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DIVISIONI 17 Giugno Giu 2015 1453 17 giugno 2015

L'Ungheria vuole costruire un muro contro gli immigrati

Budapest contro i migranti: sarà alzato ai confini con la Serbia.

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Se non c'è il mare a ostacolare l'arrivo dei migranti, ci saranno gli steccati. 'Costruiremo un muro ai confini con la Serbia per tenere fuori i migranti', ha detto il 17 giugno il ministro degli esteri ungherese Peter Szijjart.
In Ungheria da mesi l'opzione è sul tavolo. Altro che accordo europeo per la gestione dei rifugiati e sistema della quote di relocation, il governo Orban sta studiando il modo per arginare l'arrivo di migliaia di kosovari che attraverso la Serbia arrivano in Ungheria, che rappresenta il primo baluardo dell'Ue, raggiungibile attraverso una passeggiata tra i boschi col favore della notte.
Sono i cosiddetti immigrati economici che scappano dal Kosovo a causa della crisi in cerca di un lavoro. Ma dal confine con la Serbia arrivano anche migliaia di siriani e curdi in fuga dalla repressione e dalla guerra.

La solidarietà di Orban: parla di muri anti-migranti e di uso della forza militare

Il premier ungherese Viktor Orban.

A Budapest però le parole accoglienza e solidarietà non solo nell'agenda del governo. «L'Unione europea deve proteggere i suoi confini contro l'immigrazione a fare anche uso della forza militare, perché non ha bisogno di nuovi migranti», sono state le parole del primo ministro ungherese Viktor Orban all'indomani del summit Ue sull'immigrazione convocato d'urgenza dopo la morte di centinaia di migranti nel Mar Mediterraneo.
«I confini dell'Europa devono essere protetti. Non possiamo essere come un pezzo di formaggio con i buchi attarverso i quali gli immigrati passano», ha ribadito più volte Orban. Che ha già bocciato il piano sull'immigrazione proposto dalla Commissione europea, che dovrebbe essere votato dagli Stati membri durante il summit Ue del 25-26 giugno.
BARRIERA ALTA 4 METRI LUNGO IL CONFINE SERBO. L'annuncio del ministro degli Esteri fa riferimento alla costruzione di una barriera alta 4 metri lungo la frontiera con la Serbia, per un tracciato di 175 chilometri. Lo scopo dichiarato è quello di bloccare il flusso crescente di migranti lungo la cosiddetta 'rotta dei Balcani' verso l'Europa occidentale.
Szijjarto ha informato che il primo luglio ci sarà una consultazione con Belgrado su questo progetto.
Il ministero degli Interni di Budapest dovrà intanto predisporre le tappe di costruzione dell'opera entro mercoledì. Secondo il governo Orban, l'Ungheria non viola nessun regolamento o convenzione internazionale con questa misura. Budapest osserva del resto che ci sono esempi di iniziative analoghe sulla frontiera fra Grecia e Turchia o in Spagna nelle enclavi del Nordafrica. Il governo sottolinea infine di avere su questo progetto «il consenso della popolazione» magiara.
Nel 2014 in Ungheria sono arrivate oltre 50 mila persone secondo le stime. E il timore più grande del governo ungherese è che i migranti, molti dei quali entrano Ungheria solo per raggiungere gli Stati più sviluppati dell'Europa occidentale, scelgano alla fine di rimanere nel Paese.
Per evitarlo l'unica soluzione sembra quindi quella di costruire un muro. E tornare così indietro di un trentennio.
LA RECINZIONE CON L'AUSTRIA. Eppure la rimozione della recinzione di 240 chilometri che segnava il confine tra l'Ungheria e l'Austria fu nel maggio del 1989 uno degli eventi storici più importanti durante la Guerra Fredda. Uno dei primi segnali dello sgretolamento della Cortina di ferro, che il 19 agosto permise a oltre 900 tedeschi dell'Est di passare il confine e fuggire in Austria.
Sono passati 26 anni e in Ungheria si ritorna a parlare di muri e recinzioni, questa volta però non per impedire a qualcuno di scappare, ma di arrivare.

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