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GIUSTIZIA 28 Maggio Mag 2015 1800 28 maggio 2015

Legge Severino, i nodi della Consulta

Inammissibilità non esclusa dopo la sentenza in Cassazione. Ma c'è pure il ricorso di un giudice ordinario.

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Giudici della Corte costituzionale.

La decisione della Cassazione che ha stabilito la competenza del giudice ordinario, e non di quello amministrativo, sulle controversie per sospensione dalla carica o ineleggibilità legate alla legge Severino, potrebbe avere riflessi anche sulle questioni di legittimità sollevate di fronte alla Corte costituzionale sulla stessa legge Severino.
UDIENZA IN CONSULTA IL 20 OTTOBRE. In Consulta è già calendarizzata per il 20 ottobre prossimo un'udienza che prende le mosse dal caso di Luigi de Magistris. Nel decidere sul ricorso presentato dal sindaco di Napoli dopo la sospensione, il Tar ne ha bloccato gli effetti reintegrando in carica il primo cittadino e ha inviato gli atti alla Consulta dubitando della costituzionalità della legge Severino. I giudici affronteranno il caso a ottobre, appunto.
NON ESCLUSA L'INAMMISSIBILITÀ. Due le scuole di pensiero. C'è chi ritiene che, nel momento in cui è stata sollevata, la questione sia stata posta correttamente dal giudice amministrativo, perché in quel momento non era ancora stato avanzato il problema relativo alla competenza giurisdizionale rispetto alla legge Severino; problema ora risolto dalla Cassazione a favore del giudice ordinario. Ma c'è invece chi ritiene - ed è un orientamento non minoritario - che una volta dichiarato incompetente il giudice amministrativo - ovvero in questo caso, il cosiddetto giudice a quo presso il quale pende il giudizio principale e che si è rimesso alla Corte costituzionale - il nesso tra la causa originaria e quella proposta ai giudici costituzionali sia venuto meno. Se la seconda tesi prevarrà, questo condurrà a una pronuncia di inammissibilità da parte della Consulta della questione sulla legge Severino.
CORTE CHIAMATA IN CAUSA ANCHE DALLA LA CORTE D'APPELLO DI BARI. C'è però un'altra variabile. La Consulta è stata chiamata in causa sulla Severino anche da un altro giudice, in questo caso ordinario e quindi competente, come chiede la Cassazione: si tratta della Corte d'appello di Bari in relazione al caso di un consigliere regionale. Gli atti trasmessi in prima battuta, però, sono risultati incompleti: mancava una notifica. Di conseguenza l'ordinanza non è stata ancora depositata nella cancelleria della Consulta, non sono scattati i termini per la costituzione delle parti né è stata fissata un'udienza. Ma da qui a ottobre c'è tempo e questa causa, una volta sanate le lacune procedurali, potrebbe trovare in quel 20 ottobre una data utile. In quel caso la legge Severino avrebbe un'ulteriore, forte probabilità di finire di fronte alla Corte costituzionale.

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