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REGIONALI 1 Giugno Giu 2015 1704 01 giugno 2015

Istituto Cattaneo: dal 2014 il Pd ha perso 2 milioni di voti

Crollo rispetto al 2014. Giù anche di Forza Italia: -840.148. Pesa l'astensionismo.

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Il partito democratico ha vinto le elezioni in cinque regioni su sette. Ma in termini di voti assoluti per Matteo Renzi e i suoi non c'è di che stare sereni.
Rispetto alle Europee del 2014, secondo i dati diffusi dall'Istituto Catteneo, i democratici perdono oltre 2 milioni di voti (-2.143.003), mentre la riduzione rispetto al 2013 supera il milione: -1.083.557.
PD, DAL 2014 HA PERSO IL 50,2% DEI VOTI. «In termini percentuali questo spostamento in valori assoluti si traduce in una contrazione del 50,2% rispetto alle scorse elezioni europee del maggio 2014 e del 33,8% rispetto alle consultazioni politiche del 2013», spiegano i ricercatori bolognesi. Una emorragia attribuibile al calo generale della partecipazione al voto, «significativa in tutto il territorio nazionale, ma accentuata soprattutto in Veneto (-65,8%), e in Liguria (-57,3%) e comparativamente meno sostenuta in Toscana (-42,6%) rispetto alle Europee del 2014».
IL PESO DELLE LISTE CIVICHE. Questo risultato negativo, sottolinea lo studio, «può essere attribuito solo in parte al fenomeno delle cosiddette “liste del presidente” che, anche dove presenti, ottengono consensi molto disomogenei. Il caso più rilevante è la Puglia, dove il Pd sconta probabilmente la forte affermazione della lista “Emiliano Sindaco di Puglia” (154.028 voti, pari al 9,2%), mentre in Veneto la prestazione della lista a sostegno del candidato Alessandra Moretti è poco significativa (3,8%)».
In Toscana, Umbria e Liguria, poi, le liste civiche erano del tutto assenti.

Il crollo di Silvio e Grillo, exploit di Salvini

Ma le urne del 31 maggio hanno riservato sorprese anche al Movimento 5 stelle, che «ha ridotto i propri consensi di circa il 60% rispetto all’exploit delle Politiche del 2013, ma anche rispetto alle Europee del 2014 (-40,4%)».
In valore assoluto, dice l'istituto Catteno, questa «variazione si traduce in una contrazione di voti pari a 1.956.613 rispetto alle Politiche e 893.541 rispetto alle Europee 2014.

FORZA ITALIA: MENO 49% RISPETTO AL 2014. Forza Italia invece ha perso complessivamente il 46,9% rispetto alle europee del 2014 e oltre i due terzi dei consensi avuti alle politiche del 2013 (-67,0%). In termini assoluti: quasi 2 milioni di voti sul 2013 (-1.929.827) e quasi 1 milione rispetto al 2014 (-840.148).

LEGA, UNICO PARTITO A GUADAGNARE VOTI. L'unico partito a vedere crescere i propri consensi è la Lega Nord, che ha ottenuto «oltre il doppio dei voti delle elezioni politiche del 2013 (+109,4%) (+402.584)» e quasi il 50,0% in più, pari a oltre 200 mila unità (+256.803), rispetto alle Europee 2014.
La crescita maggiore della Lega «si è avuta nelle regioni centrali (“rosse”), ossia le aree in cui in precedenza il partito era meno forte, al punto che in questa zona il Carroccio nel 2015 ha raddoppiato (triplicato in Toscana e Umbria) i consensi delle europee. Nel Veneto si registra l’unica contrazione rispetto al 2014 (-9,7%), plausibilmente spiegabile con il risultato eclatante della lista “del presidente” collegata al candidato Luca Zaia».
IL CARROCCIO LEADER DEL CENTRODESTRA. Un risultato che cambia i rapporti di forza nel centrodestra. «La Lega Nord è diventato il primo partito di quest’area politica (e della potenziale coalizione) in tutte le regioni in cui ha presentato una propria lista. La crescita in voti assoluti ha consentito al Carroccio di superare Forza Italia: nel 2015 il peso delle camicie verdi è doppio rispetto a quello delle camicie azzurre (67% vs 33%)».

Per quanto riguarda l'astensione, l'Istituto Cattaneo sottolinea come per la «prima volta essa sia divenuta l'opzione maggioritaria o prossima a esserlo in diverse regioni del Paese».
Complessivamente, l'affluenza non ha raggiunto, in nessuna delle sette regioni al voto, il 60%, la soglia che nel 2010 era stata superata da tutte e sette.
ASTENSIONE RECORD IN MARCHE, TOSCANA E PUGLIA. La riduzione più significativa della partecipazione al voto, rispetto a cinque anni fa, si è registrata nelle Marche (-13%), in Toscana (-12,4%) e in Puglia (-12%).
Il confronto con le Europee del 2014 dice invece che «la diminuzione è risultata maggiore nelle tre regioni “rosse” (tra -15 e -18 punti percentuali), mentre in Campania e Puglia i valori della partecipazione sono rimasti sostanzialmente stabili. Anche il confronto con le elezioni politiche del 2013 mostra un differenziale (tra partecipazione alle Regionali e alle Politiche) decisamente più ampio nelle regioni “rosse”».

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