Putin Merkel 150601190335
DIPLOMAZIA 2 Giugno Giu 2015 1800 02 giugno 2015

Putin, la Germania nella black list: Merkel tradita

Mediatrice tra Mosca e Ue. Garante della pace di Minsk. Ora Angela è la nemica. Il Cremlino mette al bando sette politici tedeschi. Grande gelo nei rapporti.

  • ...

Una rappresaglia del Cremlino era da mettere in conto a Bruxelles.
L'alto rappresentante per la Politica estera Ue Federica Mogherini ha bollato la lista riservata degli indesiderati europei nella Federazione russa, confermata da Mosca, come «totalmente arbitraria e ingiustificata, specialmente in assenza di ogni ulteriore chiarimento e trasparenza».
Il ruolo che riveste l'ex ministro degli Esteri italiano impone toni netti e unilaterali.
Ma vero è che, sulla scia degli Usa, nel 2014 Bruxelles ha imposto nuove sanzioni economiche alla Russia, inasprendole con l'acuirsi della crisi ucraina.
RAPPRESAGLIA RUSSA. Lo “zar” Vladimir Putin promise e attuò «risposte adeguate», tra le quali il blocco all'import di carne e altri prodotti alimentari dall'Unione europea che ha danneggiato anche gli allevatori e gli agricoltori italiani.
In quei mesi, a diversi politici dell'Ue veniva negato o reso problematico l'ingresso in Russia.
Un tacito mobbing attuato, è poi emerso, in base alla black list confidenziale diramata da Mosca su 89 personaggi di rilievo, tra politici e militari, dei Paesi oltre la nuova Cortina di ferro.
GERMANIA TRADITA. Lo sbigottimento non è dunque sull'esistenza dell'elenco, comprensibile visto il carattere del presidente russo, ben noto ai leader europei.
Ma è su chi, sorprendentemente, è stato messo all'indice da Putin.
Nessun indesiderato italiano. Sette, al contrario, i tedeschi banditi dalla Russia, tra i quali profili molto vicini alla cancelliera Angela Merkel.
Una coltellata alle spalle per la donna, confermata da Forbes anche nel 2015, più potente al mondo.
Mediatrice tra Mosca e gli Stati Uniti e tra Mosca e l'Ue. Garante, forse addirittura artefice, degli accordi di Minsk sulla tregua in Ucraina.

L'ascendente di Merkel su Putin 'tradita' dalla black list

Angela Merkel a colloquio con Vladimir Putin (Getty).


All'indomani delle celebrazioni russe per il 70esimo anniversario della sconfitta del nazismo, Merkel era al ricevimento del Cremlino. E i toni di Putin erano molto concilianti.
Non aveva presenziato alla parata, esibizione di forza del Cremlino, al pari degli altri capi di Stato e di governo occidentali, marcando così il suo allineamento alle politiche filo-ucraine di Washington e di Bruxelles.
UNICA A INCONTRARLO. Ma il giorno dopo era stata l'unico capo di governo a incontrare di persona il presidente russo, in virtù del passato particolare della Germania, «responsabile», ha ribadito elogiando l'Armata rossa, «di aver scatenato la guerra».
Ma anche per sottolineare «che Berlino sta lavorando con la Russia e non contro la Russia».
GARANTE DI MINSK. Putin aveva parlato di «Germania e Russia uniti nella valutazione degli eventi e nelle lezioni storiche da ricavarne», commentando anche il calo del commercio bilaterare con i tedeschi a causa delle sanzioni e controsanzioni, «nell'interesse di nessuno dei due Paesi».
Prima della Giornata della vittoria del 9 maggio a Mosca, l'intercessione della cancelliera era stata decisiva per la firma del protocollo di Minsk tra il nuovo governo ucraino e i separatisti russi sostenuti dal Cremlino.
Merkel era volata da Putin a Mosca accompagnata dal presidente francese François Hollande, scavalcando il “ministro” degli Esteri Ue Mogherini, per scongiurare il precipitare della crisi ucraina in una guerra tra la Nato e la Russia.
MEDIATRICE PER GLI USA. Prima ancora, sempre Merkel, garante anche dei rapporti economici stretti tra Mosca e Berlino, primo importatore di gas russo in Europa, aveva telefonato più volte al leader del Cremlino, anche per conto del presidente americano Barack Obama.
Chiamata sciogliere i nodi, nei momenti di maggiore tensione tra Usa e Russia, per la sua buona conoscenza del russo, ma anche per la sua capacità di dialogare con Putin.
Non ultimo, come erede dei rapporti diplomatici tuttora privilegiati tra le spie della ex capitale del Muro e quelle dell'ex Urss. Dell'Fsb (ex Kgb) il presidente russo, agente della Stasi a Berlino nel 1989, sarebbe poi stato il capo.

Interessi economici e diplomazia: i legami privilegiati tra Russia e Germania

  • La cancelliera tedesca a Mosca dopo le celebrazioni della vittoria sul nazismo (Getty).

Ancora nel 2013 l'ex oligarca e nemico giurato di Putin Mikhail Khodorkovsky fu liberato con un decreto di grazia del Cremlino, grazie al lavoro segreto di tessitura dell'ex ministro degli Esteri più longevo della Germania Ovest, il liberale Hans-Dietrich Genscher, durato anni e culminato con il volo, su un aereo tedesco, dopo il rilascio verso Berlino.
Un anno dopo, mentre Merkel si spendeva come prudente - ma risolutivo - trait d'union tra la Nato e l'ex blocco sovietico, Putin ordinava ai suoi diplomatici e ai suoi militare di bloccare alcuni degli uomini più fidati della cancelliera alla frontiera.
STOP AL PUPILLO DI MERKEL. L'economista Uwe Corsepius, per esempio, che oltre a essere segretario generale del Consiglio dell'Unione europea, è stato consigliere per la politica europea nel primo governo Merkel del 2006.
Dal 2011 lo è stato per la Politica economica e finanziaria e, da questo giugno, dovrebbe lasciare l'incarico di Bruxelles per diventare consigliere degli Affari esteri della cancelliera.
Michael Fuchs, poi, vice presidente al Bundestag dei cristiano-democratici (Csu-Cdu), è un altro dei fedelissimi di Angela colpiti dalla vendetta putiniana.
WELLMANN RISPEDITO INDIETRO. Per non parlare del parlamentare della Cdu Karl-Georg Wellmann, rispedito in Germania all'atterraggio, il 24 maggio 2015, allo scalo Sheremetevo di Mosca, dopo una notte all'addiaccio nell'aeroporto senza ricevere spiegazioni.
Il governo Merkel ha inviato formale reclamo al Cremlino, ma ora con la black list è tutto chiaro.
Nella capitale russa, Wellmann era stato invitato dall'entourage di Putin, nonostante sul conflitto nell'Est dell'Ucraina fosse notoriamente critico.
La Polonia, il Paese dell'Ue più ostile alla Russia, è anche il più toccato dal colpo di coda di Putin, con 17 cittadini messi all'indice.
Altri otto indesiderati sono della Gran Bretagna, in pessimi rapporti con Mosca. Ma poi viene la Germania.
Putin, insomma, ha tradito.

Articoli Correlati

Potresti esserti perso