Mafia Roma:44 arresti,business immigrati
MAMBO 4 Giugno Giu 2015 0948 04 giugno 2015

Mandiamo via da Roma ladri e politici incapaci

Mafia Capitale: i nuovi arresti dimostrano l'inconsistenza della classe dirigente.

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I nuovi arresti romani sul caso Mafia capitale confermano quanto fosse estesa la rete criminale e affaristica e come essa fosse totalmente trasversale.
I nomi coinvolti nelle indagini e spesso sottoposti a restrizioni personali sono dirigenti di destra e di sinistra e coprono anni in cui hanno operato diverse amministrazioni.
Il Pd con il presidente del suo partito Matteo Orfini, a lungo dirigente dell’organizzazione romana, da mesi promette una piazza pulita che ancora non si vede.
Gli altri partiti non hanno neppure accennato a questa operazione di risanamento.
UN CASO DISGUSTOSO. L’affare romano, se i magistrati hanno in mano prove solide, è disgustoso perché si svolge ai danni della pubblica amministrazione, perché strumentalizza aree di disagio, quei rom contro i quali al tempo stesso si organizzano campagne xenofobe (Del Debbio in tivù parla solo di loro, very compliments), perché Roma è vicina alla politica nazionale e appare drammatico che i centri del potere nulla sapessero di quel che accadeva nella città capitale.
Sono propenso a pensare che nulla sapessero, tuttavia viene alla luce che la nuova politica non controlla niente, ammette al suo desco gente di malaffare senza pudore, non conosce distinzioni fra l’una parte e l’altra.
In tutto questo la giunta Marino sembra, in linea di massima, fuori dal malaffare.
Tuttavia il malaffare prospera quando c’è cattiva gestione della Cosa pubblica e ora tutti vedono che Roma è una città mal governata, sporca, disagiata, disorganizzata, nemica dei suoi cittadini e dei suoi ospiti. Ci vorrebbe un sindaco che amasse questa città, non un chirurgo vanesio che non sa incidere i bubboni reali.
MARINO, SINDACO DELUDENTE. Renzi non ha capito che Roma è sul suo groppone anche se molti malandrini sono della giunta di destra precedente. Non puoi fare il fenomeno per un anno e mezzo e poi scoprire che a due passi dal palazzo di governo c’è una rete di malaffare indecente e un nuovo sindaco che, se si votasse oggi, prenderebbe gli stessi voti della Moretti in Veneto.
La politica è servizio, responsabilità, durezza verso i propri sodali. Chi va bene, resta, chi no fuori.
La politica deve tornare a essere meritocratica. Gli incapaci, anche in buona fede, vadano a fare altri mestieri. E poi ristabiliamo un ponte levatoio fra destra e sinistra. Sono un fanatico della fine della criminalizzazione reciproca, ma non si può accettare una politica in cui si perdono valori, identità, contegno.

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