Grecia:Ue,no dubbi su pagamento a Fmi
INFRAZIONI 18 Giugno Giu 2015 1849 18 giugno 2015

La Commissione europea batte cassa e chiede alla Grecia 30 mila euro al giorno

L'esecutivo deferisce Atene alla Corte di giustizia: multa di 30 mila euro al giorno.

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da Bruxelles

Altro che ristrutturazione del debito, altro che estensione del programma di salvataggio. Il 18 giugno la Commissione europea più che dare altri soldi alla Grecia ha deciso di chidergliene in cambio.
L'esecutivo Ue ha infatti deferito Atene alla Corte di giustizia dell'Ue «per il mancato recepimento della direttiva sull'efficienza energetica» e ha proposto una «penalità di mora giornaliera pari a 29.145,60 euro sino a quando lo Stato membro non si sarà messo in regola», scrive l'esecutivo comunitario.
Così nell'Unione europea dove le contraddizioni sono all'ordine del giorno, il 18 giugno, mentre a Lussemburgo i 19 ministri delle Finanze dell'Eurozona sono riuniti per trovare un accordo con il governo ellenico e scongiurare il mancato pagamento di 1,6 miliardi al Fondo monetario internazionale in scadenza il 30 giugno, a Bruxelles la Commissione, uno dei creditori di Atene insieme con la Bce e il Fmi, inserisce la Grecia nel Pacchetto di infrazioni del mese di giugno, e batte cassa dopo aver avviato un'azione legale nei suoi confronti per inadempimento degli obblighi previsti dal diritto dell'Ue.

Gli Stati membri erano tenuti a recepire gli obblighi della direttiva entro il 5 giugno 2014

Una decisione amministrativa slegata dal negoziato in corso tra Atene e le istituzioni della Troika, ma che fa comunque sorridere viste le difficoltà economico-finanziarie del Paese, che non fanno certo sperare in un pagamento immediato.
Secondo la direttiva non rispettata dalla Grecia, gli Stati membri devono conseguire determinati obiettivi di risparmio energetico nel periodo tra l'1 gennaio 2014 e il 31 dicembre 2020 attraverso regimi obbligatori di efficienza energetica o attraverso altre misure politiche intese a promuovere miglioramenti dell'efficienza energetica in ambito domestico, nell'edilizia, nell'industria e nei trasporti.
Gli Stati membri erano tenuti a recepire gli obblighi della direttiva entro il 5 giugno 2014. Nel febbraio 2015 la Commissione ha inviato un parere motivato alla Grecia, chiedendole di comunicare tutte le misure di recepimento della direttiva sull'efficienza energetica. Ma non avendo ricevuto risposta ha avviato l'azione legale e il deferimento alla Corte di Giustizia. Che ora, dovrà decidere se confermare la tesi della Commissione. Se così fosse la penalità di mora giornaliera di circa 30 mila euro, «dovrà essere corrisposta dalla data della sentenza o da una data successiva fissata dalla Corte fino alla conclusione del recepimento», scrive l'esecutivo Ue. Insomma piove sempre sul bagnato.

Twitter: @antodem

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