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SHOW 25 Maggio Mag 2015 0954 25 maggio 2015

Berlusconi: «Il mio erede? Non s'è fatto vivo»

Il Cav, ospite di Fazio, non entusiasma. «Nuovo partito, non sarò io il leader».

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Silvio Berlusconi ospite di Fabio Fazio a Che tempo che fa.

Tra battute, previsioni e frecciate politiche, Silvio Berlusconi ha provato a dare spettacolo nella sua prima 'ospitata' da Fabio Fazio. Ma il leader di Forza Italia è parso fiacco davanti alle telecamere e non è riuscito a conquistare le prime pagine dei giornali come faceva una volta.
Sintomo che ormai non ha più il carisma di prima e forse è arrivato il momento di lasciare il timone a qualche giovane leader, che però non si vede ancora all'orizzonte.
BATTUTA SULLA BARBA DI FAZIO. «Perché non sono venuto finora? Si vede che i suoi inviti non mi sono mai stati fatti pervenire», ha scherzato subito l'ex Cavaliere soffermandosi anche sulla barba del conduttore: «Le posso dare un consiglio da vecchio editore? Quando uno comincia ad entrare nella maturità come lei e vede una barba grigia, dovrebbe avere il coraggio di tagliarla, viene meglio nelle telecamere».
ASCOLTI AL 16%. Fazio si può comunque consolare con quasi 3 milioni e mezzo di telespettatori per uno share del 13,2% (un punto in meno dell'intervista a Madonna) con punte del 16% proprio nel corso del faccia a faccia con l’ex Cavaliere.
NUOVO SOGGETTO POLITICO. Poi è toccato alla politica essere protagonista dell'intervista. Berlusconi ha detto di pensare a nuovo soggetto di centrodestra snello, simile a «un comitato elettorale», che veda Forza Italia come «coagulo» di un nuovo rassemblement di moderati. Un nuovo soggetto che non avrà l'ex premier alla sua leadership. Il Cav ha certificato in tivù la rivoluzione che ha in mente per la sua creatura e, al tempo stesso, l'intenzione di esserne il 'padre nobile' e non il leader candidato delle prossime elezioni politiche.
INCOGNITA SULL'EREDE. Quel leader, quell'erede, ancora non «si è fatto vivo» ma «ci sono grandi personaggi che possono aspirarvi, anche non in Forza Italia», è il messaggio lanciato a tutto il centrodestra in vista della svolta post-Regionali.
Un partito, quello azzurro, che dovrà «estendere i suoi confini» trasformando i moderati italiani in «maggioranza politica», spiega Berlusconi smentendo qualsiasi ipotesi di primarie («sono facilmente manipolabili») ma facendo riferimento, per l'indicazione dei leader, alle convention dei Repubblicani negli Usa.
ATTACCHI A FITTO E ALFANO. Su una cosa, tuttavia, Berlusconi è certo: non sarà l'erede di sé stesso. «Io non sono candidabile per sei anni e conosce la mia età. Potrò dare una spinta e promuovere una grande crociata ma poi dovrà esserci qualcuno», sottolinea prima di attaccare chi, da Angelino Alfano a Raffaele Fitto, ha lasciato o sta lasciando Fi. «Sono dei professionisti della politica, loro fanno politica per il proprio tornaconto» e non hanno «speranza di un futuro politico», affonda il leader azzurro, ironizzando sul ministro dell'Interno: «Diciamo che è attaccato alla sua poltrona con forte affetto...».
FRECCIATA A RENZI. Poi una frecciata a Matteo Renzi. Il Patto del Nazareno è definitivamente rotto da quando, sul Colle, «Renzi ha deciso da solo». Il premier, secondo Berlusconi, «è sempre stato molto gentile ma siamo diversi. Lui fa proclami, io miro a realizzare le cose». E, soprattutto, «è un premier non eletto» a capo di un Paese che «è una democrazia sospesa», è l'attacco di Berlusconi all'inizio di quella che, per Fi, sarà una settimana chiave, per le Regionali e per il futuro stesso del partito. Un partito che, è l'ammissione dell'ex premier, è in difficoltà anche rispetto alla Lega soprattutto per «l'imposizione» subita dal suo leader a non andare in tivù proprio mentre «Renzi e Salvini ci vanno sei ore alla settimana».

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