Tsipras Accordo Sostenibile 150613150602
DIPLOMAZIE ALL'OPERA 17 Giugno Giu 2015 1148 17 giugno 2015

Il giorno prima dell'Eurogruppo, si lavora per l'ultimo negoziato

Atene: davanti a un cattivo accordo, l'Ue si assuma il costo delle conseguenze.

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Il governo greco è pronto a dare un «grande no» a un cattivo accordo, con questa dichiarazione il premier Alexis Tsipras inizia la giornata.
È mercoledì 17 giugno e Atene ha solo 13 giorni di tempo per raggiungere un accordo con i suoi creditori prima della scadenza del programma di salvataggio. Che i numeri non fossero dalla parte della Grecia era chiaro sin dall'inizio, ma ora a distanza di appena 24 ore dall'Eurogruppo che a Lussemburgo vedrà i ministri delle finanze discutere su come risolvere il problema del debito, la Grecia inizia a contare più che sulle cifre o la fortuna, sui politici. Quelli che potrebbero dare davvero una mano al governo Tsipras per uscire dalla situazione di stallo con i suoi creditori - Fondo monetario internazionale (Fmi), Banca centrale europea (Bce) e Commissione europea- la cosiddetta Troika.
DIPLOMAZIE AL LAVORO. A dare il suo contributo è il cancelliere austriaco Werner Faymann, che dopo un lungo colloquio preparatorio con il presidente dell'esecutivo Ue Jean-Claude Juncker, è volato in Grecia nel ruolo di 'ambasciatore di pace'.
Arrivato il 17 giugno mattina ad Atene per incontrare il primo ministro Alexis Tsipras, Faymann ha dichiarato all'emittente austriaca Orf che alla Grecia dovrebbe essere dato più sostegno vista l'entità del danno subito dal suo popolo sin dall'inizio della crisi del debito. «Io sto dalla parte del popolo greco al quale, in questa situazione difficile, vengono fatte proposte dannose per la società», ha detto criticando alcune misure che i creditori stanno cercando di imporre al Paese.
«So che ci sono state una serie di proposte, anche da parte delle istituzioni, che io stesso non trovo appropriate», ha dichiarato il cancelliere austriaco riferendosi al fatto che «con l'alta disoccupazione e il 30-40% di cittadini senza assicurazione sanitaria, alzare l'Iva sui farmaci», non è una misura che «la gente, in questa difficile situazione può capire».
TSIPRAS NON HA PAURA DI DIRE NO. Per questo motivo lo stesso Tsipras, dopo l'incontro con il cancelliere austriaco, ha aggiunto di non avere paura di prendere decisioni difficili e ha spiegato che sui tagli alle pensioni non si può fare di più: la proposta greca elimina gradualmente l'opzione del pensionamento anticipato da 2016 - ha precisato - e genererà risparmi aggiuntivi per 2,5 miliardi nel periodo 2016-2022.
Per il premier greco ottenere risparmi per 1,8 miliardi nel 2016 solo dai tagli alle pensioni non è possibile mentre la proposta greca porterà risparmi per 300 milioni. «La richiesta di reperire risparmi con tagli alle pensioni è incomprensibile», ha aggiunto, «se i leader europei insistono su questa incomprensibile richiesta, si assumeranno il costo di conseguenze che non porteranno benefici a nessuno».

