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FACCIAMOCI SENTIRE 1 Giugno Giu 2015 1801 01 giugno 2015

Le donne delle Regionali? Troppo simili agli uomini

Arriviste, rancorose, feroci: da Bindi a Paita, sono state elezioni piene di vizi maschili.

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Rosy Bindi.

Le elezioni regionali hanno emesso il loro verdetto: cinque Regioni al centrosinistra due al centrodestra.
Naturalmente, e nel rispetto della tradizione italiana, tutti hanno vinto.
Anche se solo un cittadino su due è andato a votare.
PARTITI SCARICABARILE. Ma questo secondo argomento, anziché preoccupare per la disaffezione che gli elettori mostrano nei confronti della politica almeno nelle forme che vengono loro attualmente presentate, viene utilizzato dai diversi partiti per dare all’avversario la responsabilità di tale disaffezione.
Tali e tanti soggetti hanno analizzato, giudicato, riflettuto sui risultati di questa tornata elettorale: aggiungersi a questa estesa schiera di commentatori sarebbe solo tempo perso.
Poi, si sa, una grande parte degli italiani tifa per il proprio partito politico come per la propria squadra di calcio per cui alcune convinzioni rimarranno per loro fideistiche e non saranno mai disponibili a metterle in discussione.
QUOTE ROSA SBIADITE. Quello che vorrei proporre è, viceversa, una riflessione (scarsamente impegnativa) sul ruolo giocato da alcune donne sullo svolgimento di questa campagna elettorale.
In alcune regioni quali Liguria, Veneto, Puglia e Umbria la competizione le ha viste protagoniste e mi incuriosisce vedere il “valore aggiunto” apportato rispetto ai colleghi maschi che hanno “monopolizzato” la competizione nelle altre regioni.
BINDI, VOGLIA DI VENDETTA. A proposito di donne, un posto di primo piano spetta però a Rosy Bindi: non perché abbia partecipato alla tornata elettorale, ma nel suo ruolo di presidente della commissione parlamentare Antimafia con la decisione di rendere nota la lista degli “impresentabili” a poche ore di distanza dal voto.
Lei sostiene di aver applicato le regole, ma i dubbi sulla tempistica dell’annuncio restano e fanno sì che possano essere interpretati come una vendetta personale rispetto alla sua “rottamazione” avvenuta per mano del segretario del Partito democratico Matteo Renzi.
ALTRO CHE SPIRITO DI SERVIZIO. Si può dire che nel metodo utilizzato per applicare le regole la signora Bindi sia stata motivata solo dallo spirito di rendere un servizio ai superiori interessi del Paese?
Nonostante le sue assicurazioni, è difficile da credere.
Il rancore normalmente non offre mai buoni consigli.

Moretti illusa e Paita litigiosa

Alessandra Moretti.

Ma andiamo alle regioni.
In Veneto è stata protagonista Alessandra Moretti candidata del centrosinistra.
Per sapere che in Veneto la Lega avesse un consenso forte e generalizzato non bisognava aspettare l’esito delle elezioni.
LEGA IMBATTIBILE. Poteva la bella ed elegante Moretti, ex portavoce di Pier Luigi Bersani diventata poi renziana, già eletta parlamentare europea capace di riempire i tabloid per la sua storia con il presentatore televisivo, farcela contro il celodurismo leghista?
Più facile azzeccare una cinquina al lotto e il risultato finale è lì a dimostrarlo.
E TOTI RINGRAZIA. La Liguria ha visto soccombere una donna nella lotta tra faide interne al Pd.
La Paita, rappresentante dei dem renziani, si è fatta beffare da Luca Pastorino, uomo della sinistra ex interna del Pd, quella civatiana.
Toti e tutto il centrodestra ringraziano sentitamente.
In Umbria Catiuscia Marini alla fine ce l'ha fatta contro Claudio Ricci, al quale va comunque riconosciuto un risultato superiore alle aspettative.
POLI BORTONE KO. In Puglia la candidatura dell’esperta Poli Bortone aveva contribuito a creare qualche guaio all’interno del centrodestra pagato a caro prezzo con il risultato elettorale.
È certamente una semplificazione, ma nella presenza femminile a queste elezioni regionali non si è notato nessun “valore aggiunto” rispetto a quanto hanno fatto (o avrebbero potuto fare) i colleghi maschi.
È colpa (ancora una volta) della politica che obbliga a comportamenti “standardizzati” e rispetto ai quali non sono ammesse deroghe di genere?
CAMPIONARIO MASCHILE. Al di là dell’impegno seriamente profuso, alla Bindi alla Paita, dalla Poli Bortone alla Moretti, abbiamo osservato il solito campionario che normalmente la politica offre.
Ambizione (soprattutto personale), qualche rancore, difficoltà a far prevalere i superiori interessi del partito di appartenenza e i superiori interessi del Paese.
Una maggior presenza delle donne nella società non solo è auspicata, ma dovuta.
NON FATE COME NOI UOMINI. Solo una preghiera: qualunque sia il ruolo che vi venga affidato, non cercate di interpretarlo “da uomini”.
La nostra società ha bisogno di essere rinnovata nel suo stesso modo di essere.
Non possiamo immaginare di riuscirci continuando a fare le cose sempre nello stesso modo.
Si tratta di un sacrificio addizionale a chi è già madre, moglie, figlia, lavoratrice, ma, proprio per questa ragione e per le esperienze di vita che ciò comporta, siate diverse da noi. E sarete certamente migliori.

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