Pontida 150619114045
INCONTRO 23 Giugno Giu 2015 0700 23 giugno 2015

Salvini ad Arcore: Lega protagonista a casa Berlusconi

L'altro Matteo a cena da Silvio. Grazie a un Carroccio capofila, non più gregario. L'ex Cav: «Soli contro Renzi perdete». I padani: «Conquisteremo i voti grillini».

  • ...

Matteo Salvini, dal dicembre 2013 segretario federale della Lega Nord.

Consumata la rottamazione interna degli ultimi poteri del padre politico Umberto Bossi, proprio alla vigilia di Pontida 2015, il luogo “sacro” della Lega del Senatùr, Matteo Salvini si prepara alla rottamazione dei poteri esterni sul Carroccio di un’altra lettera B.
Quella di Silvio Berlusconi, colui che è sempre stato il padre-padrone della coalizione di centrodestra.
BASTA LEGA GREGARIA. «Il capitano» - come Salvini è chiamato dai fedelissimi della “ruspa magica” per segnare la discontinuità con il capo, ovvero il presidente fondatore Bossi - intende ribaltare lo schema delle vecchie cene di Arcore (alle quali peraltro non ha mai voluto partecipare), dove la Lega era gregaria.
Vuole essere lui con il suo nuovo partito nazionale, da Nord a Sud, quello che ora dà le carte.
ANDIAMO CON GRILLO... Agitando una minaccia più o meno velata: attento Silvio, che noi ci possiamo sempre alleare con il Movimento 5 stelle di Beppe Grillo.
Alla vigilia dell’incontro di martedì 23 giugno tra Salvini e Berlusconi, il nuovo schema dei rapporti con Arcore viene spiegato così a Lettera43.it dai piani alti di Via Bellerio, sede della Lega Nord a Milano: «La Lega ora deve essere capofila».
BASTA CONTENITORI. Poi, una risposta gelida all'ex Cavaliere che dalle colonne del quotidiano di famiglia Il Giornale lunedì 22 giugno ha rilanciato un grande contenitore dei moderati con dentro Fi e Lega: «Non è più tempo di contenitori. Siamo per alleanze ampie, ma che siano coerenti. E su temi come l’euro o l’immigrazione non la pensiamo esattamente allo stesso modo».
Esplicito, interpellato dalle agenzie di stampa, il governatore lombardo Roberto Maroni: «Contenitore è una parola deprimente».

La musica è cambiata: «I leghisti non sono secondi a nessuno»

Insomma, la musica è cambiata. Basta incontri ad Arcore per avere una pacca sulla spalla, una rassicurazione sulla realizzazione dei programmi leghisti.
Ribadisce con Lettera43.it il responsabile economico del nuovo Carroccio, Claudio Borghi Aquilini, 40enne di punta della “ruspa magica”: «Incontriamo Berlusconi che è un nostro importante alleato in molte realtà come incontriamo tutti, ma la Lega non è seconda a nessuna. Lo dicono i risultati elettorali. Sono numeri, non opinioni».
UN RUOLO DI GOVERNO. Borghi sottolinea il ruolo di governo che la Lega sta cercando di darsi: «Ascoltiamo il parere delle migliori competenze esterne. Il giurista Giuseppe Valditara, per esempio; sta lavorando alle proposte per il Sud. Io stesso ho consultato per la Flax tax uno dei migliori esperti di diritto tributario come Dario Stevanato, docente all'Università di Trieste».
ASSE DEL NORD INVERTITO. Salvini non a caso depotenzia l’importanza strategica dell’incontro così: «Non capisco perché tutte le volte che vedo Berlusconi si scatena tutta questa curiosità».
Un modo per spezzare il mito di quell’asse del Nord, a trazione forzista, creatosi nelle cene di Arcore delle due “B” di Bossi e Berlusconi, padrone non solo di casa, ma anche della coalizione.
ALFANO VIENE ESCLUSO. Salvini, che si propone come unica alternativa a Matteo Renzi, avrà certamente apprezzato il fatto che l’ex premier nell’intervista a Il Giornale esclude il Nuovo centrodestra di Angelino Alfano dal contenitore.
Ma, appunto, di contenitori - dove Fi resta il centro e quindi l’albero motore (come dice chiaramente l’ex Cav) - non vuol più sentir parlare.

Ma il Carroccio al ballottaggio contro Renzi perderebbe

In primo piano Silvio Berlusconi. A sinistra Matteo Renzi, a destra Matteo Salvini. Sullo sfondo l'Aula di Palazzo Montecitorio.

Anche a Pontida, domenica 21 giugno, ha ribadito il suo 'no' alle «vecchie marmellate e frittate» del passato che poi hanno portato a niente.
Ma Berlusconi sa bene, e probabilmente questo sarà l’asse del suo ragionamento con l’altro Matteo, che la Lega da sola al ballottaggio con Renzi, secondo le regole dell’Italicum, perderebbe, stando ai sondaggi che ha in mano.
SALVINI SI SGONFIERÀ? Però lo spettro che alla fine sul Carroccio possano convergere gli elettori del M5s agita i sonni di Silvio.
La cui speranza, secondo ragionamenti che si fanno in ambienti a lui vicini, sarebbe quella che prima o poi il fenomeno Salvini si sgonfi.
LEGA PROVOCATRICE. Speranza, ma non sicurezza. Per esorcizzarne il fenomeno della nuova Lega che ha doppiato e a volte triplicato gli azzurri, in caduta libera, Berlusconi relega Salvini al ruolo del provocatore, lo definisce, appunto, «abile e spregiudicato nelle provocazioni».
Come a dirgli: però non sei tu quello che rimanda il popolo moderato alle urne con credibili proposte di governo.
FASCINO SUI GRILLINI. Ma ai vertici della nuova Lega nazionale la mettono così: «Non è vero che la Lega non potrebbe vincere al ballottaggio. Perché le elezioni dimostrano che, mentre Renzi non sarebbe aiutato da nessuno al secondo turno, su di noi potrebbero convergere tanti elettori. Compresi quelli dei cinque stelle? Certo, anche loro ci potrebbero votare. Anche se tra noi e Grillo non c’è ancora nulla di concreto».
ALTRO CHE VECCHIE CENE... L’indiscrezione-bomba lanciata da Luigi Bisignani di un possibile accordo Salvini-Grillo sarà il convitato di pietra del vertice tra il leader della nuova Lega e Berlusconi.
Salvini ha già avvertito Berlusconi che «non si fonderà con Forza Italia».
La Lega pensa piuttosto a quello che ai vertici di Via Bellerio chiamano lo 'schema toscano'.
Si tratta del risultato elettorale delle Regionali che ha visto il Carroccio arrivare secondo con il 20%, superando anche i cinque stelle.
DESTRA-SINISTRA SUPERATE. Un risultato che fa ben sperare per arrivare al ballottaggio anche da soli con il Pd di Renzi e poi tentare la vittoria imbarcando voti da destra e da sinistra, grillini compresi.
Ecco perché Salvini ha detto che lo schema destra-sinistra è superato. Dentro Forza Italia si aspettano un incontro interlocutorio nel quale il leader leghista ribadirà il 'no' al contenitore unico, «per ora».
Ma suona più come una speranza che una certezza.

Correlati

Potresti esserti perso