Marzano 150521165104
INTERVISTA 22 Maggio Mag 2015 0900 22 maggio 2015

Unioni civili, Marzano: «Alfano ricatta il Pd»

Legge ferma in parlamento. Veti politici. Adozione dei bimbi a rischio. Marzano, la dem che lotta per i diritti: «Il Ncd frena. Ma nel Pd troppi cattolici arretrati».

  • ...

Cos'ha l'Irlanda che l'Italia non ha?
Fino a 20 anni fa a Dublino un bacio scambiato tra due persone dello stesso sesso era considerato un reato.
Fino al 1993 gli irlandesi non potevano divorziare. Fino al 2010 l'Irlanda era cattolicissima per antonomasia.
E però da cinque anni il parlamento irlandese ha approvato la legge sulle unioni civili.
Il 22 maggio è indetto il referendum per l'introduzione dei matrimoni gay. E il primo ministro Enda Kenny, politico di centrodestra, ha definito la consultazione «un'occasione storica».
ITALIA SEMPRE IN RITARDO. Nel nostro Paese, invece, l'occasione storica rischia di essere rimandata ancora, dice Michela Marzano, deputata del Pd delusa dalla politica e da componenti del suo stesso partito. E non si tratta nemmeno di introdurre il matrimonio tra gay. Ma della semplice norma per regolare le unioni civili.
Filosofa morale con cattedra a Parigi, il 6 gennaio del 2013 Marzano ha ricevuto la telefonata di Enrico Letta e di Pier Luigi Bersani.
Le chiedevano di candidarsi per il Pd, per mettere a servizio della politica la sua competenza in materia di diritti civili e questioni etiche. A due anni e mezzo di distanza, dopo che ha annunciato la volontà di lasciare il parlamento, invece, non l'ha chiamata nessuno.
PROGETTI FRENATI DAL NCD. Marzano ha deciso di abbandonare la politica dopo l'approvazione delle civil partnership e della legge contro l'omofobia.
Ma teme che i progetti non vadano in porto, «che si ceda sotto le pressioni e i ricatti del partito di Angelino Alfano», il Nuovo centrodestra alleato di Matteo Renzi al governo. E di quella parte del Pd «che vive il cattolicesimo in maniera arretrata».

Michela Marzano del Partito democratico. © Imagoeconomica

DOMANDA. A che punto siamo con la legge sulle unioni civili?
RISPOSTA. Il testo base è stato approvato a marzo. Il 7 maggio era previsto l'inizio della discussione al Senato. Ma sono stati presentati 3 mila emendamenti. Insomma, siamo già in ritardo.
D. Renzi ha promesso l'approvazione della legge prima entro maggio e poi entro l'estate.
R. Non ci credo. Al massimo potrà essere in autunno. Ma la mia paura è che alcuni punti non vadano in porto. Che si ceda.
D. Si ceda alle posizioni di Avvenire che ha già definito la legge inutile e nociva o alla pressione politica del partito di Alfano?
D. Ci sono delle pressioni di giornali che hanno effetto sul Nuovo centrodestra, ma anche su parti del Partito democratico. Il rischio è che si torni indietro.
D. Quali sono concretamente i nodi che potrebbero saltare?
R. La step child adoption, cioè la possibilità di adottare il figlio biologico del proprio compagno, potrebbe essere trasformata in un affido. Questo significa non rendersi conto che in mezzo ci sono dei bambini.
D. Avvenire però usa la stessa argomentazione, sostenendo che questo provvedimento risponde all'egoismo dei genitori e non alla tutela dei figli.
R. Questa ovviamente è una falsità. Sanno che questi bambini esistono già? Non si tratta di creare bambini dal nulla, ma di proteggere quelli che ci sono. Ci sono persone che vogliono cambiare la realtà, ma il compito del legislatore è tutelare le realtà esistenti.
D. A cosa serve la step child adoption?
R. A evitare il caso di un bambino che ha vissuto la sua vita con il genitore biologico e il compagno o la compagna e si ritrova senza papà o mamma per un incidente o una malattia.
D. Restando quindi da solo.
R. O trovandosi come genitore a livello legale persone che praticamente non conosce. Parenti che non hanno niente a che fare con la sua vita.
D. Cosa succederebbe se andasse in porto la trasformazione dell'adozione in affidamento?
R. Si creerebbe una sorta di mostro giuridico. L'affido è un istituto temporaneo pensato per ovviare al disagio che i bambini vivono in alcune famiglie. E invece qui si tratta di riconoscere la responsabilità genitoriale di un compagno.
D. Ci ritroveremmo con bambini a cui va rinnovato in un certo senso il permesso di soggiorno nel loro nucleo famigliare?
R. Praticamente. Ma io credo che giuridicamente non sia difendibile, non ha proprio senso. L'affido è a tempo determinato, in teoria non potrebbe superare i 24 mesi.
D. Chi dentro il Pd rema contro il progetto sulle unioni civili?
R. Quelli che hanno una concezione arretrata del cattolicesimo. Perché ovviamente ci sono tanti cattolici che non prendono parte a questo scontro.
D. Nessun nome?
R. C'è la componente dei fioroniani, ma io i senatori li conosco poco.
D. E la legge contro l'omofobia che fine ha fatto?
R. È impantanata in Commissione giustizia al Senato. Non viene calendarizzata. Non c'è la volontà politica.
D. Lei ha vissuto in Francia, la sua casa è Parigi, dove il presidente Hollande ha varato una legge sul matrimonio per tutti in un clima di fortissimo scontro sociale, perché i 'socialisti' italiani non hanno la stessa sensibilità su questi temi?
R. Me lo chiedo anch'io. E non so darmi una risposta.
D. Su altri temi, a partire dalla frenata sul nuovo piano Ue sull'immigrazione, la Francia è molto meno coraggiosa. Si tratta solo di rincorrere l'opinione pubblica della propria nazione?
R. Io credo che ci sia stato un cambiamento nella società italiana su queste tematiche. E che però non ha 'presa' in parlamento. Il problema supplementare dell'Italia è questa strana maggioranza. Il partito di Alfano fa blocco, continua a presentare ricatti di questo tipo.
D. Di che tipo?
R. Sui diritti civili, ma anche sulla giustizia, su corruzione e prescrizione.
D. Per avere una legge sulle unioni civili dobbiamo aspettare la riforma del Senato che renderà il governo non più ricattabile dal punto di vista elettorale?
R. Su questo tema ci sono anche molte aspettative. Vediamo.
D. Si usano corsie preferenziali per le riforme costituzionali, però sui diritti si apre ai compromessi.
R. L'arte del compromesso è importante in politica. Il problema è se dal compromesso si passa alla compromissione. Che in alcuni casi significa svilire tutto, e togliere senso a quello che abbiamo costruito, rinunciare ai nostri valori.
D. A che valori rinuncerebbe il Pd?
R. All'uguaglianza nella differenza. Sarebbe gravissimo. E in ogni caso per me è irrinunciabile.

Articoli Correlati

Potresti esserti perso