio Fazio a Che Tempo che Fa. Si tratta di un debutto - ufficialmente ancora da confermare - nella trasmissione di RaiTre. Debutto che ha soprattutto il sapore della sorpresa, visti i rapporti non del tutto idilliaci avuti negli anni con il 'nemico' Fazio. Basti pensare che nel 2013 Berlusconi chiese che venisse spostato Sanremo perché incideva sulla par condicio. La replica ironica di Fazio (allora conduttore della manifestazione canora) non si fece attendere: «Ci dica dove, aspettiamo proposte...».

Articoli Correlati

Potresti esserti perso