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CONTROFFENSIVA 16 Giugno Giu 2015 0852 16 giugno 2015

Il premier: «Basta primarie, devo tornare il Renzi 1»

La reazione del segretario Pd ai risultati deludenti dei ballottaggi: «Momento più difficile della legislatura».

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Matteo Renzi.

La controffensiva non si è fatta attendere. Ad appena 48 ore dall'esito dei ballottaggi che ha inferto un nuovo schiaffo al Partito democratico, Matteo Renzi è tornato a fare la voce grossa, rilanciando la propria supremazia tra i dem.
«Queste elezioni dicono con chiarezza che con il Renzi 2 non si vince», ha confessato il premier in un'intervista a La Stampa. «Devo tornare a fare il Renzi 1. Infischiarmene dei Dattorre e dei Fassina e riprendere in mano il partito».
Questo, ha aggiunto successivamente all'assemblea del Pd, è il «momento più difficile e più affascinante di una legislatura da brividi, ma arriveremo al 2018».
«LE PRIMARIE SONO IN CRISI». Analizzando i risultati delle amministrative, Renzi ha di fatto archiviato le primarie: «Una cosa è certa: le primarie sono in crisi. Dipendesse da me, la loro stagione sarebbe finita».
«ERA SCRITTO CHE CASSON AVREBBE PERSO. Lo strumento di selezione della classe dirigente del Pd, a suo dire, non ha funzionato: «Casson, Paita, De Luca, Emiliano, Moretti. Io su quelle scelte non ho messo bocca». Sul 'caso Venezia', il segretario del Pd è stato molto tranchant: «Era scritto che Casson perdesse. A Venezia mi è venuto incontro un signore: 'Salve, sono l'unico renziano della città...' Era Brugnaro, il candidato del centrodestra che ci ha battuto».
«VINCE CHI OCCUPA IL CENTRO». Renzi è stato molto chiaro anche su quello che dovrebbe essere il collocamento politico del Pd: «Questo è un Paese moderato, vince chi occupa il centro. Con personalità, perché se invece degli originali corrono le copie, allora non funziona». E ha citato un altro caso significativo: quello ligure. «La Paita non ha perso perché il candidato di Civati le ha tolto dei voti che probabilmente non sarebbero andati comunque a lei. Ha perso perché nell' ultima settimana il 5% degli elettori di centro si è spostato verso Toti».
«DEVO TORNARE A FARE IL RENZI 1». Il premier ha rassicurato sul prosieguo delle riforme: «Da oggi le riforme sono più vicine non più lontane. Adesso dovrò aumentare i giri, non diminuirli». Quanto al partito, Renzi ha affermato: «Devo tornare a fare il Renzi pure lì. E farlo davvero. Infischiandomene delle reazioni per aprire una discussione dentro il mio partito». E dopo aver elencato le nomine fatte nelle grandi aziende partecipate, ha spiegato: «La vera accusa che mi si dovrebbe rivolgere non è di avere messo i miei al governo, ma di non averli messi nel partito». Nel partito, ha proseguito, «non ho messo bocca perché pensavo che astenermi fosse un presupposto per stare tutti insieme».
«FOSSI MARINO NON STAREI TRANQUILLO». Ma ora, ha assicurato, le cose cambieranno: «Ah, ma adesso basta, si cambia. Anche perché tra un anno si vota nelle grandi città. Torino Milano, Bologna, Napoli, forse Roma». «Roma?», è la domanda dell' intervistatore. «Se torna Renzi 1, fossi in Marino non starei tranquillo».
ROSATO CANDIDATO NUOVO CAPOGRUPPO. Infine Renzi ha candidato Ettore Rosato come nuovo capogruppo alla Camera dopo l'addio di Roberto Speranza: «Una scelta naturale, ci vuole una leadership autorevole», ha spiegato.

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