Nuovo Centrodestra 150316215935
MANOVRE 4 Giugno Giu 2015 1100 04 giugno 2015

Il Ncd è spolpato: De Girolamo lancia i Repubblicani

Un nuovo partito con Reguzzoni. Né berlusconiano né salviniano. Per dialogare con tutti a destra. Coagulando anime e voti dispersi. Alfano? Sempre più solo.

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Da sinistra, Gaetano Quagliariello, Renato Schifani, Maurizio Lupi, Angelino Alfano, Nunzia De Girolamo e Beatrice Lorenzin.

No, non sarà l’ennesimo partitino che nasce e muore nel volgere di una stagione politica.
Perché il Movimento dei Repubblicani, battezzato a Milano nella sala del Teatro Nuovo di piazza San Babila dall’ex “delfino” di Umberto Bossi, Marco Reguzzoni, e dalla dissidente del Nuovo centrodestra, Nunzia De Girolamo, in realtà è solo il titolo dato a una «operazione di sistema».
Una sorta di traghetto politico nell’attesa di trovare il giusto approdo, toccando però tutti i porti.
IN FUGA DA ANGELINO. In pratica tanto Reguzzoni quanto l’ex capogruppo degli alfaniani alla Camera, più che da un programma elettorale sono animati da pochi obiettivi ben precisi.
Prima di tutto svuotare il Nuovo centrodestra, dando una casa politica a tutti coloro che non si riconoscono più nella linea tracciata da Angelino Alfano.
E sono in tanti, dato che il ministro dell’Interno, secondo quanto raccontano dentro il partito, rischia di essere sempre più solo il leader di se stesso.
NCD PASSIVO COL PD. Durante la campagna elettorale, raccontano i delusi dell’Ncd, l’ex delfino di Berlusconi è stato invitato a pochissime iniziative elettorali, proprio perché non scalda più i cuori dei “diversamente berlusconiani”.
L’appiattimento sul Pd, il sostegno e gli alibi forniti al premier su temi scottanti come l’immigrazione e i rom, per non dire della coabitazione impari all’interno della maggioranza di governo con il solo scopo di mantenere le poltrone, sono diventati un problema serio anche per gli esponenti di punta del Nuovo centrodestra.
Da qui l’idea di creare una exit strategy.
DELUSI PURE TRA I POPOLARI. E di delusi da accasare ce ne sono anche all’interno di Area popolare, uscita malconcia dalle Regionali.
La componente dei Popolari per l'Italia di Mario Mauro ha persino annunciato l'addio alla maggioranza di Renzi. Un'operazione flop, per la verità, visto che due senatori su tre - Domenico Rossi e Angela D'Onghia - si sono rifiutati di abbandonare il loro posto di sottosegretari nell'esecutivo, lasciando Mauro da solo.
NATI I GRUPPI DEI FITTIANI. E proprio in queste ore sono nati i gruppi alla Camera e al Senato di Conservatori e riformisti, i dissidenti di Raffaele Fitto.

Né moderati né subito 'salvinizzati'

Matteo Salvini e Silvio Berlusconi.

L’esperienza dei moderati rischia di rivelarsi fallimentare, più di quanto non dicano i risultati delle elezioni di maggio 2015.
I neonati “Repubblicani”, oltre a voler diventare un’alternativa al Partito democratico di Renzi, puntano a coagulare tutte le anime perse, e disperse, del centrodestra senza dover necessariamente scegliere se berlusconizzarsi o salvinizzarsi subito.
DIALOGO CON TUTTI. Non a caso la De Girolamo, nel contributo audio inviato alla convention, ha ribadito che il movimento intende dialogare con Matteo Salvini, lo stesso Angelino Alfano, Silvio Berlusconi e Giorgia Meloni.
E questo è il secondo obiettivo: diventare una forza d’interposizione capace di far dialogare l'ex Cavaliere e Salvini in modo da arrivare a una sintesi.
LA LEGA VA DA SOLA. Un percorso, questo, che interessa anche i verdiani, ovvero quei parlamentari rimasti fedeli a Denis Verdini.
L’esponente azzurro è convinto che la Lega, sino a quando ci sarà l’Italicum così come è stato approvato dal parlamento, insisterà nel dire che vuol correre da sola.
Difficile trovare un punto d’intesa quando l’obiettivo prefissato è un altro.
ITALICUM NEL MIRINO. Non a caso Gaetano Quagliariello, esponente di punta del Ncd sempre più insofferente alla linea del partito, un minuto dopo la chiusura delle urne ha chiesto di rivedere la legge elettorale.
L’obiettivo è smontare il passaggio che assegna il premio di maggioranza alla lista e non alla coalizione.
A Verdini e ai verdiniani, in questa fase, interessa anche capire come si muoverà Renzi dentro il Pd.
In particolare all’ex braccio destro di Silvio preme capire come sarà riorganizzato il partito e se questa operazione potrebbe essere propedeutica a un ritocco alla legge elettorale, tornando al premio di maggioranza.
VERDINI ALLA FINESTRA. Ecco perché Verdini osserva con attenzione le mosse dei neonati Repubblicani pur restando alla finestra.
Silente, ma attento. Come sta facendo anche con Forza Italia.
Pur avendo preso le distanze dal partito, non rinuncia a decifrare le mosse del cosiddetto cerchio magico del Cav, in modo da offrire ai verdiniani una traduzione corretta degli eventi. Insomma, le grandi manovre sono già iniziate.

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