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INTERVISTA 16 Giugno Giu 2015 0800 16 giugno 2015

Migranti, Goulard: «L'idea di Europa sta morendo»

Francia-Italia ai ferri corti. Ma per Goulard il problema va ricercato a Bruxelles: «Troppo potere agli Stati, così non si va avanti». L'europarlamentare a Lettera43.

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da Bruxelles

Sylvie Goulard è una politica francese. Europarlamentare a Bruxelles nel gruppo dei liberali dell'Alde, viene da una famiglia di immigrati italiani, così come il presidente della Francia Manuel Valls ha origini spagnole.
Per questo Goulard trova ancora più «assurda» la battaglia che in questi giorni sta vedendo la Francia in prima linea contro il Piano immigrazione proposto dalla Commissione europea, che il 16 giugno deve essere discusso a Lussemburgo da tutti i ministri dell'Interno dell'Ue.
«Penso sempre che queste persone che bussano alle nostre frontiere potrebbero essere come i miei nonni, i miei bisnonni», racconta a Lettera43.it.
«SONO SORPRESA DAL NO DI VALLS». Ma oggi la ricollocazione di una parte dei richiedenti asilo presenti in Italia e in Grecia attraverso tutti gli altri Stati membri non piace Oltralpe: «Sono sorpresa dal fatto che sia stato proprio Valls a dire no al meccanismo delle quote», dice l'europarlamentare francese, «non vedo altri modi per risolvere il problema. Possiamo non chiamarle quote, ma non è una questione linguistica, è una questione umanitaria».

L'europarlamentare francese Sylvie Goulard.

DOMANDA. Secondo il ministro dell'Interno francese Bernard Cazeneuve è l'Italia a dover risolvere il problema.
RISPOSTA. Mi sembra che in Libia ci sia voluta andare la Francia, quindi, una certa responsabilità davanti a quello che sta succedendo ce l'ha eccome. Dobbiamo però avere una visione europea, non è certo un duello tra l'Italia e la Francia quello di cui ora abbiamo bisogno.
D. Però la Francia ha chiuso il confine ferroviario con l'Italia, a Ventimiglia. Cosa ne pensa?
R.
Questo è un modo vergognoso di affrontare il problema: ci sono persone che muoiono per arrivare in Europa, anche quelle che arrivano alla frontiera di Ventimiglia hanno viaggiato per mesi e spesso hanno anni di sofferenza alle spalle.
D. Cazeneuve dice che «ci sono molti migranti economici irregolari che vengono dall'Africa Occidentale e non sono oggetto di persecuzioni», quindi, «dobbiamo riaccompagnarli alla frontiera».
R.
Il problema è molto complesso, è chiaro che non c'è solo una soluzione: serve un'azione diplomatica con i Paesi dell'Africa, una azione di polizia alla frontiera e un'azione umanitaria. Poi possiamo discutere su come fare la relocation, ma questa resta l'unica soluzione.
D. Che già molti Stati membri hanno detto di non voler accettare...
R.
Abbiamo in tutti Paesi un problema più o meno grande di gestione degli immigrati, ma non per questo possiamo fermare il flusso, chiudere le frontiere è impossibile. Finora abbiamo negato che il problema sia europeo, di tutti, non è solo dell'Italia.
D. C'è il rischio che le relazioni diplomatiche tra Roma e Parigi si deteriorino?
R. Sì perché la pressione maggiore grava su di loro. I Paesi del Nord, più lontani, si sentono meno coinvolti, sebbene alcuni come la Svezia abbiano accolto più immigrati di altri. Ma questa non deve essere una gara, se non troviamo una soluzione insieme ci sarà sempre un problema per l'Italia e in qualsiasi altra frontiera.
D. Secondo padre Lorenzo Prencipe, direttore del Servizio della pastorale dei migranti della conferenza episcopale francese, questa chiusura è legata al fatto che Parigi nel 2016 eleggerà il presidente della Repubblica. Meno immigrati, più voti?
R. Io non ne posso più di questa concezione della democrazia, che si ferma ogni volta che ci sono le elezioni e smette di agire. Anche se il problema è complesso, dobbiamo prendere una decisione.
D. Quanto pesa l'avanzata di Marine Le Pen?
R. Ci sono delle città in Francia dove anche solo gestire il fenomeno migratorio e poter dare a queste persone una casa è un grosso problema. Se Le Pen ha così successo è anche che perché in passato l'arrivo degli immigrati è stato gestito male. Ma oggi siamo davanti a un fenomeno mondiale, e solo perché c'è Le Pen dobbiamo smettere di affrontarlo?
D. Finora però tutti i tentativi sono falliti.
R.
Perché paghiamo il prezzo della non esistenza dell'Europa, il fatto che non abbiamo una vera politica estera e di sicurezza comune.
D. Più che i valori europei si condividono gli egoismi?
R.
Sì, le paure. Qualche mese fa il re di Giordania è venuto al parlamento europeo e ci ha raccontato che nel suo Paese ospitano un numero di rifugiati pari al 20% della popolazione, in Libano si arriva al 25%. E noi che siamo 66 milioni di francesi ci lamentiamo per averne preso qualche migliaio?
D. Altro che fraternité...
R.
Manca una visione complessiva strategica da parte di tutti gli Stati membri. Siamo un continente invecchiato e ricco, che rimane inerme davanti a un continente (l'Africa) pieno di una gioventù senza futuro.
D. Che cosa propone di fare?
R.
Dobbiamo smettere di vedere nei migranti solo un problema. Sono persone coraggiose, che hanno affrontato un viaggio spesso terribile, non dobbiamo aiutarli solo per motivi umanitari, ma anche per il valore che rappresentano.
D. Ci vorrebbe un nuovo Illuminismo europeo?
R.
Purtroppo siamo in un tempo di paura e chiusura totale. Il problema è che l'Europa sta morendo, l'idea di Europa sta morendo. Se vogliamo essere ottimisti possiamo però pensare che stiamo per assistere alla nascita di qualcos'altro.
D. Insomma un travaglio?
R.
Sì, ora siamo nel momento del dolore: perdiamo la Grecia, il Regno Unito, lasciamo morire le persone in mare davanti ai nostri occhi solo perchè gli Stati vogliono tenersi il potere, ma ovviamente così non si può più andare avanti.
D. Una Unione europea solo a parole...
R.
Stiamo arrivando al limite di questo sistema: gli Stati membri vogliono tenere il controllo di tutto a livello nazionale, ma poi dire ai cittadini che l'Europa esiste.
D. Per usarla come una controfigura.
R.
Tommaso Padoa Schioppa diceva sempre: «Bruxelles deve avere poteri sovranazionali ma limitati nell'oggetto», ovvero è quando c'è qualcosa di importante da fare che gli Stati devono dare tutti i loro poteri all'Ue. E questo è il momento per farlo, non solo per salvare chi scappa dalle guerre, ma l'Europa stessa.

Twitter: @antodem

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