A rendere più complicata la situazione è proprio l'incapacità di capire. E soprattutto di comunicare da parte di entrambe le parti. «La nostra proposta assicura che centreremo gli obiettivi di bilancio fissati dalle istituzioni per il 2015 e 2016», ha ribadito Tsipras il 17 giugno.
JUNCKER PROGE L'ALTRA GUANCIA. Sempre il 17 giugno, però, il presidente Juncker aveva accusato il governo greco di non informare correttamente la sua gente su ciò che viene loro richiesto dalla Troika. Salvo poi in mattinata fare una ulteriore apertura: Juncker starebbe per fare un nuovo intervento nel tentativo di aiutare il governo greco e i suoi creditori a raggiungere un accordo. Lo riferisce l'edizione online del quotidiano ateniese To Vima citando informazioni riprese da euro2day.gr e confermate da Bruxelles. Secondo tali informazioni, Juncker dovrebbe fare una telefonata a Tsipras questo pomeriggio. Insomma Juncker con Tsipras usa bastone e carota.
Per questo anche Faymann nonostante il supporto dato al governo Tsipras, ha sottolineato che la Grecia deve rispettare gli impegni assunti con il suo piano di salvataggio in corso, citando la necessità di «combattere le frodi» e implementare «un sistema fiscale equo in cui tutti pagano le tasse e non solo con aliquote basse».
EVITARE LA CATASTROFE. In questi ultimi giorni di negoziato, l'obiettivo dei mediatori è limitare lo scontro perché ora «la priorità», ha ribadito Faymann «è quella di evitare una catastrofe».
Il politico austriaco, chiamato a svolgere il ruolo del paciere, ha infatti intenzione di dare il proprio supporto per convincere Tsipras a raggiungere un accordo, e scongiurare il mancato pagamaneto da parte della Grecia di 1,6 miliardi al Fondo monetario internazionale il 30 giugno.
Impresa ardua, visto che il 16 giugno Tsipras ha accusato proprio l'Fmi di avere una «responsabilità penale» per la crisi. Un attacco condannato dai negoziatori, che rischia di far saltare tutto.
Ma a mettere in guardia ancora una volta dal rischio di una rottura definitiva non è solo l'attuale presidente della Bce Mario Draghi: «Tutti gli attori devono correre l'ultimo miglio», ma anche l'ex presidente Jean-Claude Trichet, perchè l'ipotesi di un Grexit: «Sarebbe la soluzione peggiore per i greci. E chi pensa che sarebbe meglio per l'Europa, dal mio punto di vista, è naif», ha detto il banchiere francese. Il pericolo maggiore sono infatti le conseguenze gepolitiche: «Se in Grecia si andasse verso uno sviluppo catastrofico, l'Europa avrebbe dimostrato a tutto il mondo che ha fallito nell'assicurare ordine e stabilità nella propria regione».

Nonostante quindi le critiche rivolte in questi ultimi giorni al governo ellenico, di 'spingitori' e 'ambasciatori' per la causa greca ce ne sono tanti. E non solo in Europa.
Il 16 giugno il segretario del Tesoro americano Jack Lew ha telefonato a Tsipras per convincerlo a raggiungere un «compromesso pragmatico» con le parti in causa, a partire proprio dal Fmi.
VAROUFAKIS INCONTRA GURRIA. Intanto il ministro delle Finanze greco Yanis Varoufakis nel pomeriggio del 17 giugno incontra a Parigi il segretario generale dell'Organizzazione per la cooperazione economica e lo sviluppo (Ocse), Angel Gurria. Lo riferisce l'agenzia Ana-Mpa citando un comunicato del ministero delle Finanze ellenico secondo il quale Varoufakis e Gurria discuteranno di numerose questioni tra cui le riforme nella vendita al dettaglio, l'edilizia, il sistema bancario, il mercato del lavoro, le commissioni statali e i meccanismi per combattere la corruzione.
Secondo il comunicato, «data la volontà del governo di Atene di fare riforme profonde in collaborazione con le istituzioni internazionali che hanno la competenza e la capacità di monitorare la loro attuazione e che stanno aiutando la politica di riforme del governo, l'incontro del ministro con il Segretario Generale avviene in un momento cruciale del percorso di riforma del Paese».
Dopo la tappa a Parigi per incontrare Gurria, Varoufakis si recherà a Lussemburgo per prendere parte all'Eurogruppo, da cui arrivano già le prime puntualizzazioni: «L'Eurogruppo di domani prenderà atto della situazione, considerando che il programma scade tra 13 giorni i ministri riaffermeranno che la palla è davvero nel campo di Atene», riferiscono fonti Ue, spiegando che la riunione sulla Grecia dovrebbe durare molto poco, non essendoci nulla da discutere al momento. Perché il momento delle discussioni sembra ormai finito.

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