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SPIRITO ASPRO 12 Giugno Giu 2015 1000 12 giugno 2015

«Sostituzione etnica»? Ecco Salvini il celtico!

Aiuto, l'invasione straniera: Matteo, difendi l'Italia dall'ennesimo cambiamento di Dna.

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Matteo Salvini fa campagna elettorale per la Lega Nord distribuendo volantini a Segrate (Milano).

E finalmente, dai microfoni di radio Padania, Matteo Salvini ha detto qualcosa di celtico.
Anni e anni che aspettavamo l'emergere di queste famose radici gallico-padane favoleggiate dal patriarca Umberto Bossi, ma finora non se n'era vista traccia se non nell'aumento delle birrerie artigianali nell'Italia settentrionale.
Soprattutto non se ne vedeva traccia nel soma leghista, che, eccettuato Flavio Tosi, si declina in 50 sfumature di olivastro-mediterraneo, dal Senatùr allo stesso Salvini: immaginateli in caftano e turbante e si incastoneranno perfettamente nella fauna umana che gravita intorno centro islamico di viale Jenner.
RETAGGIO DI BRENNO. Ma con la storia della «sostituzione etnica», la perfida macchinazione architettata da molteplici soggetti (la sinistra, l'Europa, le banche, Frank Underwood di House of Cards) per togliere di mezzo gli italiani e mettere al loro posto orde di stranieri, Felpa Kid, malgrado i tratti somatici vagamente uzbeki, rivela lo schietto retaggio atavico di Brenno, di Vercingetorige e del mago Merlino.
STRANIERI? POVERI E NERI. Perché in questa prospettiva, gli stranieri - dove per stranieri si intendono «poveri con la pelle più scura di quella del leghista medio» (come recita la prima legge di Salvini-Newton, l'insofferenza verso lo straniero è direttamente proporzionale alla sua quantità di melanina e inversamente proporzionale all'entità del suo conto in banca) - diventano la versione moderna e plurale del changeling, creatura del folklore celtico, parente di elfi e folletti.
CI SCAMBIANO LE CULLE! Secondo la leggenda, il changeling rapisce i graziosi e sani neonati umani nella culla per sostituirli con i propri piccoli, brutti e malaticci.
Nell'immaginario salviniano, la perfida Europa sogna un'Italia (e soprattutto una Padania) popolata di changeling africani, neri e portatori di malattie, pronti a rimpolparsi dal nostro sangue.
Ma per Salvini e il suo piccolo popolo paranoico c'è una buona notizia: secondo una tradizione scozzese, per smascherare e mettere in fuga il changeling basta versare della camomilla in un guscio d'uovo, e, se il «sostituto» è tale, dirà «in tanti anni di vita ne ho viste di cose, ma mai versare della camomilla in un guscio d'uovo» per poi scomparire.
FRASI IN DIALETTO ARABO. Nel caso dei changeling migranti, la frase verrà pronunciata in arabo o in qualche dialetto subsahariano, ma il senso sarà sempre quello.
Si suppone che in Veneto, in Lombardia e nelle altre regioni ad alta densità leghista che rifiutano l'accoglienza ai profughi non si trovi più un uovo o una capocchia di camomilla.

Felpa Kid non ha tutti i torti: l'Italia è un laboratorio di Dna

Matteo Salvini.

Salvini non ha tutti i torti, peraltro, perché l'Italia è da 3 mila anni un laboratorio di sostituzioni etniche, un calderone in cui ogni invasione, ogni migrazione dalla preistoria in poi ha gettato un ingrediente.
I celti hanno sostituito gli etruschi, i quali a loro volta avevano soppiantato i misteriosi autoctoni che avevano dato il nome alle Alpi e agli Appennini, le cui radici etimologiche non c'entrano con nessuno dei popoli successivi.
QUEL PROFUGO DI ENEA. Alle origini di Roma c'è un profugo extracomunitario, Enea, che appena sbarcato in Italia ruba la donna all'indigeno Turno.
La Roma della Lupa fu popolata con lo stesso sistema dell'Australia: Romolo chiamò tutti i perseguitati e i fuorilegge scacciati dalle altre città d'Italia.
I Romani in seguito applicarono sistematicamente la sostituzione etnica contro i popoli particolarmente riottosi.
I Liguri vennero deportati in massa nel Sannio; tutti i territori conquistati venivano confiscati alle popolazioni locali, divisi in appezzamenti e distribuiti fra i legionari.
SCHIAVI IMPORTATI. E i milioni di schiavi stranieri importati come forza lavoro sostituirono gli ormai sparuti e poco prolifici romani «puri», come teorizzava l'eccentrico storico Fabio Cusin nella sua Antistoria d'Italia, in cui additava come causa dei difetti italici il fatto che non discendiamo dai virili e strenui Quiriti, ma da quelli che gli allacciavano i calzari e gli parcheggiavano la biga.
Le calate dei barbari e le guerre fecero il resto, cioè resero gli italiani il popolo dal Dna più composito del mondo.
OSSESSIONE DELLA PUREZZA. Fra i tanti apporti dovuti alle sostituzioni etniche c'è anche l'ossessione della «purezza del sangue», fissazione degli antichi popoli germanici e scandinavi e totalmente estranea al pensiero romano, per cui la cittadinanza romana era qualcosa che si comprava o si guadagnava per merito, non una sostanza immateriale che sta nel sangue e si trasmette come i capelli rossi o l'emofilia.
SALVINI È UN CHANGELING. Dunque anche Salvini, con i suoi occhi circassi, l'immaginario irlandese e le maniglie dell'amore tedesche, è un changeling, anzi, un vero e proprio groviglio di changeling.
Ma proprio questo lo rende insostituibile. Anche se forse l'Europa vorrebbe mettere al suo posto un altro leader, sempre xenofobo, populista ed esibizionista. Però nero.

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