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AMBIZIONI 1 Giugno Giu 2015 2051 01 giugno 2015

Matteo Salvini studia da Cavaliere per unire la destra

Forza Italia superata. Contatti con Fitto. Occhi sul Ncd. Il leader leghista lancia un polo dei liberali. Pronto in caso di voto nel 2016. Annuncio atteso a Pontida.

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Matteo Salvini e Silvio Berlusconi.

Da federalista a federatore.
Matteo Salvini, il vero vincitore delle elezioni regionali 2015, ora studia da Cav.
Mentre Silvio Berlusconi rilancia sul rassemblement dei moderati, il n.1 della Lega Nord lo sta già bypassando.
OPPOSIZIONE A RENZI. Dopo aver lanciato l’Opa su Forza Italia e averla asfaltata in molte regioni, riducendola a una cifra, il leader del Carroccio a sua volta sta cercando di farlo lui un nuovo progetto in cui attirare movimenti che si muovono nel centrodestra. Nel segno di una netta e chiara opposizione a Matteo Renzi.
L’impresa può sembrare azzardata anche dopo che Salvini ha doppiato gli azzurri, vista la matrice lepenista che ha dato finora alla sua nuova Lega.
«ORA È IL MOMENTO». Ma già a poche ore dalla chiusura delle urne il capo di Via Bellerio ha detto ai suoi: «Ora, dopo che abbiamo fatto il pieno dei voti della protesta, dobbiamo andare avanti e attrarre nuovi soggetti del centrodestra che vogliono fare l’opposizione a Renzi».

CONTATTI CON FITTO. Narrano dentro la Lega che Salvini punti a un dialogo con Raffaele Fitto che ha lanciato i suoi “Conservatori e riformisti” come alternativa a Renzi e ha detto «basta alla monarchia di Berlusconi».
Fitto in Puglia ha vinto il duello con Silvio, facendo arrivare il candidato Francesco Schittulli terzo, prima della rivale Adriana Poli Bortone, sponsorizzata dall’ex Cavaliere.
PIACCIONO LE PRIMARIE. Invano alfiere delle primarie dentro Fi, l’ex governatore pugliese si è subito detto d’accordo con Salvini quando il leader della Lega ha rilanciato questo strumento per scegliere il futuro leader del centrodestra.
Ma Fitto vuole giocarsi la sfida in proprio, altro che farsi annettere da Salvini. Soprattutto per ragioni geografiche.

Prove tecniche di un polo «dei liberali»

Matteo Salvini, leader della Lega Nord.

In ogni caso le prove tecniche dell’«altro Matteo» di mettersi alla guida di un nuovo rassemblement che vada oltre la Lega e che lui non chiamerebbe mai «dei moderati», semmai «dei liberali», sono in pieno svolgimento.
OCCHI SUL NCD. Occhi puntati anche sul Nuovo centrodestra, o meglio su quella parte del partito di Angelino Alfano che è sempre più insofferente all’alleanza di governo con il Pd di Renzi.
Salvini avrebbe stabilito rapporti anche con la dissidente di Ncd Nunzia De Girolamo.
Non è un caso che il capo del Carroccio già annunci: «A Pontida (domenica 21 giugno, dopo il congresso di Milano il giorno prima, ndr) non ci sarà solo la Lega Nord, ma nascerà qualcosa di nuovo».
ECONOMIA AL CENTRO. Come aveva anticipato Lettera43.it, Salvini sta pensando a una svolta dai toni meno lepenisti.
Ma non per questo non meno aggressiva sui temi dell’economia, a cominciare dalla Flat tax, lanciata dal responsabile dell’Economia Claudio Borghi Aquilini che in Toscana ha portato la Lega al 20%, confinando Forza Italia a poco più dell’8%.
NON SOLO GUERRA AI ROM. Da Pontida si annuncia una tavola programmatica in cui certamente i temi della sicurezza saranno centrali, ma in cui faranno la parte del leone anche i temi economici, fiscali, autonomisti.
Lo stesso Salvini ha già dato un segnale quando ha detto: «La Lega non parla solo dei rom».
A Berlusconi ha reso l’onore delle armi, riconoscendogli di essere ancora vivo politicamente e di saper ottenere consensi, ma Salvini ai suoi ha detto: «Ora o mai più. Dobbiamo capitalizzare la sconfitta di Forza Italia e lanciarci alla leadership del centrodestra per guidare il governo del Paese».

Il progetto: tenersi pronti in caso di elezioni nel 2016

Massimiliano Fedriga, capogruppo della Lega Nord alla Camera.

I vertici leghisti sono abbastanza convinti che si andrà alle elezioni politiche nel 2016.
Quindi anche il tempo farebbe gioco, non permettendo più analisi del sangue al tasso di capacità governativa del Carroccio.
50 SFUMATURE DI VERDE. Spiega Giampaolo Dozzo, commissario della Liga veneta, di cui è stato tra i fondatori, a Lettera43.it: «Basta con questo fattore “K” anti-leghista. Io nella mia vita ho visto tante sfumature di verde...».
Dalla Lega secessionista a quella federalista a quella lepenista, ma anche quella, come rivendica Dozzo, che «ancora una volta in Veneto ha espresso con Luca Zaia il governatore più votato d’Italia».
FORZA ITALIA PREOCCUPATA. Dentro Forza Italia osservano con sospetto e preoccupazioni le mosse di Salvini.
Non dicono esplicitamente che lui non potrà mai essere il federatore del centrodestra e candidarsi quindi alla guida di Palazzo Chigi.
Ma è significativo che la responsabile della comunicazione Deborah Bergamini rilanci il pensiero di Berlusconi riproponendo il rassemblement dei moderati.
Che significa una cosa precisa: a guidarlo deve essere Forza Italia.
BRUCIA IL KO IN CAMPANIA. Ma intanto la perdita della Campania brucia ancora di più del sorpasso da parte della Lega Nord.
Denis Verdini ai suoi avrebbe detto: «Come si fa a dire che abbiamo vinto se perdiamo la Campania?».
Insomma, la vittoria di Giovanni Toti in Liguria, grazie anche alla spaccatura della sinistra e soprattutto ai voti determinanti del Carroccio, come il neo presidente ligure ha riconosciuto, sarebbe per i verdiniani «un cerotto su una ferita che si allarga sempre di più».
«MANDATO INEQUIVOCABILE». La Lega vuole cogliere un’occasione storica prima che sia troppo tardi. Dice a Lettera43.it il capogruppo a Montecitorio Massimiliano Fedriga: «Il mandato che ci hanno dato gli elettori è inequivocabile. Non è una nostra invenzione». E Salvini ora studia da nuovo Cav.

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