Amnesty 150423220231
ATTESA 26 Maggio Mag 2015 1749 26 maggio 2015

Immigrazione, le modifiche all'Agenda dell'Ue

La parola «quote»? Mai usata. Dall'Italia via 24 mila richiedenti asilo. Niente retroattività. I punti chiave del piano.

  • ...

da Bruxelles

Una manifestazione di Amnesty International a Bruxelles contro le politiche dell'Unione europea sull'immigrazione.

Si lavora ancora sulla proposta legislativa per l'Agenda della Commissione Ue sull'Immigrazione, che dopo l'approvazione prevista il 27 maggio dal collegio dei commissari, deve essere presentata alla stampa.
In attesa del voto definitivo a maggioranza qualificata nel Consiglio dei ministri dell'interno del 16 giugno.
E del via libera ufficiale da parte dei 28 capi di Stato e di governo durante il vertice Ue del 25 e 26 giugno.
Intanto però, in attesa della pubblicazione ufficiale, si susseguono indiscrezioni sulle modifiche che il testo potrebbe subire.
CHI HA DETTO «QUOTE»? «Sparisce la parola 'quote'», hanno titolato molti giornali riferendosi al sistema adottato per la rilocazione obbligatoria dei rifugiati da alcuni Stati membri sotto pressione ad altri.
Peccato che la parola 'quote' non sia mai stata usata.
Non nei documenti della Commissione, non nell'Agenda presentata il 13 maggio dal commissario per l'Immigrazione Avramopulos e dall'Alto rappresentante per la politica estera Federica Mogherini.
SOLO 'RELOCATION KEY'. In quell'occasione, anzi, è stato il vice presidente dell'esecutivo Frans Timmermans a spiegare che il sistema da loro proposto (temporary relocation mechanism) avrebbe funzionato attraverso una 'relocation key' che i giornalisti preferivano però chiamare «quotas».
Una parola usata da tutti i media per semplificare e cercare di spiegare il sistema, ma che a Bruxelles hanno sempre voluto evitare perchè «il sistema delle quote è quello australiano, che poneve un limite sulle persone che potevano ricevere il diritto di asilo, ben diverso dal nostro», dicono a Bruxelles.
NO ALL'ACCESSO LIMITATO. «Una quota fa pensare a un numero fisso di richiedenti asilo da accogliere», spiega una fonte europeoa e «noi non vogliamo limitare il loro accesso in Europa».

Dall'Italia 24 mila profughi ridistribuiti in altri Stati

Migranti sbarcati in Sicilia.

Per questo sono state indicate «percentuali di distribuzione sulle quantità di profughi previsti in arrivo».
La proposta non mette un limite su quanti possano stare in Europa, ma sulle persone aventi diritto che saranno ricollocate nei vari Stati membri.
40 MILA PERSONE. Nei prossimi due anni il sistema di relocation europeo comprenderà 40 mila persone richiedenti asilo in tutta Europa, di queste 24 mila saranno ricollocati dall'Italia altrove, 16 mila dalla Grecia e qualche altro migliaio da Malta.
Sono infatti questi i tre Paesi beneficiari dei trasferimenti dei richiedenti asilo in arrivo.
Ma le cifre di rilocazione dai tre Paesi sono «previsionali e indicative» e potranno «essere aggiornata in casi specifici».
NESSUNA RETROATTIVITÀ. Gi immigrati già arrivati in questi ultimi mesi o anni, invece, non saranno inclusi nel nuovo sistema, «ma questo era evidente», commentano a Bruxelles dove si stupiscono per il tam tam causato da una fantomatica retroattività.
«Non abbiamo mai detto che il sistema di redistribuzione sarebbe stato retroattivo», spiegano alla Commissione, «come succede sempre entrerà in funzione una volta che la proposta diventa legge».
Quindi dopo l'approvazione definitiva durante il summit Ue del 26 giugno.
Il sistema prenderà in considerazione coloro che hanno bisogno di protezione a partire da luglio.
NIENTE REVISIONE DEI PUNTI. Quindi «non ci sono punti che sembravano decisi e che sono stati rivisti», dicono a palazzo Berlaymont riferendosi a chi ha insinuato che la Commissione Juncker abbia dovuto ridurre l'ambiziosità dell'Agenda immigrazione a causa delle critiche di alcuni Paesi come Ungheria e Francia.
«In realtà l'Irlanda, per esempio», fa notare una fonte, «che avrebbe potuto usare la clausola opt-out», e quindi non aderire al processo di ricollocazione, ha detto che si assumerà le sue responsabilità e «darà il suo opt-in».

Criteri invariati, cambia la base di calcolo

Le operazioni di soccorso della Marina Militare a imbarcazioni provenienti dalle coste del Nord Africa.

Il sistema «rimane quello già definito», ribadiscono alla vigilia della presentazione, in particolare restano immutati i criteri delle percentuali di distribuzione: la Commissione ha proposto di calcolare 'le quote' per ogni Paese tenendo conto per il 40% del Pil, per un altro 40% della popolazione e per un 10% ciascuno della disoccupazione e dello sforzo già effettuato dai vari Paesi nell'ospitare i migranti.
AGGIUNTA L'IRLANDA. Cambia solo la base di calcolo perché sono cambiate le cifre delle persone da ricollocare negli Stati membri rispetto alla prima proposta della Commissione: le percentuali di distribuzione indicate all'inizio per ogni Paese subiranno delle modifiche perché dal calcolo sono state tolte Italia, Grecia e Malta, «Paesi che beneficeranno della redistribuzione», si aggiungerà l'Irlanda, che ha deciso di partecipare al sistema.
NODO NAZIONALITÀ. A destare ancora qualche critica è infine il fatto che saranno decise le nazionalità degli immigrati che beneficeranno della redistribuzione, in base alla percentuale con cui le domande di asilo vengono accolte: in pratica si dovrebbe parlare soltanto di quei migranti riconosciuti come bisognosi di protezione in almeno i tre quarti dei 28 Stati membri, condizione che sembra potrebbero soddisfare più di altri eritrei e siriani.
Un limite quello della nazionalità che farà discutere, oltre alle cifre per ora considerate irrisorie rispetto al numero di richiedenti asilo in Ue nel 2014: circa 626 mila.
BAN KI-MOON SPRONA L'UE. A spronare l'Europa a essere più solidale è stato anche il segretario generale Ban Ki-moon: «Europe can provide more help» («Può fornire maggiore aiuto»), ha detto a Dublino.
Alla vigilia degli incontri a Bruxelles con la leadership della Ue Ban Ki-moon ha chiesto apertamente che le operazioni di ricerca e soccorso nel Mediterraneo siano «ulteriormente rafforzate».

Twitter @antodem

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Correlati