Matteo Orfini 141206120219
MAMBO 5 Giugno Giu 2015 1311 05 giugno 2015

Orfini-Marino, immagine perdente: il Pd li cacci

Renzi faccia piazza pulita o addio appeal. Mafia Capitale non è solo affare di destra.

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Matteo Orfini del Partito democratico.

La seconda ondata di arresti per “Mafia Capitale” lascia immaginare che è pronta ad arrivarne una terza.
Per le seguenti ragioni: perché la rete si è rivelata molto estesa e in essa sono finora rimasti impigliati ancora in pochi e perché si può immaginare che qualche pesce decida di parlare.
MALCOSTUME DIFFUSO. L’inchiesta rivela, inoltre, la diffusione del malcostume in ogni partito e in ogni livello delle amministrazioni romane da rendere questa volta sempre più plausibile lo scioglimento del Consiglio comunale.
I partiti coinvolti, infine, non hanno adottato contromisure serie atte a provare che l’attività pubblica sia stata messa al riparo dai voraci roditori che l’hanno erosa. Poi c’è il problema del sindaco.
IL PD C'ENTRA, ECCOME. Il Partito democratico in questa storia è dentro fino al collo.
La sua linea di difesa, e d’attacco, è fondata su questi capisaldi.
1. Lo scandalo è prevalentemente di destra ed ebbe il suo fulcro nella giunta Alemanno.
2. Noi abbiamo iniziato l’epurazione.
3. Il Consiglio comunale non si scioglie perché le elezioni successive verrebbero vinte da Grillo.
4. Il sindaco non si tocca.
ORFINI, CHE BOUTADE. C’è poi la boutade finale dell’ineffabile Matteo Orfini che se la prende con i servizi segreti che non hanno visto quello che Orfini non ha mai voluto vedere, cioè che nei bilanci comunali alla voce “rom” c’era un esborso di quattrini non giustificato dall’osservazione diretta dei campi rom.
Ci vogliono le “barbe finte” per aiutare dirigenti del Pd romani ciechi o incapaci? Mistero.
Renzi ha proclamato la lotta senza quartiere ai ladri, ma non ha detto nulla di concreto su quel che vuol fare e si è affidato al medesimo Orfini che per ragioni di buon gusto (è stato il capo di una delle correnti più rovinose del partito romano) andrebbe accantonato o lasciato ai giochini della Playstation.
CONSIGLIO DA SCIOGLIERE. Le ragioni per cui Renzi sta sbagliando sono, a mio avviso, le seguenti.
Lo scandalo non è prevalentemente di destra.
La sinistra c’è dentro con uomini noti. Lo scandalo sembra precedere la giunta Alemanno anche se Alemanno è stato il sindaco che più ha incoraggiato lo strapotere di questa gentaglia.
Il Consiglio comunale va sciolto perché grava su di esso, o su una parte fondamentale di esso, il sospetto di essere inquinato.
Si dice: Roma non può avere un Consiglio comunale sciolto per mafia, sarebbe una figuraccia internazionale. È vero. Ma gli arresti, che cosa sono?
LO SPAURACCHIO È GRILLO. Altro argomento: con nuove elezioni vincerebbe il Movimento 5 stelle di Beppe Grillo. Vero, però se il Pd offrisse un sindaco adeguato, i grillini non vincerebbero. E qui veniamo a Marino.
'L’allegro chirurgo' sostiene che grazie a lui si è scoperto lo scandalo. Non è vero.
È vero che lui nello scandalo lui personalmente non c’è.
È altrettanto vero che si sta formando e consolidando una corrente di opinione che lo considera il sindaco più nefasto della storia di Roma (se la gioca con Alemanno) e che la difesa dello status quo porterà inevitabilmente alla vittoria di Grillo.
PD, UN'IMMAGINE PERDENTE. La coppia Orfini-Marino esprime l’immagine di un Pd perdente, l’uno perché espressione di una giovane classe dirigente molto addentro alla politica di palazzo ma poco attenta, a dir poco, alla vira reale del partito che guidava e della città.
L’altro, il sindaco, è un estraneo che tenta esperimenti in corpore vili mentre la città si sente abbandonata a se stessa, mugugna e si sta incazzando di brutto.
Lasciar andare così le cose è il contrario del renzismo come ce l’eravamo immaginato. Scoprire che era più facile rottamare D’Alema e Livia Turco mentre è impossibile fare piazza pulita e imporre volti nuovi o decenti per Roma fa perdere molto appeal al premier.

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