Campo Nomadi Secondigliano 150519212004
MAMBO 29 Maggio Mag 2015 1216 29 maggio 2015

Rom, che errore lasciar parlare solo la destra

La questione va affrontata seriamente e senza moralismi. Ma la sinistra dove è?

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Il campo nomadi di Secondigliano.

Queste ultime ore di campagna elettorale saranno dominate da tante parole, parecchie assolutamente futili e banali, e dal sentimento diffuso dal tragico incidente di Roma dove tre minorenni rom hanno falciano molti pedoni uccidendo una signora filippina.
I parenti di quest’ultima hanno perdonato. Salvini e i suoi amici in tivù e sulle piazze, invece, suonano la grancassa invitando a «radere al suolo i campi rom» e a cacciare i nomadi dall’Italia.
A questa splendida compagnia di giro si è aggiunto Adriano Celentano che molti - remember Michele Santoro? - si ostinano a immaginare come un pensatore ma che io, pur suo ammiratore, mi ricordo protagonista a Sanremo di una canzonaccia contro gli scioperi operai. Mi stava sui cabasisi, per dirla alla Camilleri-Montalbano, fin d’allora.
UNA TRAGICA FATALITÀ. L’indicente stradale di Roma è obiettivamente un fatto terribile. Purtroppo la memoria di molti guarda a queste cose con gravi lacune.
In un incidente stradale morirono alcune persone su un'auto guidata da Beppe Grillo che per questo fu condannato. Se permettete il tragico personale ricordo, in una sera di alcuni decenni fa, mentre attraversava sulle strisce una strada centrale di Bari, venne investito e ucciso da un auto mio padre. Niente rom, cittadini italiani residenti e di buona famiglia.
Personalmente, per non farmi venire in mente desideri comprensibili di vendetta, non ho mai voluto sapere il nome dell’assassino di mio padre. Mi consentirete, tuttavia, di guardare a personaggi come Beppe Grillo con il filtro drammatico di questa esperienza e di non accettare le prediche da quel pulpito.
SUI ROM SOLO BATTAGLIE ELETTORALE. Sui giovani rom, che vanno rintracciati e puniti con estrema severità, si imbastisce invece una squallida battaglia elettorale. Mi stupisce che la sinistra riflessiva - ma ce n’è una? - non colga l’occasione per porre alcune questioni, a se stessa non a Salvini persona con cui non vale la pena discutere.
Le questioni che vedo io sono le seguenti. Alcune di carattere molto pratico.
Lo scandalo di mafia capitale ha dimostrato che sui rom campano pezzi di ceto politico, delinquenza pura nella ignavia di amministratori locali.
Una sinistra moderna fa un bilancio dei denari che vengono investiti città per città e chiede conto a chi li ha ricevuti: se i risultati sono questi squallidi campi rom, le associazioni vanno cacciate, tutte.
La seconda questione riguarderebbe le associazioni che istituzionalmente dovrebbero difendere i rom: sono molte, ma di loro non c’è traccia nella vita concreta e si inabissano quando c’è casino. Bravi.
Ci vorrebbe un organismo snello che si confronti con i maggiorenti delle comunità rom, ponendo loro richieste ultimative e precise attorno al loro atteggiamento verso il resto della comunità.
ANCHE I NOMADI DEVONO COLLABORARE. Vogliono aiuti? Devono collaborare. Quelle comunità rom intrise di delinquenti o governate da delinquenti vanno colpite esattamente come si colpiscono le altre associazioni delinquenziali.
Infine il governo, direi il ministro della Cultura, deve dedicare una serie di iniziative di valorizzazione della storia e della vita e cultura delle comunità rom. Siamo di fronte a un giacimento di cultura e umanità, oltre che di sofferenza, che viene da lontano e che non può essere disperso da Salvini, Del Bebbio e da un centinaio di rom delinquenti incalliti, esperti di borseggio, furti in appartamento o guida in stato di ebbrezza.
Con i rom non si può vivere alla giornata, serve un progetto, sciogliendo, o smettendo di finanziare, anche quelle associazioni che prendono denari ma nulla fanno.
Oppure vogliamo aspettare che guidati da questa destra immonda in qualche città italiana cittadini inferociti diano fuoco ai campi con bambini, donne, anziani dentro?

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