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DOSSIER 26 Maggio Mag 2015 1500 26 maggio 2015

Migranti, Wikileaks svela i piani segreti Ue: «Azioni militari in Libia»

L'organizzazione di Assange svela il dossier sull'operazione: «Previste anche missioni di terra». L'obiettivo è colpire gli scafisti per fermare i profughi. Il documento in pdf.

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Migranti sbarcati in Sicilia.

Non solo una missione per contrastare il fenomeno dell'immigrazione clandestina dalle coste della Libia tramite la vigilanza del Mediterraneo e salvataggio di profughi su barconi ma una vera e propria operazione militare condotta fin dentro il territorio libico con lo scopo di distruggere tutte le reti di trasporto e le infrastrutture.
Un documento ufficiale dell'Ue, svelato nella serata del 25 maggio da Wikileaks e diffuso da L'Espresso (leggi il testo in pdf), ha rivelato i rivela i dettagli della missione varata nel vertice dei ministri degli Esteri e della Difesa lo scorso 18 maggio.
Smentendo quanto dichiarato a più riprese dal ministro dell'Interno Angelino Alfano, l'organizzazione fondata da Assange ha spiegato : «L'Unione Europea schiererà la forza militare contro infrastrutture civili in Libia per fermare il flusso di rifugiati. Dati i passati attacchi in Libia da parte di vari Paesi europei appartenenti alla Nato e date le provate riserve di petrolio della Libia, il piano può portare ad altro impegno militare».
Il documento insomma darebbe conferma alle anticipazioni svelate in un primo momento dal quotidiano londinese Guardian che dopo il vertice Ue aveva parlato di boots on the ground.
TRE FASI E OPERAZIONE LUNGA UN ANNO. Per l'operazione si ipotizzano tre fasi, con una durata iniziale di un anno. L'operazione, riportano i documenti diffusi, sarà ritenuta conclusa quando «il flusso di migranti e l'attività dei trafficanti saranno significativamente ridotti». La finalità principale è quindi quella di arrestare le partenze dalle coste libiche, rendendo – attraverso la distruzione delle organizzazioni degli scafisti – più difficile per l'esodo di disperati usare la rotta verso la Sicilia.
Tra i pericoli individuati del dossier dell'Ue c'è «la presenza di forze ostili, come estremisti o terroristi come lo Stato Islamico». E sottolinea: «La minaccia che scaturisce dalla gestione di un grande volume di migranti deve essere presa in considerazione».
IL «CONTROLLO DELLE INFORMAZIONI» PUNTO FONDAMENTALE. Infine il dossier rivela che nell'operazione militare sarà fondamentale il controllo delle informazioni che circolano sui media a proposito della missione. «Il comitato militare conosce il rischio che ne può derivare alla reputazione dell'Ue, rischio collegato a qualsiasi trasgressione percepita dall'opinione pubblica in seguito alla cattiva comprensione dei compiti e degli obiettivi, o il potenziale impatto negativo nel caso in cui la perdita di vite umane fosse attribuita , correttamente o scorrettamente, all'azione o all'inazione della missione europea. Quindi il Consiglio militare dell'Unione europea considera essenziale fin dall'inizio una strategia mediatica per enfatizzare gli scopi dell'operazione e per facilitare la gestione delle aspettative. Operazioni di informazione militare dovrebbero essere parte integrante di questa missione europea».

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