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POLITICA 23 Giugno Giu 2015 1941 23 giugno 2015

Ddl Scuola, i contenuti del maxiemendamento

Riforma della Scuola, Renzi si toglie la grana precari: 100 mila posti a settembre. Ma slitta la chiamata diretta dei prof. Governo pone fiducia, Fassina lascia il Pd.

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Matteo Renzi e Stefania Giannini.

Assunzioni subito, ma con le vecchie norme. Col maxiemendamento presentato in commissione Istruzione al Senato, il premier Matteo Renzi prova a cavarsi dall'impiccio dei 100 mila posti promessi ai precari con la Buona Scuola, un punto su cui ha il premier ha fatto ripetutamente leva per invocare un lasciapassare sulla riforma a colpi di «o il ddl passa o via al turnover».
ASSUNZIONI SUBITO, MA PARTE DELLA RIFORMA SLITTA. La 'redentoria' promessa del premier, contenuta nel testo, è quella di far scattare dal primo di settembre 2015 la totalità delle assunzoni per i vincitori dell'ultimo concorso a posti (quello del 2012) e prevede un 'concorsone' per tutti gli altri che sarà bandito entro il primo dicembre.
Con un però: la novità delle assunzioni a chiamata diretta negli ambiti territoriali e nell'ambito delle reti di scuole sarà posticipata all'anno scolastico 2016-17. Stesso discorso per la chiamata diretta dei presidi-sindaci.
In soldoni soltanto una parte potrà coronare il sogno nella stessa provincia della graduatorie in cui si trova inserita. Se la proposta si trasformerà in legge, entro poche settimane oltre 50mila precari dovranno scegliere un'altra provincia o un'altra regione italiana e rimanere pronti ad un eventuale trasferimento a tempo di record.
LA MINORANZA DEM: «NESSUN PASSO AVANTI». «È un emendamento sostitutivo dell'intero testo che raccoglie quanto abbiamo ascoltato durante le audizioni fatte qui al Senato», ha difeso la relatrice del Pd Francesca Puglisi. «Alcuni punti rilevanti di miglioramento del testo ci sono. Per esempio viene migliorato l'equilibrio del comitato che deve stabilire i criteri per assegnare ai docenti la quota premiale». «Vogliamo - conclude - invitare le opposizioni e tutti i membri di commissione a leggere con attenzione questo emendamento».
Ma dalla minoranza dem Corradino Mineo ha già battaglia: «Non risolve nessuna delle questioni poste. L'organico dell’autonomia dovrebbe essere l'unico a dover sottostare alle regole della mobilità e della chiamata diretta, che invece verranno estese a tutti, anche se dal prossimo anno. La faccenda premiale, i 200 milioni dati ai professori, continuano ad essere nella mani di un comitato di valutazione gestito dal preside e da un gruppo di docenti che non ha alcuna esperienza. Tutti i miglioramenti di cui parlano non li vediamo».
TESTO AL SENATO IL 24 GIUGNO, IL 25 LA FIDUCIA.
Mercoledì 24 giugno è previsto che il testo approdi nell'Aula del Senato, senza l'ok della commissione Istruzione e senza i relatori: il termine per la presentazione degli emendamenti per l'Aula è fissato alle 19. E giovedì 25 sarà chiesta la fiducia e votato il provvedimento.

I punti centrali del maxiemendamento

100 MILA ASSUNZIONI DAL PRIMO SETTEMRE. Le circa 100 mila assunzioni previste dalla Buona scuola scatteranno tutte dal primo settembre 2015 e saranno appannaggio dei vincitori dell'ultimo concorso a posti - quello del 2012 - e degli inclusi nelle graduatorie ad esaurimento.
Per i precari di seconda fascia che rientrano nella sentenza della Corte di giustizia europea - che ha condannato l'Italia per abuso di precariato nella scuola - si aprono le porte di un concorso pubblico, da bandire entro il prossimo primo settembre, nel quale il servizio prestato per almeno 180 giorni verrà valorizzato attraverso un punteggio aggiuntivo.

«CONCORSONE» ENTRO IL 31 DICEMBRE PER GLI ALTRI POSTI. Il comma 113 del maxiemendamento prevede che il ministero dell'Istruzione dovrà bandire, «ferma restando la procedura autorizzatoria», entro il «primo dicembre 2015, un concorso per titoli ed esami per l'assunzione a tempo indeterminato di personale docente per le istituzioni scolastiche ed educative statali», per la «copertura, nei limiti delle risorse finanziarie disponibili, di tutti i posti vacanti e disponibili nell'organico dell'autonomia, nonché per i posti che si rendano tali nel triennio». Lo prevede il comma 113 del maxiemendamento al ddl.

NESSUN INCARICO A TEMPO PER I PRESIDI. I dirigenti scolastici saranno giudicati in base al miglioramento formativo e scolastico degli studenti, sulla direzione unitaria della scuola, le competenze gestionali e organizzative e la valorizzazione dei meriti del personale dell’istituto. Per la loro valutazione, per il triennio 2016-2018, potranno essere affidati incarichi ispettivi a tecnici del ministero dell’Istruzione. Non è stata inserita nel testo l’ipotesi di cui si era parlato nei giorni scorsi di un incarico a tempo per i dirigenti.

MEMBRO ESTERNO PER VALUTARE I PROF. Sarà il preside a valutare i neo immessi in ruolo, sentito il parere del Comitato di valutazione che nascerà in ogni scuola (misura a cui sono destinati 40 milioni annui). Prenderà il via dal prossimo anno scolastico, il 2015/2016, invece la valorizzazione del merito degli insegnanti, cui sono destinati 200 milioni all'anno. E sarà sempre il preside-sceriffo, sulla base dei criteri confezionati dal Comitato di valutazione, a distribuire i premi agli insegnanti «migliori». Il Comitato sarà presieduto dal dirigente scolastico.
All'interno dello stesso comitato di valutazione dei professori, presieduto dal dirigente scolastico, i docenti dell’istituto scolastico salgono da due a quattro. Rimane la presenza di due genitori e uno studente, ma viene aggiunto anche un «componente esterno individuato dall'Ufficio scolastico regionale tra docenti, dirigenti scolastici e dirigenti tecnici».

TETTO ALLO SCHOOL BONUS DI 100 MILA EURO. Restano le detrazioni fiscali per le famiglie che optano per le scuole paritarie e la possibilità di donare finanziamenti liberali alle scuole: statali e paritarie. Viene però introdotto, accogliendo le richieste di opposizioni e minoranza Pd, un tetto di 100 mila euro per le erogazioni liberali alle scuole fatte da privati o associazioni e un fondo perequativo da destinare agli istituti che ricevono meno donazioni volontarie rispetto alla media nazionale.

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