Alexis Tsipras Matteo 150203191436
PALAZZO CHIGI 20 Giugno Giu 2015 1655 20 giugno 2015

Renzi: «Vogliamo la Grecia nell'Ue, ma Atene faccia il suo»

Il premier: «Tutti la vogliamo nell'Ue, ma devono fare le riforme».

  • ...

Alexis Tsipras e Matteo Renzi.

Amici sì, ma a una condizione. L'Italia vuole che la Grecia rimanga nell'Unione europea, ma Atene deve fare le riforme. Il premier Matteo Renzi è tornato a ribadire il suo messaggio al collega Alexis Tsipras il 20 giugno, in una enews in cui ha parlato anche di temi di politica interna, immigrazione e ripresa.
«DAREMO UNA MANO». «Tutti stiamo lavorando per dare una mano al governo Tsipras», ha scritto il presidente del Consiglio. «L'impegno europeo, tuttavia, deve essere accompagnato da uno sforzo vero di riforme che Atene può e deve fare. Noi vogliamo che la Grecia resti nell'Euro e stiamo facendo di tutto perché ciò si verifichi. Anche i greci devono, però, fare la loro parte». Renzi resta un alleato di Tsipras, e nessuno in Europa si augura la Grexit, ma per Atene, sempre più in crisi di liquidità, è arrivato il momento della verità.
D'altra parte, per il primo ministro italiano, c'è solo una strada per sconfiggere il populismo e l'antipolitca, ed è «fare le riforme. Farle presto, farle bene, farle tutte. E su questo non ci fermeremo mai».
IMMIGRAZIONE: «NON POSSIAMO FARE TUTTO DA SOLI». A preoccupare il premier, nei giorni della vertenza con la Francia alla frontiera tra Ventimiglia e Mentone, è anche la questione immigrazione: «Ogni volta che un italiano salva una vita sono sempre più orgoglioso di essere alla guida di un Paese che sta scrivendo una pagina di civiltà in mezzo a tanta demagogia. Ma che non può fare tutto da solo. Ne parleremo al consiglio europeo di venerdì 26 e anche all'Expo domani durante un incontro con François Hollande».
Agenda fitta, quella di Palazzo Chigi, alle prese anche con una ripresa che c'è ma non è ancora abbastanza: «I segnali sono molteplici, ma non sono ancora contento. L'Italia è sulla buona strada, ma deve ancora liberarsi da vincoli e paure».
SCUOLA: «BLOCCANO IL DDL E POI CI ACCUSANO». E con problemi interni anche al Pd, come il ddl scuola e i suoi 3.000 emendamenti che fanno temere un rinvio dell'assunzione di 100 mila insegnanti precari: «Chi è contrario cerca di bloccare la riforma in parlamento con migliaia di emendamenti, per impedirne l'approvazione, salvo poi accusare il governo di non voler fare le assunzioni. Non siamo noi che vogliamo fermarci, ma le assunzioni hanno senso solo se cambiamo la scuola, se c'è un nuovo modello organizzative».
Sul fisco, invece, «sono pronti sei decreti legislativi che porteremo martedì in consiglio dei ministri e che cambieranno profondamente il rapporto tra cittadini e Stato. Soprattutto per le aziende, all'inizio. Ma in prospettiva anche per i cittadini».

Articoli Correlati

Potresti esserti perso