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DIPLOMAZIA 23 Maggio Mag 2015 1931 23 maggio 2015

Vaticano - Cina: «Speriamo nel dialogo»

Libertà religiosa, Parolin sulle parole del presidente Xi: «Non precludono il confronto».

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Pietro Parolin, nuovo segretario di Stato vaticano.

La Santa Sede risponde alla Cina sulla libertà religiosa. «Penso e spero che le dichiarazioni» del presidente cinese Xi Jinping su religione e Stato «non vogliano precludere il dialogo con una chiusura nei confronti della Santa Sede», ha dichiarato il 23 maggio il segretario di Stato vaticano Pietro Parolin che ha aggiunto «siamo d'accordo che essere un buon cattolico in comunione col Papa non va scapito della lealtà di cittadino».
PAROLE DA INTERPRETARE. Alla domanda se il Vaticano sia preoccupato dalle parole del presidente cinese che il 20 maggio ha dichiarato che le religioni in Cina devono essere indipendenti dalle influenze straniere, adattarsi alla società cinese ed impegnarsi ad essere leali allo Stato, il cardinale Parolin ha spiegato: «Dipende da come si interpretano queste parole: noi siamo d'accordo nel senso che il fatto di essere un buon cattolico, un cattolico in comunione con il papa e che vive la sua fede cattolica, perché se non c'è comunione con il papa non c'è neppure Chiesa cattolica, questo non va a scapito di una lealtà di un cittadino e di una comunità del proprio Paese».
«SPERO NEL CONFRONTO». Ma le affermazioni del presidente cinese non precludono i tentativi di dialogo avviati dalla Santa Sede? «Queste sono posizioni che da parte cinese sono state spesso ribadite. Questo non ha impedito anche negli anni precedenti di fare dei passi, dei tentativi», ha replicato il segretario di Stato e ha concluso: «Quindi io penso e spero che queste dichiarazioni non vogliano precludere il dialogo con una chiusura nei confronti della Santa Sede, pur esprimendo la posizione cinese, e che siano aperte a confrontarsi e a cercare insieme delle soluzioni che saranno sicuramente di beneficio per la Cina e per la pace nel mondo».

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