Regionali: alle 19 il 36,6% alle urne
FACCIAMOCI SENTIRE 8 Giugno Giu 2015 1253 08 giugno 2015

Ribelliamoci alla politica che imita il circo Barnum

I partiti pensano solo alla sopravvivenza. Il bene del Paese è sempre in secondo piano.

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Finalmente le recenti elezioni regionali hanno rimesso le cose a posto! Gli italiani non ne potevano più di immaginare che con Renzi e con il suo risultato elettorale, andato oltre il 40% alle Europee, avremmo potuto avere una situazione politica più stabile.
Anche l’arrivo dell’Italicum aveva spaventato molti in questo senso.
Naturalmente con chiunque altro al posto di Renzi sarebbe stata esattamente la stessa cosa.
Con le elezioni del 31 maggio 2015, però, finalmente l’incubo è finito e siamo ritornati alle “buone” abitudini da Prima repubblica per cui tutti i partiti vincono e quindi (almeno per default) non è chiaro chi abbia perso.
IN ITALIA NON PERDE MAI NESSUNO. I benpensanti credevano che le recenti elezioni in Inghilterra, dove qualche ora dopo i risultati delle elezioni i leader dei partiti sconfitti si sono tutti dimessi, potesse essere un modello al quale ispirarsi anche in Italia ma i fatti hanno dimostrato esattamente il contrario.
Da noi nessuno si è assunto, la responsabilità della sconfitta o almeno del mancato raggiungimento del proprio obiettivo. Tutti felici; o di aver contribuito al successo di una coalizione o, paradossalmente, di aver contribuito all’insuccesso del proprio partito come è stato il caso di una parte del Pd in Liguria.
Partiti che avevano giurato di non poter mai convivere hanno brindato al successo elettorale essendosi in alcuni casi presentati poi insieme.
Improvvisamente sono nati tali e tanti “laboratori” (definizione tesa a coprire le contraddizioni legate alle dichiarazioni della vigilia) da aver risolto in un colpo solo il problema della ricerca che ci portiamo dietro almeno da 40 anni.
I PARTITI NANI CONTRO IL MAGGIORITARIO. Provocazioni a parte, il lettore converrà che noi italiani intendiamo la democrazia in questo modo.
Immaginare un partito che possa avere la maggioranza dei seggi in parlamento (a prescindere dal partito vincitore) fa gridare subito ai rischi per la democrazia e all’inizio di una possibile dittatura. Nella confusione che ha contraddistinto le recenti elezioni regionali, dove ancora oggi non mi è chiara la distinzione tra vinti e vincitori, una cosa mi sembra però acclarata. A parte forse Renzi, tutti felici che sia stata finalmente sconfitta l’idea che veniva definita del Partito della Nazione, ovvero un partito a vocazione maggioritaria.
I più felici sono tutta la pletora di partitini che esiste da noi e che continuerà a esistere anche con l’Italicum, avendo messo la soglia di sbarramento al 3%. In Italia questo aspetto è considerato grande espressione di democrazia, ragione per la quale, come ho già avuto modo di dire sempre su Lettera43.it, attualmente nascono più partiti che bambini.
IL CONTRARIO DELLA DEMOCRAZIA. Come previsto, ancor prima dell’ufficializzazione dei risultati, i nostri politici hanno occupato da Porta a Porta e ogni altro possibile spazio televisivo per parlare del niente o per spiegare con qualche alchimia contabile o con confronti impossibili (cosa quindi altrettanto inutile) perché il proprio partito aveva vinto o poteva comunque ritenersi soddisfatto del risultato raggiunto.
Sfido il lettore a citare un solo esempio contrario. Il paradosso è che una situazione simile va contro i superiori interessi del Paese, ma soddisfa pienamente quelli individuali o di categoria; intellettuali o economici che siano. Le televisioni fanno più audience con le loro trasmissioni, i giornali vendono più copie, gli stessi social network ne traggono beneficio e quindi tutti si sentono a loro modo protagonisti di partecipare alla vita sociale e politica del Paese dalla quale si sentirebbero viceversa esclusi.
QUANTI PARTITINI NASCERANNO ANCORA? La Bindi, secondo alcuni consumando una vendetta politica nei confronti di Renzi, dichiara «impresentabile» De Luca? I campani riconoscono a quest’ultimo quasi 1 milione di voti.
La signora Mastella, altra figura nell’elenco degli impresentabili, ne prende più di 10 mila.
Entrambi denunciano la Bindi e quindi lo spettacolo può continuare alimentando discussioni e dibattiti che non risolveranno nessuno dei problemi di questo Paese.
Civati presenta Pastorino in Liguria in contrapposizione al candidato di Renzi? La destra vince ma Civati & C., soddisfatti del loro risultato, creano un altro “Possibile” partitino.
La signora De Girolamo intanto sentenzia «Ncd via dal governo o esco dal partito» probabilmente per crearne uno ancora più piccolo.
Il marito Boccia, rappresentante del Pd, sembra contestare la leadership di Renzi ma, ameno per il momento, non sembra che voglia fare un altro partito.
Anche Landini dice a gran voce che non vuole fare un altro partito ma intanto lancia “Coalizione sociale” e, guarda caso, dice che se si presentasse alle elezioni avrebbe più del 10%.
Il povero Passera inizia a capire che in un contesto simile la vita del suo “Italia Unica” non sarà così facile per cui ha dichiarato che si presenterà come candidato sindaco alle elezioni di Milano.
Anche il patron di Tod’s, Diego Della Valle, deve avere qualche riflessione in corso in quanto stranamente silenzioso dopo aver registrato “Noi Italiani” come possibile nuovo partito.
L'ITALIA HA UNA POLITICA DA CIRCO. Si potrebbe andare avanti ancora molto considerando le turbolenze che, come si diceva una volta, riguardano tutto l’arco costituzionale.
Qualche tempo fa ho scritto che ogni volta che ci sono le elezioni in Uk, prescindendo da chi vinca, si assista al festival della democrazia. Da noi invece ogni volta che ci sono le elezioni si ha la conferma del perché il nostro Paese sia nelle condizioni attuali.
Io credo che il problema sia culturale prima ancora che politico. È proprio il modo sbagliato di interpretare la politica che deve preoccupare prima ancora di discutere di destra o di sinistra.
Se chi entra in politica non lo fa con lo spirito da “civil servant” con quale credibilità ci si può presentare ai cittadini per parlare di sacrifici, di riduzione delle pensioni di riduzione di servizi, etc.?
Traggo da Wikipedia: Phineas Taylor Barnum è ricordato soprattutto per la capacità di attrarre spettatori al Ringling Bros e Barnum & Bailey Circus grazie a una intensa pubblicità murale e giornalistica. La sua carriera fu costellata da polemiche e processi che suscitarono ancora più interessi intorno ai suoi spettacoli e che raggiunsero l’apice quando Barnum denunciò se stesso come mistificatore.
Rifiutiamo l’idea che la politica possa essere un circo Barnum.

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