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VIMINALE 17 Giugno Giu 2015 2018 17 giugno 2015

Alfano insegue Salvini: «Smantellare i campi rom»

Il ministro dell'Interno si espone su Twitter. Fassino: «Superarli con soluzioni più civili».

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Il ministro dell'Interno, Angelino Alfano.

A destra la corsa è cominciata. Ed è una lunga volata a chi per primo occupa lo spazio di quell'elettorato anti-migranti e anti-rom che sembra essere sempre più nutrito.
In testa al gruppo c'è, manco a dirlo, Matteo Salvini con tutte le sue ruspe. Ma alle spalle del leader leghista è bagarre per recuperare il terreno perso.
In questo senso si sta muovendo Angelino Alfano, ministro dell'Interno alle prese con un consenso deteriorato e con le alleanze a destra complicate dalla lunga militanza del Nuovo centrodestra nel governo Renzi.
«Occorre smantellare i campi Rom», ha twittato il capo del Viminale dopo la riunione con i sindaci.


Per dirla tutta non è la prima volta che Alfano si lascia andare a esternazioni del genere. Già all'inizio di giugno, all'indomani dell'incidente d'auto in cui due rom avevano investito nove persone uccidendo una donna filippina e ferendo gli altri otto, aveva auspicato la chiusura dei campi abusivi invocando l'intervento dei sindaci. Ma mai si era espresso in modo così categorico e senza distinguo.
Il ministro non parla di «ruspe», non dice di voler «radere al suolo» gli insediamenti. Non ha, insomma, i toni di Salvini, ma è comunque chiaro. E adesso tocca ai sindaci.


Un hub (un centro di prima accoglienza) in ogni regione, deroghe al patto di stabilità per i comuni che accolgono migranti, rafforzamento dello Sprar (il Sistema di accoglienza per richiedenti asilo), accelerazione delle procedure di valutazione dell'asilo, riequilibrio delle presenze degli stranieri ospitati su tutto il territorio nazionale (78 mila). Questi i temi dibattuti al Viminale.
VENETO E LIGURIA: NO A NUOVI MIGRANTI. Sull'ultimo, però c'è stata una spaccatura. Sono stati i governatori di Veneto e Liguria (era assente il governatore lombardo Roberto Maroni, che è tuttavia sulla stessa posizione) a dire no a nuovi arrivi di migranti nelle proprie regioni. Il piano di redistribuzione comunque prosegue. Nei prossimi giorni è previsto un incontro di Regioni e Anci con il premier Matteo Renzi, prima del vertice europeo del 25 e 26 giugno.
Luca Zaia (Veneto) non ci sta. «Ho ribadito al ministro Alfano», ha detto, «il no del Veneto ad accogliere altre persone. Abbiamo già dato e non siamo disponibili ad averne di più».
Giovanni Toti (Liguria) ha chiesto al governo «di spiegare ai cittadini come intende bloccare gli sbarchi prima di mandare altre persone nei nostri territori». Zaia e Toti sono inoltre scettici sui risultati, illustrati da Alfano, del Consiglio dei ministri dell'Interno europei del 16 giugno a Lussemburgo.
CHIAMPARINO: «PRONTI ALL'ACCOGLIENZA». Critico verso i colleghi il presidente della Conferenza delle Regioni, Sergio Chiamparino. Le Regioni, ha sottolineato, «sono pronte ad attuare il piano di accoglienza concordato con il Viminale e la posizione contraria di alcuni governatori è soltanto politica».
Alfano e l'Anci, inoltre, sono giunti a un accordo sullo smantellamento dei campi rom. «Occorre smantellarli», ha sostenuto Alfano. Ma, ha precisato il presidente del'Anci, Piero Fassino, «superare i campi rom significa superare quelli esistenti per avere soluzioni più civili, nessuno ha in mente le ruspe di Salvini. Il governo creerà un fondo apposito sulla base del quale Comuni e Prefetture faranno gli interventi».

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