REPORTAGE 9 Giugno Giu 2015 1050 09 giugno 2015

Atene, le proteste del quartiere anarchico Exarchia

Molotov contro la polizia. Presidi all'ora della movida davanti a bar e ristoranti che sottopagano i lavoratori (foto). Mentre Tsipras rifà una proposta ai creditori.

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da Atene

Il primo suono è un tonfo sordo, come di tamburo, ripetuto per tre minuti filati.
Il secondo si sovrappone al primo, cantilenante.
La ninna nanna di Exarchia, il quartiere anarchico di Atene, lo 'Stato autonomo' al centro della capitale greca, è una sinfonia di bombe molotov e sirene della polizia (foto).
GUERRIGLIA URBANA. I residenti delle vie vicine la ascoltano quasi ogni sera, senza alcuno stupore, abituati ai piccoli e grandi episodi di guerriglia urbana delle tute nere che popolano la zona.
Si sorprendono, invece, quando all'una e mezza di notte tra le stradicciole di pietra ingraffittate e coperte dai tavolini degli street bar inizia a gracchiare un megafono.
Persino un vecchio anarchico seduto sui gradini di un centro sociale all'angolo - capelli di cenere e viso segnato da anni di vita alternativa - chiede preoccupato cosa stia succedendo.
PROTESTE PER IL LAVORO. Una ventina di giovani stanno manifestando di fronte al bar Revolt - i nomi ad Exarchia non sono dati per caso -, intonano cori contro i gestori del locale e tengono in mano uno striscione che chiede lavoro 'permanente': «Hanno un lavoratore irregolare e sottopagato», dicono dalla prima fila del manipolo, «e allora lo denunciamo in pubblico e ad alta voce».

Campagna contro ristoranti, bar e hotel che sfruttano i precari

La protesta contro il lavoro precario neri bar, Atene.

I clienti appollaiati ai tavolini tondi della piazzetta continuano a sorseggiare i cocktail, le cameriere portano gli ordini imperterrite.
E i ragazzi - in felpa anche a giugno - continuano a protestare.
«Lavoro permanente e non precario, no all'accordo con la Troika», è la traduzione del loro striscione.
Nessuna sigla sindacale. Un movimento auto organizzato della sinistra della zona.
«Le organizzazioni ufficiali», dice uno dei promotori, «sono legate ai partiti, ogni sei mesi tolgono le ragnatele dalle bandiere, fanno un corteo e poi le ripongono nell'armadio».
BLITZ TRA I CLIENTI. E qui hanno deciso di fare da soli, concentrandosi sul settore di punta della zona: bar, hotel e ristoranti affollati ogni sera di residenti, attivisti, giovani universitari e turisti.
«Quando sappiamo che hanno dipendenti precari e non in regola, ci presentiamo a protestare tra i clienti», spiega la giovanissima manifestante Katarina.
PREZZI STRACCIATI. A piazza Exarkia, il centro letterale del quartiere anarchico, uno dei più vivi di Atene, una pita costa nemmeno 2 euro e la birra 70 centesimi.
Tutto attorno un reticolo di vie illuminate da luci aranciate e tutte ricoperte di graffiti, di manifesti di mobilitazioni e di scritte 'Né Dio ne padrone', occupate da tavolini e corpi e bicchieri.
E CASE FATISCENTI. Abitazioni fatiscenti, qualche bandiera rossa e un vespaio di bar, caffé, librerie e locali con prezzi leggermente più bassi che nel resto della città, dove scrittori e intellettuali conservatori rischiano sempre di ritrovarsi ricoperti di uova e di yogurt e dove anche il ministro delle Finanze Yanis Varoufakis ha trovato pane per i suoi denti, finendo contestato mentre cenava al ristorante con la moglie.
LA POLIZIA NON PASSA.La sera si beve, si ride, si fuma e si spaccia, con una sola regola: non fotografare le facce.
La mattina organizzano un mercatino biologico e le giovani famiglie spingono le carrozzine. E la polizia se ne sta distante. Da quando nel 1973 l'esercito dei colonnelli ha fatto 50 morti nelle strade vicino al Politecnico, Exarkia è diventata una cittadella autonoma, le forze dell'ordine non passano.
SEDE DEL PASOK PRESIDIATA. Le camionette della polizia sono appostate ogni sera nelle strade limitrofe, gl agenti in tenuta anti-sommossa presidiano armati di mitra la vicina sede del Pasok, il partito socialista, e attendono le incursioni e i lanci di molotov in piedi agli incroci.
«Non ricordo da quando è così», dice George, nato e cresciuto ad Atene: «Direi da sempre».

Il 9 giugno la prima contestazione contro il governo

Merkel, Sarkozy, Obama e Papandreou ritratti sui muri di un'abitazione di Exarkia.

Le azioni di guerriglia sono organizzate da piccoli gruppi.
Negli Anni 80 e 90, Exarkia era il ritrovo del movimento punk e il centro di un movimento politico unitario.
Oggi invece gli attivisti anarchici «sono divisi», spiega George, «a volte in fazioni in lite tra loro e si riuniscono qui anche se provengono da fuori».
Il quartiere resta il centro della resistenza cittadina, studentesca e non.
MOLOTOV, LA NORMALITÀ. E le bottiglie incendiarie lanciate nella notte del 6 e del 7 giugno sono noiosa quotidianità.
«Quelli che mi preoccupano sono gli anarchici professionisti che bruciano le macchine, ma qui la maggioranza sono maoisti. Il resto è un gioco, serve a dire che la realtà può essere cambiata, che non bisogna avere paura», dice il 65enne Petros Panayotis, che a guardarlo deve essere un vecchio anarchico anche lui.
SCHIERA DI POLIZIOTTI. Se ne sta in ciabatte sull'uscio della sua casa in via Themistokleu, un piccolo edificio dipinto di azzurro su cui campeggia una donna nuda attaccata a una catena. «È la Grecia», spiega.
Una schiera di poliziotti in tenuta anti-sommossa la separa da un corteo di manifestanti in rivolta.
E sopra, ritratti tra le nuvole come gli dei dell'Olimpo, si riconoscono i vecchi governanti ellenici come il socialista Papandreou.
E ancora più in alto, sopra tutti, Angela Merkel, Nicolas Sarkozy e Barack Obama: la trinità della Troika.
«TSIPRAS BRAVO RAGAZZO». «Qui», dice Petros, «Tsipras lo conoscono tutti, veniva spesso nella sede locale di Syriza. Bravo ragazzo, ma non ha un programma chiaro».
Una gentile presa di distanza dal primo ministro che appena salito al potere ha tolto le transenne da piazza Syntagma, la sede del parlamento: un atto interpretato da molti come il segno di distensione verso gli abitanti della zona che tante lotte in quella piazza hanno animato.
CON SYRIZA POCO È CAMBIATO. Da allora, però, poco è cambiato per i lavoratori greci e la protesta inizia a fermentare.
«Appuntamento alle ore 15 del 9 giugno sotto il ministero del lavoro», annuncia Katarina, invitando tutti al corteo non autorizzato per contestare l'accordo con la Troika e il nuovo allentamento della contrattazione collettiva che potrebbe essere compresa nel pacchetto: la prima vera manifestazione dei movimenti contro il governo Tsipras fuori dai confini di Exarkia.

Prima puntata del reportage: viaggio nella piccola Silicon Valley greca

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