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MAMBO 12 Giugno Giu 2015 1552 12 giugno 2015

Caro Renzi, finora hai vinto solo guerre finte

La rottamazione? Un bluff. Le battaglie vere invece sono in corso. Ma lui è ormai isolato.

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Il premier italiano Matteo Renzi al G7 in Germania.

I problemi di Renzi, ormai, sono tanti, troppi.
Ha vinto tutte le “guerre finte” che ha fatto. Ha perso, o rischia di perdere, tutte le “guerre vere”, questo anche perché ne ha provocate una infinità.
Le “guerre finte” gli hanno dato fama e gloria ma sono state fasulle. Sono tre.
LA GUERRE FINTE CON D'ALEMA, VELTRONI E TURCO. Contro D’Alema, contro Livia Turco e, in parte, contro Veltroni. Li voleva fuori, li ha avuti fuori. Sono state guerre finte perché chi conosce Veltroni e Turco sa che alla prima richiesta di fare un passo indietro avrebbero detto accettato.
Finta anche per la guerra con D’Alema. Posso testimoniare che prima che Renzi avanzasse la sua richiesta ultimativa, l'ex segretario Ds mi aveva rivelato, mentre stavamo scrivendo un libro intervista per Laterza, l’intenzione di chiudere il volumetto con l’annuncio del ritiro dalla Camera.
Poi il premier entrò a gamba tesa e l’annuncio ritardò, anche per l’irritazione che sollevò nel “rottamare”. Tutto qui. Erano, appunto, guerre finte.
Renzi non aveva vinto niente ma queste 'battaglie' gli hanno dato molto. La fama di rottamatore, di anticomunista doc, la simpatia del centrodestra, il fascino dei giovanilisti, l’adesione dei dalemiani voltagabbana.
PARTITO, ECONOMIA, GOVERNO, TUTTO IN ALTO MARE. Le “guerre vere” sono ancora in corso tranne quelle sulla legge elettorale e sul Jobs Act (e non è poco). Poi è tutto in alto mare.
Malgrado l’economia dia segnali di respiro, il clima nel Paese è peggiorato, infatti il pessimismo dilaga. La “questione morale” appare drammatica come nel 1992.
Il Pd è dentro fino al collo. Renzi non guida il suo partito: nessun governatore è della sua squadra. In periferia comandano i Califfi. La questione romana è esplosiva ma il segretario dem si è affidato a uno dei signori della guerra, Matteo Orfini, e tutela un sindaco non discusso moralmente ma assolutamente incapace di guidare la città.
Dal punto di vista elettorale non ha sfondato a sinistra, anzi molto astensionismo è di sinistra, e non ha sfondato neanche a destra, malgrado lo sfacelo di Forza Italia.
Renzi non ha autorevolezza in Europa. Nessuno gli regala niente e lui non batte, sull’immigrazione, i pugni sul tavolo. Si è affidato a una giovane conta che conta poco. In cambio ha fatto fuori da ogni incarico internazionale Enrico Letta, l’unico statista della sua generazione.
SERVE UN TOTALE CAMBIO DI REGISTRO PER IL PREMIER. Ora i “renziani”, anche fra i cronisti, parlano di piano B, di bunker, di assedio da rompere. Chiacchiere.
Renzi deve chiudere le guerre che ha aperto, deve comunicare rivolgendosi direttamente agli italiani veri e non a seguaci di Twitter. Deve ascoltare consigli di gente esperta. Deve, come hanno fatto tutti i “rivoluzionari”, accantonare i suoi “diciannovisti”.
Cerchi alleanze nello Stato, si guardi attorno. Rompa il fronte dei delusi, dei minacciati, degli increduli. Uno statista lo farebbe.
Renzi ha molti amici e molti, nemici, e questi forse stanno aumentando.
Ci sono poi quelli che sperano, gratuitamente, che ce la faccia (sono quelli come me).
Ma se va avanti così perderà anche questi.

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