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DIBATTITO 9 Giugno Giu 2015 1838 09 giugno 2015

Migranti, cosa resta di Noi con Salvini

Sui migranti Salvini prende le parti di Maroni e Zaia. E si dimentica del Sud. Colpa del flop in Meridione alle Regionali? Giordano: «Solo strumentalizzazioni».

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Angelo Attaguile, segretario di Noi con Salvini.

Ancora «clandestini» - perché il termine migrante per lui non esiste, è solo una «categoria dello spirito» - nelle regioni del Nord? Allora «sarà guerra», torna a minacciare Matteo Salvini parlando a Lettera43.it da Strasburgo.
Poco importa se Lombardia, Veneto e Liguria, le tre Regioni i cui governatori Maroni, Zaia e Toti hanno minacciato di tagliare fondi ai Comuni ospitanti, in tutto accolgono 10.755 richiedenti asilo mentre Sicilia e Lazio ben 25.386. Al leader leghista, che ha promesso l'occupazione delle prefetture, pare interessare solo il Nord Italia.
E il progetto 'sudista' del Carroccio sotto la bandiera di Noi con Salvini?
A SUD NON PASSA LA LEGA. Forse ad aver fatto passare l'entusiasmo al Capitano, e a fargli appendere nell'armadio le felpe con le scritte Lecce e Sicilia, i risultati non proprio brillanti delle ultime Regionali e Comunali.
In Puglia, dove la Lega appoggiava la candidata di Forza Italia Adriana Poli Bortone, ci si è arenati al 2,29% (38.661 voti) mentre in Sicilia, si è registrato un nulla di fatto nei 10 Comuni chiamati alle urne.
Al cuor padano, forse, non si comanda.
Eppure i rappresentanti di Noi con Salvini di Sicilia e Puglia restano al fianco del loro leader.
ATTAGUILE: «ANCHE LA SICILIA DICA BASTA». Come Angelo Attaguile, che del movimento è segretario nazionale. Ex Dc ed ex Mpa, è stato eletto nel 2013 col Pdl passando poi al gruppo Lega Nord e Autonomie. «La Sicilia dovrebbe fare come Veneto e Lombardia», sbotta a Lettera43.it. «Invece sugli immigrati si specula col malaffare».
Il problema, per Attaguile, è che la «sua» Sicilia è governata da Rosario Crocetta che, mette in chiaro, «non è orientato ad avere una linea contro l'immigrazione». Bravi dunque Maroni, Toti e Zaia che «mettono un freno e tutelano i loro territori».
Eppure a definire le cosiddette quote regionali fu proprio Maroni nel 2011. Il segretario di NcS non vuole ascoltare ragioni: «Siamo sempre in emergenza, sempre costretti a sanare. Basta guardare al passato».
ATTACCO AL GOVERNO. E giù contro il governo: «Renzi e Alfano non prendono provvedimenti per evitare gli sbarchi».
Nel mirino la proposta del premier che dal G7 di Monaco ha detto: «Dobbiamo dare incentivi, anche nel patto di stabilità, a quei Comuni che ci danno una mano».
Per Attaguile questo non ha alcun senso: «Si tagliano gli aiuti agli anziani e agli italiani per premiare i Comuni che ospitano migranti? È una politica sbagliata».

Giordano: «Se Emiliano dicesse le stesse cose di Maroni...»

Mauro Giordano, coordinatore di Noi con Salvini in Puglia.

Dello stesso avviso anche Mauro Giordano, coordinatore regionale NcS della Puglia, che 25 anni fa si è trasferito da Milano a Lecce.
Per lui l'esternazione di Salvini non è che un appoggio ai tre governatori (due e mezzo, visto che Toti non si è ancora insediato) che hanno denunciato la situazione.
Dunque il segretario della Lega non si è dimenticato del Sud, anzi. «Sbaglia Alfano quando dice che la Lega odia il Sud», ripete Giordano. «La questione è stata strumentalizzata». Di più: «Se Michele Emiliano domani dicesse basta migranti, sono sicuro che Salvini farebbe anche il suo nome...»
«RENZI? TROPPO EUROPEISTA». Il coordinatore regionale è anche contrario alla «ospitalità diffusa che non fa che provocare una dispersione di clandestini sul territorio». E, ovviamente, alla politica «disastrosa» del governo: «È impossibile continuare così», aggiunge. Per questo è d'accordo con i presidi presso le prefetture.
A preoccuparlo sono le quote Ue sull'immigrazione: «Andranno a penalizzare le solite Regioni», sottolinea, tra cui la Puglia che di richiedenti asilo ne ospita 5.578 (quasi il doppio del Veneto). «Renzi è troppo europeista, non possiamo farci dettare dall'Ue l'agenda politica, dalle quote latte alla frutta e adesso di materiale umano».
Già, perché è così, spiega Giordano, che i migranti vengono visti. «Invece sono anime di dio», insiste, professando la sua fede cattolica. «Non siamo razzisti, anche questa è una strumentalizzazione politica. Ma è impensabile che le vedette li vadano a caricare a Tripoli, mentre da noi, in Italia, c'è gente che non ce la fa a tirare avanti».
Molti migranti, poi, non fuggono dalla guerra: «Arrivano qui credendo di trovare casa e lavoro. E invece si ritrovano a stare in enormi dormitori. Per questo giustamente insorgono nei centri».
ASPETTANDO UNA PAROLA DA SALVINI. Anche l'incoerenza di Maroni, che da ministro dell'Interno chiedeva a tutte Regioni di assumersi la propria quota di immigrati e ora chiude i cancelli della Lombardia, ha una spiegazione: «I flussi nel 2011 erano molto meno consistenti», continua Giordano, che ora si aspetta una parola da Salvini anche per le Regioni del Sud.
Dalla Sicilia e Lampedusa «che non sa più dove andare a parare, visto che questi sbarchi stanno distruggendo l'economia locale con gravi ripercussioni sul terrirtorio», alla Puglia che nonostante il flop elettorale - «speravamo di arrivare al quorum del 4%» - è stata comunque «elogiata da Salvini per il risultato ottenuto». Per ora Salvini continua però a difendere le ragioni delle sue Regioni. Quelle della Lega (e Forza Italia).
E sempre parlando con Lettera43.it non cita Pozzallo, Vibo Valentia o Lecce. Ma Camisano Vicentino. «Il sindaco che dovrebbe sistemare le sue scuole e ha i soldi per farlo ma non può perché c'è il patto di stabilità, può ora sistemarle solo se si prende 30 clandestini? Siamo alla follia».

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