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POLEMICA 23 Maggio Mag 2015 1448 23 maggio 2015

Cgil, Cisl e Uil a Renzi: «Sindacato unico? Da regime totalitario»

Dura risposta all'auspicio del premier: «Modello dell'uomo solo al comando».

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Avere un «sindacato unico» e mettere fine alle «sigle su sigle». Lo ha auspicato il premier Matteo Renzi il 22 maggio durante un intervento a Bersaglio mobile, su La7.
Ma le sue parole, come prevedibile, non sono piaciute al segretario generale della Cgil Susanno Camusso: «Penso che il tema del sindacato sia quello del sindacato unitario. Il sindacato unico è invece una concezione che esiste solo nei regimi totalitari», ha osservato il leader ai microfoni del Giornale radio Rai.
Una concezione, ha aggiunto Camusso, riferendosi a quella di Renzi, «concettualmente sbagliata perché presuppone che la totalità di orientamenti e la rappresentanza di tutti i soggetti, anche diversi, che vi sono nel mondo del lavoro, vengano inclusi in un pensiero unico che non fa parte della modernità».

Furlan, Cisl: «Non serve alzare polveroni, piuttosto il governo si occupi dei problemi veri del Paese»

Da sinistra: il segretario in pectore della Uil Carmelo Barbagallo, la leader della Cisl Annamaria Furlan e quella della Cgil Susanna Camusso.

Della stessa opinione è anche il leader della Uil, Carmelo Barbagallo, «esperienze del genere», ha detto riferendosi al sindacato unico, «sono, nella maggior parte dei casi, in Paesi totalitari». Parlando ancora di Renzi, Barabagallo ha poi aggiunto: «Sembra che voglia far prevalere il modello dell'uomo solo al comando e che intenda esportare questa sua idea anche nel mondo del lavoro e del sociale».
A derubricare il dibattito a un «polverone» è stata la leader della Cisl, Annamaria Furlan: «L'Italia non ha bisogno di un sindacato unico ma di sindacati responsabili e riformatori», ha detto rispondendo alle parole del premier, e sulla rappresentanza ha spiegato: «Noi abbiamo siglato un accordo insieme a Cgil e Uil e le associazioni imprenditoriali che regola in maniera chiara sia la validazione degli accordi sia la rappresentatività del sindacato, cosa che avviene già anche nel settore pubblico».
SUL TAVOLO CRESCITA E REDDITI BASSI. Per questo, ha aggiunto Furlan, «non serve a niente alzare polveroni o buttare benzina sul fuoco su questo tema. Piuttosto il governo si occupi dei problemi veri del Paese a cominciare dalla questione della crescita, del sostegno ai redditi più bassi e degli investimenti per creare posti di lavoro per i giovani e dare una prospettiva occupazionale a quanti purtroppo si trovano senza lavoro».
Infine, «il governo apra un confronto su questi temi con il sindacato e troverà la Cisl pronta a discutere e ad assumersi le proprie responsabilità su obiettivi chiari e condivisi tra le parti», ha concluso.

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