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POST ELEZIONI 15 Giugno Giu 2015 1409 15 giugno 2015

Venezia, analisi della sconfitta del Pd

Migranti, pensioni, tasse. Le ragioni della débâcle dem ha tanti padri. Ghisleri: «Sconfitta da non sottovalutare». E sul centrodestra: «Unito è ancora vincente».

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Termina con le sconfitte a Venezia e a Rovigo la Caporetto veneta del Pd, dopo la débâcle di Alessandra Moretti asfaltata da Luca Zaia.
Nella Serenissima, il candidato di area civatiana Felice Casson è stato battuto dall'imprenditore Luigi Brugnaro (53,21% dei voti), segno che nemmeno aprendo 'a sinistra' (contrariamente a quanto accaduto in Liguria) i dem riescono a recuperare consensi.
Il Movimento 5 Stelle con i suoi 15 mila voti ha mantenuto la parola e non si è recato alle urne, nonostante gli appelli ad appoggiare Casson arrivati da voci solitamente ascoltate dai pentastellati come Marco Travaglio e Ferdinando Imposimato. A nulla sono valsi gli appelli di apertura lanciati da Casson, il quale evidentemente aveva già avvertito l'odore della bufera.
IL CENTRODESTRA È COMPATTO. Lega e Fratelli d'Italia, dal canto loro, hanno dato il loro contributo al Guazzaloca veneziano, mettendo fine a 21 anni di centrosinistra in Laguna. «Segno che», spiega Alessandra Ghisleri di Euromedia a Lettera43.it, «quando le battaglie sono combattute con impegno i risultati arrivano». Il centrodestra, secondo la sondaggista, «si è ricompattato con la grinta che caratterizza chi non ha nulla da perdere e Brugnaro è stato aggregante».
La «necessità di stare uniti», insomma, ha fatto la differenza. «Quando non ci sono liti», prosegue Ghisleri, «ma unità di intenti, il centrodestra vince. Un po' come è accaduto in Liguria».
L'OMBRA DELL'ASTENSIONISMO. Senza dimenticare però che, ancora una volta, il vero vincitore è stato l'astensionismo, visto che nel secondo turno ha votato solo il 47,11%. «I cittadini cercano un punto di riferimento che evidentemente non trovano», sottolinea Ghisleri.

Una sconfitta, molti colpevoli

La sondaggista Alessandra Ghisleri.

Ma di chi è la responsabilità della sconfitta del Pd? Matteo Renzi, secondo Repubblica, punta il dito contro la sinistra. La batosta veneziana, dopo quella ligure, potrebbe addirittura servire da monito alla minoranza interna.
CACCIARI: «UN SUICIDIO». Molto più tranchant Massimo Cacciari, che 10 anni fa sconfisse Casson nella competizione a sindaco di Venezia. Il filosofo ha parlato di «perfetto suicidio» nato dall'errore sulla scelta della persona, che «non aveva la capacità intrinseca di intercettare voti».
Caratteristica che, invece, non sembra mancare a Brugnaro. «È un imprenditore, non un politico», fa notare Ghisleri: «Probabilmente ha intercettato anche i voti degli scontenti».
Non a caso, a caldo il neo sindaco ha assicurato: «Sono trasversale, io sono di una lista civica, che ha preso 17 consiglieri più me. Noi siamo appoggiati da persone che vogliono cambiare. Sarò garanzia per tutti. C'è un partito del lavoro in Italia che ha sconfitto il partito del no. Io sono per dare una mano sia a Zaia sia a Renzi, a Venezia potremo fare questa conferenza internazionale sui migranti».
LO SCENARIO NAZIONALE. Già i migranti, perché, ne è convinta Ghisleri, anche lo scenario nazionale ha giocato un ruolo in queste elezioni: «Temi come l'integrazione, l'immigrazione ma anche il rapporto con l'Europa e le pensioni hanno pesato». La politica si sta dimostrando debole, interessata a questioni che sembrano lontane dai cittadini che, invece, «chiedono governo, decisioni, concretezza».
Basta guardare le immagini dei migranti nelle stazioni o sugli scogli di Ventimiglia. «Persone sbattute per strada», dice Ghisleri, «in condizioni al limite della civiltà. Indice della incapacità di gestire la situazione e i rapporti con l'Ue».
Senza contare poi gli scandali come Mafia capitale che hanno macchiato la politica.
TEMPISTICA SFAVOREVOLE. In ultima analisi, poi, non è da sottovalutare nemmeno il calendario: «In questi giorni si stanno pagando le tasse», ricorda la sondaggista, «e ci si rende maggiormente conto delle promesse non mantenute dal governo». Altro grande nodo è l'instabilità economica «tra patto di stabilità, tasse che restano e impoverimento generale».
I tempi del partito al 41% alle Europee sembrano lontanissimi. «Il governo si insediò a febbraio, votammo tre mesi dopo con il bonus degli 80 euro in busta», sottolinea Ghisleri.
A questo punto, per invertire la tendenza, a Renzi non resta che «scendere in mezzo alla gente, dalla quale era partito». Per questo, secondo Ghisleri, più che Venezia è Arezzo - feudo del ministro Boschi conquistato dal centrodestra - «a essere di stimolo, visto che il candidato battuto Matteo Bracciali è un politico puro».

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