NOMINE 20 Giugno Giu 2015 1500 20 giugno 2015

Quirinale, chi sono i nuovi consulenti di Mattarella

Bianco e Corazza le ultime arrivate. Pochi tecnici, tanti amici targati Dc (foto). Così al Colle rispunta la Balena bianca. Tra renziani e amici d'infanzia di Letta.

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Un'economista di profilo internazionale della Banca d'Italia e una giovane accademica, esperta di Diritto del lavoro, nuove consulenti del capo di Stato Sergio Mattarella (foto).
Magda Bianco, 55 anni, bergamasca, specializzata alla London School of Economics, membro della Commissione pari opportunità di Bankitalia dove è entrata nel 1989, da qualche settimana consiglia il Quirinale per le questioni economiche.
Luisa Corazza, classe 1970, ricercatrice all'ateneo di Bologna e a Berkeley, negli Usa, prima della cattedra da ordinario all'Università del Molise, segue invece per il presidente le tematiche sociali. Ma andranno d'accordo?
INDUSTRIA E FINANZA. Bianco si occupa di capitale e mercati, ha scritto L’industria italiana, farsi un’idea (Il Mulino, 2003), a onor del vero non aggiornato alla crisi globale, ma è nel Comitato per la corporate governance dell'Ocse (Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo economico), i cosiddetti poteri forti, e durante il governo Monti è stata consigliera economica del ministro della Giustizia Paola Severino.
SU MONTI E JOBS ACT. Corazza è invece autrice di numerosi articoli su riviste nazionali e internazionali, in materia di conflitti collettivi e tutele del lavoro, non ultime le analisi recenti sul Jobs act di Matteo Renzi.
È per il reddito minimo garantito, ha criticato il governo Monti in diversi scritti, vedi Dietro il programma Monti sul lavoro la solita illusione (2013), Osservazioni critiche sulla riforma Fornero (2012).
E a proposito dei giovani poi etichettati come choosy, nel 2011 si interrogava: Generazione flessibile o tradita?

Corazza renziana con riserva: le donne del team presidenziale

Le ultime due alte nomine del Quirinale sono tecniche, come quella del prefetto Emilia Mazzuca, 58enne scelta da Mattarella consigliere e direttrice dell'Ufficio presidenziale per gli Affari interni.
O come quella dell'ex ambasciatrice italiana in Croazia Emanuela D'Alessandro, classe 1960, prima consigliera donna chiamata dal capo di Stato per gli Affari diplomatici.
Corazza e Bianco, questo sì, sono accomunate dallo studio e anche dall'impegno per le pari opportunità nell'economia e nel lavoro.
TECNICA RENZIANA. Corazza in particolare è il volto più giovane del nuovo team del Colle, renzianamente critica verso le politiche sindacali di difesa del passato e convinta della necessità di riforme, anche incisive, in materia di contratti del lavoro e welfare («la tutela dei lavoratori precari passa necessariamente per un ripensamento profondo del nostro sistema di welfare» scrive), nell'ottica della semplificazione e della flexsecurity.
E però è fermamente contraria al contratto unico: «L'idea di ricondurre tutte le forme contrattuali esistenti ad un unico schema regolativo, dalle tutele tendenzialmente crescenti nel corso del rapporto di lavoro, appare per la verità un po’ astratta, come se nascesse da modelli accademici più che dall’esperienza del mercato del lavoro reale», ha chiosato negli ultimi articoli di generale apprezzamento sul Jobsact, ma con qualche perplessità.
LA RETROGUARDIA DC. Gli altri stretti collaboratori, scelti da Mattarella subito dopo l'elezione, sono invece figure politiche e istituzionali attinte, in larga parte, dal solco della dc morotea di Aldo Moro dove il successore di Giorgio Napolitano militava, prima che la cosiddetta sinistra democristiana sfociasse nel Ppi e infine nel Pd nella quale - eccezion fatta della cattocomunista Rosy Bindi - da Dario Franceschini a Beppe Fioroni, anche Renzi ha diversi capibastone.

Dalla vecchia sinistra Dc al Colle: i fedelissimi di Mattarella

Dalla gauche della vecchia Balena bianca provengono l'attuale direttore dell'Ufficio di Segreteria del presidente e suo consigliere Simone Guerrini, 52 anni pisano e, aihmè per Renzi, amico d'infanzia di Enrico Letta.
L'ex capo dei Giovani Dc ed ex capo della Segreteria dell'allora ministro della Difesa Mattarella è rientrato nei palazzi della politica dopo anni di incarichi apicali in Finmeccanica.
Portavoce di Mattarella, alla fine degli Anni 90, c'era anche Gianfranco Astori, classe 1948, deputato Dc per tre legislature e sottosegretario ai Beni culturali in quattro governi (da Goria all’ultimo gabinetto Andreotti), ex direttore dell'agenzia Asca di area cattolica, salito anche lui nel 2015 al Colle come consigliere per l'Informazione durante il settennato.
LA TRIADE EX DC. Portavoce e direttore dell'Ufficio stampa del Quirinale è invece stato nominato Giovanni Grasso, 53enne giornalista di Avvenire ed autore di una biografia del fratello del presidente ucciso dalla mafia, Piersanti Mattarella.
Tre fedelissimi dell'attuale Capo di Stato e nomi annunciati del totonomine. Così è stato anche per la segretaria particolare di Mattarella, Leandra Tobini, che da oltre 20 anni segue e organizza la sua agenda.
E soprattutto per il numero uno degli amministrativi del Colle, il segretario generale del Quirinale Ugo Zampetti, 65 enne, per 15 anni potentissimo segretario generale della Camera dei deputati, nonché giurista allievo dell'ex presidente della Corte costituzionale Leopoldo Elia, di area popolare e grande amico di Mattarella.
ZAMPETTI E CABRAS. Altra nomina di profilo scontata era quella di Daniele Cabras, 53enne funzionario statale di lungo corso ed ex consigliere giuridico di Mattarella, figlio dell'ex senatore Dc Paolo Cabras, adesso direttore della Segreteria generale del Quirinale.
Sorpresa invece per la scelta di uno dei consiglieri militari del Colle. Circolava con insistenza il nome dell'ex ministro montiano della Difesa e ammiraglio Giampaolo di Paola, invece il nuovo presidente ha preferito il generale dell'aeronautica Roberto Corsini, 61 anni, comandante nella Prima guerra del Golfo e nelle operazioni militari in Kosovo e in Bosnia.
Sarà lui il braccio destro del generale Rolando Mosca Moschini, 75enne consigliere per il Consiglio supremo di Difesa, già nella squadra di Napolitano.

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