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POLEMICA 17 Giugno Giu 2015 1528 17 giugno 2015

Olio di palma, Royal anti-Nutella: e i cibi francesi?

La ministra di Hollande attacca la Nutella. Ma dimentica i prodotti d'Oltralpe con grasso tropicale: Mikado, Tuc e Chockénut. E Agnese Renzi le disobbedisce.

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Il ministro francese dell'Ecologia Ségolène Royal.

Passi per i migranti respinti dalla Francia a Ventimiglia.
E per lo sbandierato accordo di Chambery che ha indignato sì, ma solo i soliti «buonisti».
Nessuno però tocchi la Nutella, vero tesoro nazionale.
CROCIATA E SCUSE. La crociata di Ségolène Royal, ministro socialista dell'Ecologia, contro la nostra crema spalmabile ha scatenato l'orgoglio nazionalista.
«Contiene olio di palma corresponsabile della deforestazione», ha detto Ségò durante una trasmissione televisiva. Salvo poi scusarsi su Twitter per la polemica innescata.

GARANTISCE FERRERO. Apriti cielo: immediata è arrivata la risposta di Ferrero che ha assicurato di utilizzare «al 100% olio di palma certificato sostenibile per i suoi prodotti confezionati a Villers-Ecalles».
Per quanto possa valere la certificazione del Rspo, Roundtable on Sustainable Palm, del quale fanno parte anche molti produttori dell'olio di palma.
AGNESE CI MANGIA SU. E mentre sugli scogli italo-francesi non si è visto alcun ministro o sottosegretario, la nostra first lady donna Agnese ha pensato di rispondere alla socialista facendosi immortalare con figlia nel padiglione Nutella a Expo (foto). Nell'atto di ordinare una crêpe ripiena.

Agnese Renzi e figlia nel padiglione Expo di Nutella.


L'unico, gli va dato atto, a mantenere una certa coerenza è stato Matteo Salvini.
Che si tratti di rom, immigrati o francesi anti-Nutella, la sua risposta è sempre la stessa: «Ruspa».
Al grido di: «Nutella libera».
Anche se poi appoggia - e come poteva essere altrimenti dopo il patto in Europa stretto con Marine Le Pen e l'olandese Geert Wilders - la fermezza transalpina alle frontiere.

Detto questo, Sègo, paladina delle foreste tropicali e degli oranghi che rischiano l'estinzione a causa della deforestazione, dimentica di guardare in casa sua. Dove l'olio di palma non è certo stato 'debellato'.
Anche se da anni, Oltralpe è in corso una battaglia contro questo grasso vegetale.
Nel 2012, per esempio, fece discutere la proposta di aumentare del 300% la tassa sull'olio di palma.
Una misura che avrebbe interessato - sebbene in modo limitato visto che si calcolò un aumento di 3 centesimi a barattolo - anche la Nutella.
Tanto che i più belligeranti, esagerando, cominciarono a parlare tout court di Nutella Tax.
ARIA DI PROTEZIONISMO? Viene poi il dubbio, a voler essere complottisti, che la crociata di Royal faccia parte di una strategia protezionistica.
Che i francesi vadano pazzi per la Nutella è noto: secondo alcune stime del 2012 i nostri cugini sono i primi consumatori della crema.
Tradotto in numeri, sulle loro tavole finiscono 100 milioni di vasi l'anno, 75 mila tonnellate contro le 50 mila spalmate dagli italiani.

Diversi marchi francesi affogano nell'huile de palme

Dunque va bene prendersela con Ferrero, ma perché Royal non attacca altri marchi francesi come la Lu che produce anche i Mikado e i Tuc, tanto per intenderci?
Bene: nei Tuc Krek, dal sito della società, sono contenuti: «farina di frumento, olio di palma, amido di mais, zucchero, fecola di patate, sciroppo di glucosio-fruttosio, sale, agenti lievitanti (carbonati di ammonio, fosfati di calcio, carbonati di sodio)». Lo stesso vale per i Tuc original.

Nei Mikado ci sono olio di palma e di cocco; mentre tra gli ingredienti dei biscotti Prince, presenti anche sui nostri scaffali, si trovano olio di palma, girasole e colza.
PASSO INDIETRO DI CARREFOUR. E non è tutto. La numero tre dell'Eliseo forse dovrebbe ricordare che fino a ieri i prodotti a marchio Carrefour, dunque francesi, contenevano olio di palma.
Solo a marzo 2015 il gruppo ha deciso che in quelli destinati al mercato italiano sosituirà questo grasso con olio di girasole e mais.
In tutto il mondo però la sostituzione dell'olio di palma sarà progressiva e terminerà nel 2020.
OCCHIO ALLA GDO. Auchan, invece, altra catena francese, non ci ha rinunciato. Si prendano, tanto per fare un esempio, i biscotti con farina di riso e latte. Come riporta Openfoodfacts, sito che pubblica le etichette, anche'essi non sono olio di palma free.
Lo stesso vale per il Musli targato Leclerc e pure per una crema alle nocciole spalmabile per di più Bio: la Chockénut che, in compenso, è senza latte e senza lecitina.

L'etichetta del Muesli Leclerc.

Gli esempi di prodotti francesi contenenti l'olio tropicale potrebbero continuare.
E madame Royal non ha che l'imbarazzo della scelta per cominciare una nuova crociata.

Twitter @franzic76

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