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CYBERGUERRA 13 Giugno Giu 2015 1200 13 giugno 2015

Allarme Usa: «Nuovo attacco hacker dalla Cina»

Il New York Times: Obama pronto a sanzioni economiche contro i pirati informatici.

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La sede del Pentagono.

Secondo attacco hacker all'ufficio del personale dell’Amministrazione Usa.
Gli investigatori sospettano che l'incursione informatica, scoperta il 12 giugno scorso mentre venivano stimati i danni del primo cyber-attacco rivelato dalla Casa Bianca, sia stata opera dei cinesi. Il presidente americano Barack Obama, ha scritto il New York Times, sta valutando la possibilità di sanzioni economiche contro Pechino.
Il secondo attacco informatico, mirato a carpire dati dell’intelligence e militari, entrando nei questionari che i dipendenti federali sono tenuti a compilare per motivi di sicurezza avrebbe messo a rischio anche i dati sensibili di amici e familiari dei dipendenti pubblici, oltre a file relativi ad agenti dell’Fbi, contractors e altre agenzie governative.
SPIATE OLTRE 10 MLN DI PERSONE. Anche il primo attacco, di dimensioni senza precendenti, è stato attribuito da più fonti alla Cina. I dati compromessi andrebbero ben oltre i circa 4 milioni inizialmente dichiarati e riguarderebbero tra 9 e 14 milioni di persone, con informazioni a partire dagli Anni '80, secondo le indiscrezioni trapelate.
In risposta Obama starebbe pensando di ricorrere all’ordine esecutivo firmato nell'aprile scorso, dopo l’attacco alla Sony Pictures attribuito alla Corea del Nord, che consente al ministro del Tesoro di imporre misure economiche contro gli autori delle violazioni informatiche e contro coloro che ne beneficiano.
«L’opzione è sul tavolo», ha confermato il portavoce della Casa Bianca Josh Earnest. L’ordine esecutivo era stato firmato da Obama.

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