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RISULTATI 1 Giugno Giu 2015 1904 01 giugno 2015

Regionali, Alfano e i risultati del Ncd

Su 7 candidati appoggiati, una vittoria per il Ncd. Con Fi e Lega. Eppure il leader...

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Il ministro dell'Interno, Angelino Alfano.

Lui dice che il Nuovo centrodestra ha tenuto. Almeno rispetto alle ultime Europee, quando insieme all'Udc riuscì a superare la soglia di sbarramento del 4%. Tanto che ora Angelino Alfano pare voler fare la voce grossa nel governo.
«È stata una sostanziale tenuta rispetto al dato delle Europee», ha detto urante la registrazione di Porta a Porta a Bruno Vespa, che gli aveva riferito di un dato nazionale intorno al 3,8%. «Sul piano nazionale, dopo questo voto, non cambia un bel nulla. La Lega ha consolidato il suo primato nei sondaggi, il governo non perde stabilità, nel centrodestra si complicano problemi che già c'erano», ha aggiunto.
IL NODO ITALICUM. Percentuali che, evidentemente, gli hanno fatto pensare alla possibilità di un'apertura sull'Italicum circa le coalizioni. Ma non per proporre un aggiustamento ad partitum, come ha cercato subito di spiegare. «La vedrei in termini di opportunità per tutti», ha assicurato il ministro dell'Interno. E non è nemmeno un aut aut al governo. Perché: «Non ho mai impostato il rapporto in termini di ricatto».
Più duro invece Gaetano Quagliariello: «Finora abbiamo tenuto con generosità una posizione rimanendo al governo per fare le riforme. Ora i margini diminuiscono».
Smentito quasi immediatamente da Fabrizio Cicchitto: «L'ultimo errore che si potrebbe commettere è quello di una uscita del Ncd-Area Popolare dal governo, come qualcuno, preso da una sorta di crisi di nervi, irresponsabilmente propone. Piuttosto di stare al governo in un modo diverso da come ci siamo stati finora stabilendo un raccordo con le forze di centro esterno a esso»
LA VISIONE DI CICCHITTO. Cicchitto vede poi un'area centrista «molto articolata, dal Ncd all'Udc nelle sue varie articolazioni, a Tosi a Spacca, a Ricci e a Fitto», spiega. «Quello che non esiste è un centrodestra a trazione leghista e con regista Berlusconi».
Peccato che i numeri non gli diano proprio ragione visto che, stando alle analisi dell'istituto Cattaneo, l'unico a poter cantare vittoria - tra i tutti non perdenti - è proprio Matteo Salvini. La Lega ha guadagnato 256.803 voti in più rispetto alle Europee e 402.584 rispetto alle Politiche. Non sono immuni le Regioni rosse visto che rispetto al 2013 il consenso nei confronti del Carroccio è cresciuto del 1.220% con il milanese Claudio Borghi mentre in Umbria del 1499%.
Vale la pena rivedere la conferenza stampa in cui Alfano spiegava la strategia delle alleanze e dei candidati (ripresa da Gazebo): sette simboli - quelli dell'orbita di Area popolare - per sette regioni (e qui non ci piove), ma cinque candidati. E già qui i conti non tornano. Ma forse si è trattata di una semplice confusione numerica.
IL DO UT DES CON FORZA ITALIA. Dei candidati, due, continuava Alfano, sono stati proposti da Forza Italia e appoggiati da Ncd: Giovanni Toti e Stefano Caldoro. Ma nessun problema, perché due di Ncd sono appoggiati da Forza Italia: Gianmario Spacca e Claudio Ricci. Una sorta di do ut des.
Peccato, aggiungeva il leader neocentrista, che in due regioni - Umbria e Liguria - al gruppo si fosse aggiunto Salvini.
Ma com'è andata? A parte la vittoria di Toti sulla renziana Raffaella Paita, non è stato esattamente un successo.
Ma andiamo per ordine: in Toscana Giovanni Lamioni ha incassato l'1,27%. In Campania, Caldoro è stato battuto di poco da Vincenzo De Luca; in Veneto, Flavio Tosi non ha certo sfondato fermandosi all'11,86% (batosta doppia, visto che nella sua Verona Luca Zaia è risultato il più votato con il 28,29%, seguito da Alessandra Moretti con il 28,12% e solo al terzo posto il sindaco con il 27,95%). Gian Mario Spacca nelle Marche si è dovuto accontentare del 14,21%. Claudio Ricci, in Umbria, è arrivato secondo dietro Catiuscia Marini con il 39,27%. Infine, in Puglia, Francesco Schittulli - appoggiato anche dai fittiani - si è classificato terzo con il 18,29% dietro Michele Emiliano e la pentastellata Antonella Laricchia.
UNA SU SETTE. Delle sette poltrone, solo una è stata portata a casa ed è quella ligure, in comproprietà con Lega e Forza Italia. Un po' pochino per battere i pugni sul tavolo del governo.
E per citofonare Salvini. «Urge una riflessione tra le forze moderate. Forza Italia, Fitto e Tosi devono capire se vogliono finire in uno schieramento egemonizzato dalla Lega», ha detto sempre Quagliariello, coordinatore di Ncd. «Matteo Salvini dovrà fare anche lui una scelta: se aprire un confronto con tutto il centrodestra o essere il capo di una destra estrema». Aggiungendo: «Salvini dice che Alfano è stato asfaltato? Quando si danno giudizi bisogna suffragarli con i dati...».
L'unico a credere in Angelino, non tanto per i risultati quanto per la presenza all'interno del governo, pare essere Renato Brunetta. «Fai cadere questo governo, fai venire meno questo equivoco per la democrazia che è il governo Renzi», ha chiesto all'ex collega di partito il capogruppo azzurro alla Camera.
A mettere forse il punto è stato però Francesco Storace in Twitter che commenta così l'entusiasmo di Alfano: «Hanno liberalizzato la droga e non ce ne siamo accorti».

@franzic76

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