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DIVERGENZE 22 Maggio Mag 2015 1631 22 maggio 2015

Primarie centrodestra, scintille tra Berlusconi e Salvini

Il leader di Fi: «Inutili e manipolabili». La replica del Carroccio: «No alle dinastie».

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Matteo Salvini. Nel riquadro, Silvio Berlusconi.

Silvio Berlusconi era stato netto. Annunciando la nascita di un movimento «capace di abbracciare tutti i moderati italiani», del quale lui comunque non sarebbe stato il leader, l'ex Cavaliere aveva respinto con forza l'ipotesi primarie.
«SONO MANIPOLABILI». «Ho già disdeto questa ipotesi», aveva detto il leader di Forza Italia, «perché sono manipolabilissime, poi non sono previste dalla Costituzione e infine perché con le primarie la sinistra ha offerto in alcune città i peggiori sindaci della loro storia». «Soltanto nelle monarchie, il leader - cioè il re - «sceglie il suo successore», aveva aggiunto il Cav. «In democrazia il leader viene scelto dal popolo, ci sono già protagonisti del centrodestra che sono in grado di proporsi come leader e saranno gli elettori a decidere se avranno sufficiente preparazione o carisma per essere davvero leader».
Uno scenario, quello dipinto da Berlusconi, che non pare esser andato giù alla Lega Nord, prossima alleata proprio di Fi alle Regionali del 31 maggio.
SALVINI: «NON CI SONO DINASTIE». «Non ci sono eredi e dinastie ma cittadini che dovranno scegliere il programma e i candidati per sfidare Renzi», ha replicato in mattinata Matteo Salvini, «non penso ci sia un diritto di sangue».
Berlusconi, a sua volta, ha indirettamente controreplicato, indirizzando una frecciata al segretario del Carrocio. «In tutti i Paesi europei», ha detto, «la destra non è mai riuscita a conquistare il governo: non è con una destra che si pone in una dimensione provocatoria che si riesce a catturare il consenso per governare il Paese».

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