Vladimir Putin Hillary 150529175037
INCHIESTA 29 Maggio Mag 2015 1750 29 maggio 2015

Fifa, lo scandalo coinvolge Hillary Clinton

La sua Fondazione ha ricevuto 50 mila dollari dalla Fifa. Altri 250 mila dal Qatar. Grane in vista delle Presidenziali Usa. Anche Putin nel mirino. Blatter rieletto.

  • ...

Il ciclone dell'inchiesta Fbi che ha messo in manette sette dirigenti della Fifa squarcia un velo su oltre 20 anni di malcostume, ingordigia, sospette prassi criminali nel potentato della Federazione internazionale del calcio.
Ancora non si sa come andrà a finire dal punto di vista giudiziario: sono 15 gli indagati, anche se nella lista non compare il nome più chiacchierato. Quello del controverso presidente Joseph Blatter, accusato dai detrattori della Fifa (compresi addetti ai lavori come gli ex calciatori Michel Platini e Diego Armando Maradona) di essere la mela marcia, ma rieletto nonostante tutto per il quinto mandato ai vertici della massima autorità mondiale sul pallone.
I RISVOLTI POLITICI. Quel che è certo è che il blitz in Svizzera del Dipartimento alla Giustizia Usa per reati come la corruzione aggravata, frode, riciclaggio e associazione a delinquere, ha risvolti politici non secondari, soprattutto Oltreoceano.
La campagna per le Presidenziali americane del 2016, di fatto iniziata con la candidatura di Hillary Clinton per i democratici, e la nuova crociata degli Usa contro il presidente russo Vladimir Putin, partita con la crisi ucraina che ha ridispiegato la Nato lungo la vecchia Cortina di ferro, sono due questioni in cima all'agenda della Casa Bianca e del Congresso di Washington che si intersecano con lo scandalo Fifa.
GIUSTIZIA A OROLOGERIA. Gridare alla giustizia a orologeria, come fa lo zar Putin in allerta per i Mondiali russi del 2018, è strumentale.
Notoriamente il marcio nell'organizzazione esiste e qualcuno, estraneo al sistema, prima o poi doveva tirarlo fuori.
Ma quasi niente accade per caso e, senza dubbio, l'inchiesta è caduta al momento giusto. In tempi, per così dire, maturi.

Hillary Clinton con la figlia Chelsea e la presidente liberiana Ellen Johnson Sirleaf a un evento della Fondazione Clinton (Getty).

I soldi della Fifa a Clinton: donazioni di oltre 50 mila dollari

Negli Stati Uniti si scaldano i motori delle Presidenziali.
In primavera Hillary ha formalizzato la sua candidatura per i democratici e i repubblicani, ancora alla ricerca di un capofila, tentano vie per metterle i bastoni tra le ruote, aiutati anche dall'ostilità di parte degli obamiani a Mrs Clinton.
È esplosa la polemica sulle mail di lavoro inviate dalla sua posta personale - aggirando così il Freedom of information act sul pieno accesso dei cittadini agli atti pubblici negli Usa - durante l'incarico a segretario di Stato nella prima Amministrazione Obama.
Ma il vero scheletro nell'armadio di Hillary Rodham Clinton è il motore di finanziamento (anche indiretto) della sua campagna elettorale.
CRITICHE A HILLARY. La Fondazione Clinton, creata dal marito Bill al termine del mandato alla Casa Bianca, è una sorta di super-lobby terzomondista, figlia dei suoi legami internazionali da presidente degli Usa e ribattezzata poi Bill, Hillary e Chelsea Clinton Foundation.
Tra i donatori dell'ente no profit che finanzia progetti per la crescita e l'affermazione dei diritti nei Paesi in via di sviluppo ci sono grandi multinazionali e governi stranieri come l'Arabia Saudita, non esattamente paladini dell'eguaglianza e dell'emancipazione sociale.
Pecunia non olet, è il principio di fondo. Ma la commistione di interessi famigliari e statali, già criticata ai tempi della Clinton segretaria di Stato, ha sollevato un turbinio di critiche con la sua di scesa in campo per la Casa Bianca.
250 MILA DOLLARI DAL COMITATO PER I MONDIALI. Negli Usa sono vietati finanziamenti individuali e dei governi stranieri alle campagne elettorali, ma con lo strumento delle fondazioni è possibile aggirare questo limite, teoricamente a garanzia dell'indipendenza.
Con la bufera sul calcio è emerso che, oltre a prendere soldi da General Electric, Exxon, Microsoft, Bank of America e altri colossi vincitori di appalti pubblici, la Fondazione Clinton ha ricevuto tra i 50 e i 100 mila dollari in donazioni dalla Fifa.
Il Comitato per i Mondiali del Qatar nel 2022 (sotto inchiesta insieme con l'omologo organismo russo aggiudicatario i Giochi nel 2018) ha inoltre versato ai Clinton - estranei a ogni indagine - tra i 250 mila e i 500 mila dollari, per promuovere la sicurezza alimentare in Medio Oriente.

Il presidente russo Vladimir Putin a pranzo con il patron della Fifa Joseph Blatter (Getty).

L'amicizia tra Putin e Blatter: si scava sui Mondiali 2018

Tra i finanziatori statali dei Clinton ci sono l'Arabia saudita, dove si lapidano donne e omosessuali, e appunto il Qatar, dove centinaia di stranieri, lavoratori illegali, sono morti per costruire stadi e le strutture per i Mondiali.
Prima che a Doha, i giochi si apriranno nella Grande Russia azzoppata dalle sanzioni, che si sente accoltellata alla schiena anche dalla maxi inchiesta sulla Fifa.
Dalla parte di Putin anche durante l'annessione della Crimea, nel 2010 il patron della Federazione Blatter aveva avuto un ruolo chiave nell'assegnazione dei Mondiali del 2018 a Mosca, forieri, si stima, di investimenti (e posti di lavoro) per almeno 40 miliardi di dollari.
«SOSPETTE IRREGOLARITÀ». Attraverso la sua vicinanza al numero uno dell'organizzazione, Putin in persona avrebbe fatto opera di lobbing sui vertici della Fifa. E ora, allo scopo di appurare «sospette irregolarità», gli inquirenti programmano di interrogare 10 tra i 16 membri della Commissione (tra loro, anche il ministro dello Sport russo Vitaly Mutko) che, cinque anni fa, decise a Zurigo i Mondiali del 2018 e del 2022.
Potrebbero essere girati soldi. Da allora, Blatter non ha smesso di difendere la location russa, sconveniente con la guerra nell'Est dell'Ucraina e il ritorno dell'embargo.
Le Olimpiadi di Sochi del 2014 sono state boicottate. Il Senato Usa (a maggioranza repubblicana) è arrivato a chiedere di cambiare luogo ai Mondiali del 2018.
LA RUSSIA GRIDA AL «COMPLOTTO». «Ma la politica non deve interferire con lo sport. Putin e Mutko sono ospiti a cinque stelle», ha rimbalzato Blatter.
Mentre i due hanno difeso sino all'ultimo la ricandidatura del patron della Fifa: «Non c'è alternativa». Gazprom resta un super sponsor della Federazione e con le indagini dell'Fbi il presidente russo va giù duro.
«Purtroppo i partner americani usano sempre gli stessi metodi illegali per raggiungere i loro scopi, perseguendo persone con presunzione d'innocenza», ha dichiarato Putin citando Edward Snowden e Julian Assange, «non escludo che con la Fifa siamo di fronte a un caso simile, un altro sfacciato tentativo di estendere la loro giurisdizione su altri Stati».

Articoli Correlati

Potresti esserti perso