REGIONALI 29 Maggio Mag 2015 1202 29 maggio 2015

Impresentabili, la lista definitiva dell'Antimafia

Pubblicata la black list: 16 i nomi tra cui lady Mastella e l'ex sindaco di Salerno. Che denuncia Bindi. Ira del Pd: «Con lei tornano i processi in piazza». Foto.

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L'attesa è terminata. Dopo giorni di rinvii e polemiche, la Commissione antimafia ha divulagato i nomi dei 16 'impresentabili' (tutte le foto), quattro in Puglia e 12 in Campania, quei candidati alle Regionali che, ha chiarito la presidente Rosy Bindi, è sconsigliabile votare per la storia giudiziaria non in linea con il codice di autoregolamentazione approvato a settembre dai partiti. «Non troverete reati sessuali, per quanto odiosi», ha detto Bindi, che però ha annunciato che nella lista sono finiti anche gli imputati per i reati previsti dal codice dei partiti.
C'È ANCHE DE LUCA. Tra gli impresentabili c'è anche il candidato presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca. A pesare la concussione che, ha spiegato la piddina, è considerata un «reato spia» per l'antimafia.
La commissione, ha ricordato Bindi, «non può dichiarare l'incandidabilità o l'ineggibilità dei candidati», ma solo rendere noti ai cittadini le notizie cui può accedere la commissione stessa.
DE LUCA: «AGGRESSIONE AL GOVERNO». De Luca dal canto suo ha annunciato immediata denuncia per diffamazione a Bindi e ha accusato: «Mi pare evidente che questa campagna di aggressione, che sarebbe stata eccessiva anche per Totò Riina, ha un solo obiettivo: cercare di mettere in difficoltà il governo nazionale e Renzi. L'aggressione vera è al segretario del partito».


CALDORO: «DE LUCA INELEGGIBILE». «De Luca è ineleggibile. La sua è una candidatura contro la legge, oltre la legge», ha detto Stefano Caldoro, ricandidato alla presidenza della Regione Campania per il centrodestra.
LA BLACK LIST DI CAMPANIA E PUGLIA. In Campania, risulta nella lista anche Sandra Lonardo, moglie di Clemente Mastella, candidata di Forza Italia. Sempre in Campania sono stati inseriti nella black list Antonio Ambrosio (Forza Italia), Luciano Passariello (Fratelli d'Italia), Sergio Nappi (Caldoro presidente), Fernando Errico (Ncd-Campania popolare), Francesco Plaitano (Popolari per l'Italia), Antonio Scalzone (Popolare per l'Italia), Raffaele Viscardi (Popolari per l'Italia), Domenico Elefante (Centro democratico-Scelta civica), Carmela Grimaldi (Campania in rete) e Alberico Gambino (Meloni-Fratelli d'Italia-An). Il nominativo di Biagio Iacolare (candidato Udc, Napoli) è stato cancellato dall'elenco iniziale.
In Puglia, invece, compaiono i quattro candidati i cui nomi erano giù stati anticipati: Fabio Ladisa (Popolari per Emiliano), Enzo Palmisamo (Movimento per Schittulli), Giovanni Copertino (Forza Italia) e Massimiliano Oggiano (Lista Oltre con Fitto).
Immediata la reazione del piddino renziano Ernesto Carbone, componente della commissione Antimafia, che su Twitter ha accusato Bindi di incostituzionalità.

Dalla conferenza stampa Bindi ha risposto secco al collega: «Non mi abbasso a rispondere a Carbone».
In Twitter ha commentato la pubblicazione dei nomi anche la dem Pina Picierno che solo un giorno fa incitava De Luca a continuare a testa alta. «Liste di proscrizione a 48h dal voto fanno sorgere il sospetto che si voglia strumentalizzare l'antimafia», ha cinguettato. Un dubbio che non le era venuto dopo la pubblicazione dei primi quattro nomi pugliesi della black list.


RENZI: «NESSUNO DI LORO SARÀ ELETTO». Due giorni fail vicepresidente della commissione Claudio Fava aveva parlato di «pacchetto non insignificante». Mentre il premier Matteo Renzi ha così commentato la querelle che si è innescata sulla questione: «Mai visto dibattito così autoreferenziale e lontano dalla realtà». «Sono pronto a scommettere», ha scritto il premier nella consueta E-news, «che come tutti sanno, ma nessuno ha il coraggio di dire nessuno di loro - nessuno! - verrà eletto. Sono quasi tutti espressioni di piccole liste civiche». Su De Luca aveva poi aggiunto: «Da giorni c'è un tormentone intorno alla candidatura di Enzo De Luca. Lo hanno scelto gli elettori con le primarie. De Luca è un amministratore straordinario», ammettendo: «Il Pd crede che De Luca sarebbe un ottimo presidente. Con un altro nome, forse, avremmo vinto con maggiore sicurezza. Ma bisogna governare il giorno dopo».
«NON SI USI L'ANTIMAFIA PER REGOLARE I CONTI NEL PD». Successivamente Renzi ha attaccato Bindi: «Mi fa molto male che si utilizzi la vicenda dell'antimafia per una discussione tutta interna, per regolare dei conti interno al Partito democratico: l'antimafia è un valore per tutti, non può essere usata in modo strumentale».
ORFINI: «TORNANO I PROCESSI IN PIAZZA». Duro anche il commento del presidente del Pd, Matteo Orfini, che ha messo nel mirino la Bindi: «Come noto non ho mai avuto un buon rapporto con De Luca. Ciononostante, quello che sta accadendo in queste ore è davvero incredibile. L'iniziativa della presidente della Commissione antimafia ci riporta indietro di secoli, quando i processi si facevano nelle piazze aizzando la folla».
ZANDA: «BARBARIE POLITICA». Secondo Luigi Zanda, capogruppo Pd al Senato, «denunciare i candidati impresentabili alle elezioni regionali è cosa necessaria e giusta», ma che lo faccia l'Antimafia è «opinabile» e «ancor più» che nella lista entri chi ha procedimenti in corso e non per mafia. Ed è «pura barbarie politica» che ciò avvenga con questa tempistica.
ALFANO: «LA LEGGE SARÀ APPLICATA PER DE LUCA». Il ministro dell'Interno, Angelino Alfano, ha affermato che «per De Luca la legge sarà applicata e questa è una posizione largamente condivisa nel governo. Quanto all'antimafia siamo garantisti ma ci sono un sacco di elementi per dire che Caldoro è il vero candidato su cui i campani possono contare».

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