Family Gender 150622121156
MOBILITAZIONE 22 Giugno Giu 2015 1229 22 giugno 2015

Teoria del gender, la petizione è una bufala

Catena di messaggi contro il ddl Fedeli: cliccando sul link si firma in automatico.

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Cosa non si fa per una firma? Bisognerebbe rivolgere la domanda ai sostenitori dell'esistenza delle teorie gender e all'associazione ProVita, tra i promotori del Family day.
C'è un messaggio, infatti, che circola su Whatsapp, tra i gruppi di mamme di asili e elementari, che lancia un allarme inquietante: «In questi giorni i piani alti vogliono approvare una legge che prevede l'inizio da SETTEMBRE 2015 dei corsi gender nelle scuole dei nostri bambini (...) La loro astuzia sta nel non informarci (...) e soprattutto nell'avere sempre la scusa dell'omofobia per attaccarci».
«MASTURBAZIONE DA 4 A 6 ANNI». «Cosa prevede un corso gender?», è scritto nella catena arrivata anche a Lettera43.it. «Da 0 a 4 anni masturbazione infantile precoce. Da 4 a 6 anni masturbazione, il mio corpo appartiene a me, la consapevolezza dei propri diritti sessuali. Dai 6 ai 9 anni: masturbazione e autostimolazione, rapporti sessuali, diversi metodi di contraccettivi, scelte alternative per evitare la gravidanza, l'abuso. Dai 9 a 12 anni: masturbazione-eiaculazione (dimensione del pene-seno-vulva), utilizzo dei preservativi...».
Per finire con il «diritto all'aborto» e la «pornografia» per i 15enni. Questo programma, secondo chi ha dato il via alla catena, sarebbe nientemeno che un «estratto del ddl Fedeli», il disegno di legge sull'insegnamento di genere presentato dalla vicepresidente del Senato.

L'inizio del messaggio sui corsi gender. 

In realtà il disegno di legge sulla «Introduzione dell’educazione di genere e della prospettiva di genere nelle attività e nei materiali didattici delle scuole del sistema nazionale di istruzione e nelle università» (qui il testo completo) prevede semplicemente all'articolo 1 comma 1 di «adottare i provvedimenti necessari a integrare l’offerta formativa dei curricoli scolastici di ogni ordine e grado con l’insegnamento a carattere interdisciplinare dell’educazione di genere finalizzato alla crescita educativa, culturale ed emotiva, per la realizzazione dei princìpi di eguaglianza, pari opportunità e piena cittadinanza nella realtà sociale contemporanea».
IL TESTO DEL DDL È DIVERSO. E ancora, all'articolo 2, di introdurre «nei programmi scolastici di ogni ordine e grado, tenuto conto del livello cognitivo degli alunni, i temi dell’uguaglianza, delle pari opportunità, della piena cittadinanza delle persone, delle differenze di genere, dei ruoli non stereotipati, della soluzione non violenta dei conflitti nei rapporti interpersonali, della violenza contro le donne basata sul genere e del diritto all’integrità personale».
LA TEORIA DEL COMPLOTTO. L'Italia, insomma, si adegua in materia di parità e di diritti agli altri Paesi europei. Ma la bufala confezionata per gli smartphone, invece, suggerisce quasi che le maestre d'asilo insegneranno ai bambini a masturbarsi. Allude a una lobby potente: «Proteggi CHI CONFIDA IN TE (....) questi corsi, CHE RICEVONO MOLTI FINANZIAMENTI, sono mossi da gente che per avere più soldi è disposta a vendersi l'anima». Descrive una sorta di complotto: «I potenti giocano sporco... è ora di far sentire la nostra voce». E invita alla mobilitazione.

Il programma del corso gender così come descritto su Whatsapp.

E il bello viene a questo punto, perché alla fine il messaggio invita a firmare una petizione. E di seguito appare un link.
Peccato che il malcapitato che clicchi per leggere di cosa si tratta si veda apparire una schermata con la scritta: «Grazie per aver firmato».
E poi: «Invia messaggio su Whatsapp», con apposito tasto per rendere la bufala ancora più virale.
Il link riporta alla petizione «sull'educazione affettiva e sessuale nelle scuole» pubblicata dall'associazione ProVita, tra gli organizzatori del Family day, sul sito di campagne Citizengo.org.
SUL SITO IL TONO CAMBIA. Sul portale la petizione è presentata con parole più trattenute e in uno stile più formale. E chiede di riconoscere «il diritto prioritario della famiglia nell'educazione all'affettività e alla sessualità», di «spiegare (nelle scuole?) perché la Costituzione privilegi la famiglia come società naturale fondata sul matrimonio», di educare «alla differenza sessuale e di portare a riconoscere che l'attività sessuale non si riduce alla dimensione del piacere».
Posizioni discutibili, ma almeno non inventate di sana pianta. Ma si sa il mezzo è il messaggio. Ed evidentemente qualcuno considera le chat come terra perfetta per le bufale.

La schermata che ringrazia per aver firmato la petizione (appare dopo aver cliccato sul link che dovrebbe portare al testo della petizione)

Difficile credere che chi ha pubblicato la petizione non sia a conoscenza del sistema dei messaggi via Whatsapp che ottengono la firma con un clic su un link.
Sul sito Citizengo.org, un portale di matrice cattolica integralista, l'appello ha raccolto 89 mila firme. Quante di queste vengono dalle associazioni che hanno promosso o aderito alla petizione - tra le altre l'Associazione Italiana Genitori (AGe), l'Associazioni genitori delle scuole cattoliche (AGeSC), il Movimento per la vita e Giuristi per la vita - e quante sono state rastrellate con la bufala sulle chat?
NUMERI GONFIATI. A fine aprile l'associazione ProVita aveva annunciato di aver raggiunto oltre 180 mila adesioni e le aveva addirittura presentate al Quirinale.
Ma forse bisogna fare le stesse proporzioni dei numeri del Family day. Per gli organizzatori in piazza c'era 1 milione di persone, per il Viminale 400 mila.

  • La petizione pubblicata da ProVita sul sito Cizitengo.org.

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