Renzi, no Italia a chi vuole vada male
Mambo 27 Maggio Mag 2015 1413 27 maggio 2015

La capacità comunicativa di Renzi è ormai logora

Auguro al premier di vincere le Regionali. Ma se non esce dai suoi schemi non durerà.

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La scena non cambierà sia se Renzi dovesse risultare vincitore netto delle Regionali di domenica 31 maggio, sia se dovrà affrontare un risultato poco entusiasmante o addirittura negativo.
La sua agenda avrà nell’uno o nell’altro caso al primo posto il suo partito. Lì dentro c’è qualcosa, direi molto, che non ha funzionato.
Il Pd è innanzitutto un partito senza mission. Renzi si proclama riformista a tutto tondo, personalmente penso che stia facendo di più e meglio di tanti predecessori, ma la visione di insieme, quella che costituisce l’armatura di un partito, non c’è.
IL PREMIER HA ROTTAMATO TROPPE IDEE. Si perde tempo a discutere della forma del partito e non dei suoi contenuti. Nasce da qui il tema della democrazia interna e il dilemma di stabilire fino a quando il dissenso è competizione legittima per la guida del partito, dissenso vero che deve essere garantito, o spirito puramente distruttivo.
Nel Pd ci sono tutti questi ingredienti. Si proclamano tutti riformisti ma nessuno dà al termine lo stesso significato. Per di più il partito reale è ancora quella vecchio, guidato dai cacicchi come si è visto dalle liste Renzi ha fatto il rottamatore a metà. Ha rottamato la cultura della sinistra non accorgendosi della miniera d’oro che c’è nella tradizione riformista del Pci, così diversa dai civatismi, fassinismi, camussismi e, purtroppo, dalemismi, eccetera eccetera.
Ha sbaraccato alcuni “vecchi”, ma si è tenuto la periferia dove altri “vecchi” si sono resi autonomi e governano il partito come cosa loro.
La stessa capacità comunicativa di Renzi è rapidamente invecchiata. Ho letto con attenzione quel che il Fatto ha scritto sulle tecniche dello spin doctor di Renzi.
Blair con Allister Campbell aveva fatto prima, di più e meglio. Il premier non va somministrato come una medicina alla otto della sera ai cronisti. Va amministrato politicamente con sobrietà ed efficacia di messaggi.
RENZI TROPPO CONCENTRATO SU SE STESSO. Renzi non può essere come Salvini, prezzemolino di una stagione. Deve parlare, come si dice dalle mie parti, come un testamento, parole povere ma definitive. Deve dare l’idea che con lui i mondi si aprono, non che siamo tutti sudditi del Granducato di Firenze.
Renzi deve decidere, primo fra i premier, che i giornalisti sono tutti buoni, anche quelli che scrivono male di lui, perché la pubblica opinione, quella porzione piccola che legge i giornali, quando capisce che un cronista sta pregiudizialmente dalla parte del premier smette di leggerlo/a.
Auguro a Renzi di vincere le elezioni, ma subito dopo si fermi 10 minuti a riflettere sul suo partito e sulla efficacia del proprio messaggio.
Così com’è messo farà molta fatica per durare.

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