Cameron Renzi 150617181146
POLITICA 17 Giugno Giu 2015 1815 17 giugno 2015

Cameron a Expo nel National Day della Gran Bretagna

Il premier britannico: «Pronti a lavorare con i servizi di intelligence in Sicilia per l'emergenza».

  • ...

Agnese Renzi, Matteo Renzi e il premier britannico David Cameron a Expo.

Il premier britannico David Cameron a Expo in occasione della Giornata nazionale della Gran Bretagna che si celebra il 17 giugno.
Il primo ministro ha visitato accompagnato da Matteo Renzi il padiglione della Gran Bretagna.
«Abbiamo bisogno di un approccio globale per lavorare con i vostri servizi di intelligence in Sicilia dove noi metteremo gente e risorse per provare a interrompere i collegamenti» dell'immigrazione dal nord Africa, ha detto Cameron al termine dell'incontro bilaterale con Matteo Renzi.
INCONTRO CON GLI IMPRENDITORI. All'interno del padiglione britannico, Renzi e Cameron hanno incontrato una delegazione di imprenditori e investitori italiani e britannici. Tra i presenti alla visita, il ministro
dell'Agricoltura, Maurizio Martina, il commissario unico Giuseppe Sala, il presidente di Confindustria Giorgio Squinzi e l'ad di Finmeccanica Mauro Moretti.
Il meccanismo d'urgenza obbligatorio proposto dalla Commissione Ue per portare sollievo a Italia e Grecia, che secondo dati di Frontex del 2015 aggiornati a fine maggio si sono fatti carico di oltre 50 mila migranti ciascuno, sul totale dei 150 mila arrivi in tutta Europa, sarà di fatto il nodo più difficile da sbrogliare al tavolo del vertice dei leader del 25 e 26 giugno.
Nonostante un certo ottimismo iniettato dalle parole del Commissario Ue Dimitris Avramopoulos e dal ministro Angelino Alfano al termine del Consiglio Interni di martedì 16 giugno a Lussemburgo, il ministro lettone Rihards Kozlovskis (presidenza di turno del Consiglio europeo) in un'audizione al Parlamento europeo del 17 giugno è tornato a sottolineare le numerose divergenze sul dossier e il ministro degli Esteri tedesco Frank-Walter Steinmeier ha osservato quanto «sia ancora lungo il lavoro da fare» per comporre le divisioni.
BUDAPEST ALZA IL MURO. Intanto Budapest (tra i principali oppositori delle quote intra-Ue) ha annunciato di voler costruire un muro tra Ungheria e Serbia per bloccare il flusso dei migranti dai Balcani. Ma le cancellerie di Roma, Parigi e Berlino sono al fianco di Bruxelles per il successo del piano Ue e si muovono in modo congiunto per inviare un segnale di unità.
Se il 16 giugno i ministri dell'Interno dei tre Paesi Angelino Alfano, Bernard Cazneuve e Thomas De Maizière si erano presentati assieme alla stampa, ora sono stati i capi delle diplomazie Gentiloni, Fabius e Steinmeier a far arrivare la loro voce all'unisono.
In una lettera congiunta all'Alto rappresentante Federica Mogherini i tre ministri fanno pressing per «una politica della migrazione esterna più attiva e inclusiva», che sia all'altezza «della sfida storica» con cui deve confrontarsi. «Crediamo», hanno scritto, «che sia giunto il momento che l'Ue finalmente si assuma la responsabilità e agisca ricorrendo a un ampio numero di strumenti» ed enfatizzano «l'importanza della decisione del Consiglio di organizzare l'operazione Eunavfor Med» per interrompere il modello di business dei trafficanti di vite umane nel Mediterraneo centro-meridionale «come parte di una risposta complessiva dell'Ue».
Perché l'Ue deve «mostrare che a unirci non sono solo politiche e regolamenti, ma anche un insieme più importate di principi e valori».

Correlati

Potresti esserti perso