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GUAI A SINISTRA 22 Giugno Giu 2015 1808 22 giugno 2015

Roma, Orfini sotto protezione: Pd nel caos Marino

Tutela per il commissario. Assessori in fuga. Dossier in arrivo. Il momentaccio del partito.

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Matteo Orfini.

Che la situazione nel Partito democratico romano fosse poco controllabile era certo.
Il dossier di Fabrizio Barca ha giudicato «dannosi» 27 circoli su 81, provocando una levata di scudi, tanto che il commissario del Pd capitolino Matteo Orfini ha dovuto riconoscere la possibilità di «errori di valutazione».
Lo «dicono in molti», ha spiegato il presidente dem.
«Sicuramente è così. Per questo Barca ha ascoltato tutti quelli che avevano obiezioni da fare e sta valutando correzioni. È la prima volta che si tenta una valutazione di questo tipo, ci sta che si possa incappare in qualche sbaglio».
REBUS TESSERE FALSE. Sul tavolo di Orfini sta per arrivare anche un altro dossier a cui hanno lavorato per sei mesi almeno 60 giovani democratici.
Hanno telefonato agli iscritti romani per verificare l'autenticità delle tessere.
I numeri trapelati finora - una tessera falsa su 10 e circa il 50% dubbie - non sarebbero veritieri, assicura a Lettera43.it Guido Staffieri, coordinatore dei giovani dem di Roma.
MARINO MARINATO. Al Campidoglio, il sindaco Ignazio Marino è sempre più accerchiato.
Da un lato, il ministro delle Riforme Maria Elena Boschi ha sentenziato: «La sua onestà non basta. E se sarà necessario procederemo con lo scioglimento del Comune», delegando l'ultima decisione alla relazione del prefetto Franco Gabrielli.
Sulla stessa lunghezza d'onda la vice segretaria Debora Serracchiani: «Il destino del sindaco Marino? Il punto è chiaro: Marino ha il merito della discontinuità, ha bloccato il circolo vizioso del malaffare e toccato molti interessi cercando di raddrizzare il governo della città. Credo all' onestà di Marino. Ora però l'amministrazione romana ha bisogno di fare un salto di qualità», ha dichiarato a Il Messaggero.
ASSESSORI IN FUGA. Dall'altra parte è cominciato il fuggi fuggi degli assessori.
Solo domenica sera Orfini assicurava: «Non c'è l'intenzione dei due assessori Improta e Scozzese di dimettersi».
Di più: «Sono solidamente al loro posto e stanno facendo il loro lavoro. Faremo il punto insieme dopo la relazione di Gabrielli».
Peccato che lunedì, il titolare dei Trasport Improta, uomo vicino a Renzi, abbia lasciato la poltrona.
«La mia esperienza era a termine e questa era una cosa nota e l'avevo detto in tempi non sospetti: aderisco alla richiesta del presidente Orfini e del vicepresidente nazionale Serracchiani a non far assumere significato politico a una scelta personale», ha commentato. «Sono stati due anni molto belli ma anche faticosi: ringrazio il sindaco per l'esperienza che non era prevista ma so di lasciare meno problemi di quelli che ho trovato».
ORFINI SOTTO PROTEZIONE. Problemi che invece pare avere il commissario Orfini al quale è persino stata assegnata una protezione per la battaglia che sta conducendo contro la mafia e la criminalità romana e nel litorale di Ostia.
Non ci sono state minacce precise, la motivazione è «eccesso di esposizione».
«Nulla di strano», spiega a Lettera43.it Pietro Colapietro, sindacalista del Silp, il sindacato dei lavoratori di polizia che fa capo alla Cgil. «Del resto Orfini parla più di Marino».
NON È SCORTA IN SENSO STRETTO. Non si tratta, va detto, di una scorta in senso stretto, ma di una tutela, cioè della presenza al fianco di Orfini di un solo agente.
A valutarne la necessità e l'opportunità sono i comitati per l'ordine e la sicurezza pubblica istituiti presso la prefettura e composti da questore, sindaco, e dai comandanti provinciali dei carabinieri, della guardia di finanza e del corpo forestale.
«Le valutazioni», continua Colapietro, «sono accurate e prettamente tecniche». Insomma, con la carenza di uomini e mezzi, non si concedono scorte e tutele senza che siano necessarie.

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