Colau Manuela Carmena 150525131533
PROTAGONISTI 25 Maggio Mag 2015 1132 25 maggio 2015

Elezioni in Spagna, la vittoria delle donne coraggio

A Barcellona trionfa Colau. Attivista anti sfratti che sfidò a viso aperto la polizia. A Madrid Carmena. Giudice in lotta coi corrotti. Podemos festeggia. Flop del Pp.

  • ...

La paladina degli sfrattati. E la giudice dei diritti umani.
Il 24 maggio le due grandi metropoli di Spagna, Barcellona e Madrid, hanno girato le spalle ai vecchi partiti e abbracciato il cambiamento.
DUE OUTSIDER DELLA POLITICA. Hanno votato due outsider della politica, ma insider, se così si può dire, della società civile. Due donne con biografie diverse e complementari: Ada Colau, l'attivista che per anni ha sfidato la polizia per difendere dallo sfratto chi non poteva più pagare il mutuo, e Manuela Carmena, giudice penitenziario che ha denunciato la corruzione del sistema giudiziario dall'interno.
La Spagna, nel giorno delle elezioni amministrative, ha scelto le sue madri coraggio.

L'attivista Ada Colau in uno dei presidi contro gli sfratti.

Colau: l'attivista anti-sfratti ora è sindaco di Barcellona

I 176 mila voti raccolti da Colau nel capoluogo catalano sono frutto delle lotte della Pah, la 'piattaforma degli oppressi dall'ipoteca'.
L'organizzazione, di cui Colau è stata anima e attivista, ha gestito il 90% degli sfratti seguiti alla speculazione immobiliare che ha travolto l'economia spagnola. Dal 2008 al 2012 quasi mezzo milione di spagnoli ha perso la casa. E la legge, negli anni della crisi, permetteva di mettere all'asta l'immobile, di farlo ricomprare dalle banche con uno sconto del 40%, ma lasciava il peso del mutuo sulle spalle di chi ormai era un senzatetto. Colau scendeva di fronte a quelle case, in maglietta e jeans, sfidando la polizia in tenuta anti sommossa.
DECRETI IMPUGNATI IN TRIBUNALE. La Pah ha impugnato i decreti di sfratto in tribunale, è diventata il baluardo delle vittime ultime della crisi, le ha aiutate a trovare una nuova sistemazione ed è riuscita a guadagnarsi il ruolo di interlocutore di banche e governi.
L'esecutivo di Rajoy ha modificato le norme nel 2012, ma ancora l'anno successivo il Banco di Spagna ha registrato almeno 50 mila case pignorate. E con questo bagaglio, Colau si è presentata alle elezioni della città più ricca di Spagna, come candidata della piattaforma Barcellona comune, una federazione di liste che comprendeva la sinistra radicale di Izquierda Unida, Podemos, Proces Costituente e il movimento Equo.
AVVENTURA POLITICA IN SALITA. Un figlio da portare all'asilo, borse a tracolla, parlata diretta, la 41enne indignata ha convinto più degli altri. Dove i politici possono citare le conferenze, lei può raccontare i fatti.
Quando loro si chiudevano nei salotti, lei percorreva le periferie di Barcellona. Dice di lei El Pais: «Tende a essere irriverente, e talvolta lo è. Ma è rispettata».
Di fronte alle sue proposte contro la disuguaglianza sociale, persino gli indipendentisti del governatore Arturo Mas hanno subito una battuta d'arresto. Ma la sua avventura politica parte tutta in salita: ha conquistato infatti 11 consiglieri, 10 in meno della maggioranza assoluta di 21 seggi. E si ritrova ora a dover governare in una delle situazioni più instabili di sempre per la città spagnola.
«HA VINTO LA SPERANZA». Rischia, poi, di pagare la sua inesperienza nell'amministrazione. «Nelle sue liste non c'è nessuno che sappia come si gestisce un emendamento alla riforma del bilancio o il piano urbanistico», attacca El Pais. Che la accusa anche di aver scritto un programma caricaturale, in cui per esempio il turismo più che una risorsa è visto come una minaccia, e che preoccupa molti settori economici della città.
Tuttavia, la stampa iberica ammette anche che Colau è consapevole del suo deficit e che è decisa a colmarlo. «Ha vinto la speranza», ha dichiarato in lacrime il futuro sindaco di fronte ai militanti che la festeggiavano nella notte elettorale: «Vinciamo tutti e vince soprattutto Barcellona».

Il giudice Manuela Carmena.

Carmena: il giudice che scappò dalla mattanza di Atocha

Manuela Carmena, la giudice 70enne che con tutta probabilità guiderà il municipio di Madrid, ha rischiato di morire in una delle pagine più scure della storia di Spagna.
Carmena si salvò solo per caso dalla strage di Atocha del 24 gennaio 1977, in cui rimasero uccisi sette giuslavoristi comunisti per mano dell'estrema destra franchista.
Da allora, dicono tutti quelli che hanno condiviso una parte di vita con lei, ha fatto di serenità e ottimismo la sua cifra distintiva: «Essere pessimisti», ha dichiarato, «è reazionario».
Militante comunista dal 1965, quando ancora il Pce (Partito comunista spagnolo) era fuori legge, abbandonò il partito alla fine degli Anni 70 per dedicarsi alla carriera giudiziaria.
LA LOTTA ALLA CORRUZIONE. Quando negli Anni 80 le affidarono il tribunale di La Palma, denunciò la corruzione dell'amministrazione giudiziaria e dei suoi stessi uffici, procurandosi le accuse della sua segretaria amministrativa: «Vuole farmi fuori».
Giudice penitenziario, insignita nel 1986 del premio per i diritti umani, nel suo ufficio accoglieva e ascoltava chiunque con la stessa pazienz: prostitute, funzionari o criminali. Ha fondato l'associazione Giudici per la democrazia ed è membro del think tank Fundacìon alternativas, vicino al Partito socialista spagnolo.
NEL TRIBUNALE SUPREMO DAL 2001. Nel 1993 è stata eletta decano dei giudici di Madrid e membro del Consiglio generale del potere giudiziario. Relatrice alle Nazioni Unite, è diventata membro del tribunale supremo spagnolo nel 2001.
Viene descritta come un «fuoco tranquillo», alimentato dalle sue grandi passioni: letteratura e filosofia. Sostiene di non sopportare la burocrazia, ma di seguirla per «rispetto delle istituzioni». Odia gli aerei e le campagne elettorali.
L'idea di entrare in politica, ha raccontato l'editore con cui ha pubblicato il suo ultimo libro, non la interessava. Poi a inizio marzo c'è stata la svolta, per lei e per Madrid, strappata dopo 24 anni al centrodestra.
ALLEANZE DECISIVE. Candidata per Ahora Madrid, piattaforma sostenuta da Podemos e dalla lista civica Ganemos Madrid, Carmena ha ottenuto il 31,85 % dei voti e 20 consiglieri, uno in meno dei 21 conquistati da Esperanza Aguirre (Pp).
Ma grazie alla possibile alleanza con i socialisti del Psoe viene già data come prima cittadina. Alla sua avversaria, colonnello dei popolari, una vita in politica e il titolo nobile di contessa ottenuto grazie a un buon matrimonio, ha detto: «Dopo tutto il male che avete fatto, ancora vuoi governare».
Il mandato come primo cittadino lo pennella con poche, pacifiche, parole: «Potrei essere un sindaco custode».

Articoli Correlati

Potresti esserti perso