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SCONTRO 8 Giugno Giu 2015 0919 08 giugno 2015

Migranti, Maroni rilancia la protesta del Nord

Maroni: «Basta fondi ai sindaci che li ospitano». Con lui si schierano Zaia e Toti. E Salvini minaccia: «Blocchiamo le prefetture». Renzi duro: «Solo demagogia». 

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Il governatore della Lombardia, Roberto Maroni.

Si alzano i toni dello scontro sull'accoglienza dei migranti.
Ad accendere la miccia le parole del governatore della Lombardia, Roberto Maroni, che ha minacciato di tagliare i fondi ai sindaci che accoglieranno i protagonisti di quello che lui stesso ha definio «un esodo biblico».
Applicando, di fatto, la linea dura dettata da Matteo Salvini, Maroni ha trovato la sponda dei colleghi Luca Zaia e Giovanni Toti, rispettivamente presidenti di Veneto e Liguria.
SALVINI: «BLOCCHIAMO LE PREFETTURE». Con il leader del Carroccio che ha rafforzato il concetto: «Come Lega siamo pronti a bloccare le prefetture e a presidiare tutte quelle strutture che a spese degli italiani qualcuno vuole mettere a disposizione di migliaia di immigrati clandestini».
Un asse, quello del Nord, che ha immediamante provocato la levata di scudi del premier Matteo Renzi.
RENZI: «BASTA DEMAGOGIA». «Basta con la demagogia e lo scaricabarile», ha sbottato il premier. «Non è sufficiente fare comunicati stampa e slogan». Anche perché «alcuni di quei governatori che si lamentano erano al governo quando è stata decisa la politica che ha condotto alle attuali regole». Dello stesso tenore la replica del titolare del Viminale Angelino Alfano, che ha promesso: «Farò come fece Maroni da ministro dell'Interno».
«BISOGNA COINVOLGERE L'EUROPA». In merito alle parole dei tre governatori, sempre Renzi ha osservato che «è difficile» parlare di immigrazione «quando alcune Regioni del tuo Paese dicono che il problema non li riguarda». Sui migranti, invece, «servono regole per non lasciare l'Italia da sola» e su questo «stiamo cercando di coinvolgere i nostri partner europei». Poi, una stoccata al vetriolo: «Tutti abbiano il buon senso di ricordare a loro stessi chi ci ha portato in questa situazione».
MARONI: «BATTA I PUGNI E SI FACCIA SENTIRE». Pronta la replica di Maroni, per il quale Renzi «deve fare battaglia in Europa, deve battere i pugni sul tavolo e prendere per il bavero i ministri dei vari Paesi. Invece di fare polemiche dia alla Lombardia i 160 milioni di euro che la Regione vanta come spese sanitarie per gli immigrati in cinque anni. Poi ne discutiamo».

La distribuzione dei migranti nelle Regioni italiane a maggio 2015.

ALFANO: «FARÒ QUELLO CHE FATTO LUI». Sulla stessa lunghezza d'onda del premier il ministro Alfano: «Vorrei tranquillizzare il mio predecessore Roberto Maroni: farò ciò che fece lui al mio posto e chiederò ai sindaci ciò che ha chiesto lui il 30 Marzo del 2011 in piena emergenza immigrazione. Lui ha oggi gli stessi poteri e gli stessi doveri che avevano i presidenti delle Regioni quando parlavano con l'allora ministro dell'Interno Roberto Maroni». Duro anche il presidente della Conferenza delle Regioni, Sergio Chiamparino, che ha giudicato quella di Maroni una «posizione strumentale», allo stesso modo del presidente Anci Piero Fassino, che ha parlato di «minacce inaccettabili».
IL PREFETTO: «NON ABBIAMO RICEVUTO NULLA». La diffida di Maroni ai Comuni della Regione ad accogliere nuovi immigrati non ha, tuttavia, trovato l'appoggio del prefetto di Milano, Francesco Paolo Tronca: «Milano attende le direttive e gli invii che il governo effettuerà e risponderà secondo i criteri generali», ha affermato. «Io non ho ricevuto nulla, alcuna lettera o indicazione» - ha spiegato il prefetto, con riferimento alle nuove indicazioni del governatore lombardo - «comunque sono vicende di carattere politico che non spetta al prefetto valutare». A Milano «i centri di accoglienza sono abbastanza pieni», ha poi precisato Tronca a margine dell'assemblea di Confcommercio, «ma siamo sempre pronti a fare la nostra parte in termini di solidarietà».

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