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NEGOZIATI 24 Giugno Giu 2015 0700 24 giugno 2015

Grecia, Alba Dorata: «L'accordo fa il nostro gioco»

Intesa Ue-Atene? Il deputato Matthaiopoulos: «Così diventiamo secondo partito, non si dialoga con chi ti distrugge». Ma Tsipras frena: «C'è chi si oppone».

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da Atene

La sedia del capo rimane vuota. Nemmeno per una foto si può invadere lo spazio riservato a Nikólaos Michaloliákos, fondatore, segretario e capo carismatico di Alba Dorata.
«Non ce lo impone lui, ma è una questione di rispetto», spiega il parlamentare Artemios Matthaiopoulos.
Il leader non la può riempire: è agli arresti, sotto processo con l'accusa di essere a capo di un'organizzazione criminale mandante, tra le altre cose, dell'omicidio del rapper Pavlos Fyssas, aggredito da 15 persone e poi ucciso da un attivista di Alba Dorata nell'autunno del 2012.
L'intero partito è sotto inchiesta, Matthaiopoulos compreso. Ma poco importa. Il tassista che ci accompagna in piazza Syntagma ha votato per loro. I quartieri più poveri della capitale, a quaranta minuti di metropolitana dal centro, le appendici estreme della città attorno al porto del Pireo, sono roccaforti di consenso. E bisogna venire anche qui, a parlare con loro, per capire.
«DOPO L'INTESA CON L'UE CRESCEREMO ANCORA». Alle ultime elezioni di gennaio Alba Dorata si è affermata come terza forza politica del Paese. Ha eletto 18 parlamentari. I sondaggi pubblicati a inizio giugno la danno in flessione, attorno al 5%, ma Matthaiopoulos è convinto che sia solo una fase: «Tra un mese, dopo l'accordo con l'Ue e l'Fmi, diventeremo il secondo partito», dice a Lettera43.it a negoziati ancora in corso, «l'unico contro la Troika».
Considerato molto vicino al leader ma moderato nei modi, il deputato ha alle spalle una carriera da frontman e bassista nella band Progrom. Il suo brano più celebre si intitola Auschwitz - «La stella di Davide mi fa vomitare». Un altro dice: «Andrò in parlamento e gli darò fuoco».
I RINGRAZIAMENTI ALLA LEGA. Ora che in parlamento c'è, apre cortese le porte degli uffici e presenta uno staff fatto di giovani in polo nera e ragazze truccate e sportive.
Lo schermo dietro di lui mostra il dibattito parlamentare sulla legge che darà la cittadinanza ai figli degli stranieri nati in Grecia.
Offre un caffè sotto la bandiera con il meandro, l'antico simbolo greco che ricorda la svastica, e intanto parla di «razza» e di «natura», della situazione economica - «L'embargo alla Russia ci ha distrutto» - e delle relazioni con gli altri partiti europei: «Il leghista Buonanno ci ha difeso, ma il problema più grosso è con il Front national».

Artemios Matthaiopoulos negli uffici parlamentari di Alba Dorata.


DOMANDA. Cosa può succedere se i vostri saranno condannati?
RISPOSTA. Non molto. Siamo ancora attivi e vivi e si è visto anche alle ultime elezioni. Noi crediamo che nei prossimi mesi diventeremo il secondo partito.
D. Cosa ve lo fa pensare?
R. I greci hanno votato per Syriza perché hanno pensato che questo governo di sinistra abbandonasse la linea del Fondo monetario e curasse l'economia greca. Dopo quattro mesi devono realizzare che si sono sbagliati.
D. Perché?
R. Non hanno fatto nulla. Non hanno rotto con l'Fmi, non hanno rotto sul debito. E i delusi ora voteranno per noi. Perché siamo gli unici rappresentanti di politiche anti-Troika in parlamento. Quindi penso che il prossimo mese, passati i negoziati con l'Europa, Alba Dorata sarà più forte e viva di prima.
D. E se firmano un buon accordo?
R. È un successo fare un accordo con i bankster (crasi di banker - banchiere - e gangster, ndr)? Nessun accordo può essere un successo. Lo diceva anche Samaras. E intanto abbiamo avuto due memorandum. Sarà come con i governi precedenti. La popolazione greca soffrirà e l'economia non si riprenderà.
D. Qual è la vostra proposta alternativa?
R. Far cadere completamente gli accordi con l'Fmi.
D. E uscire dall'euro?
R. No, non bisogna mischiare le cose. Abbiamo pagato, 15 anni fa, per entrare nell'euro. E tornare ora a una moneta che non usa nessuno significa isolarsi all'interno delle proprie frontiere. Dopo qualche anno, se avremo l'opportunità di tornare alla dracma lo faremo, ma solo se avremo un'economia forte e competitiva.
D. Quindi per ora non se ne parla...
R. Non c'è possibilità che la Grecia esca dall'euro, non ci sono nemmeno leggi che lo consentano. Ma il Fondo monetario non ha niente a che vedere con l'economia reale. Ed è la principale ragione per cui questo Paese è diventato povero: non si può fare un accordo con chi vuole distruggere la tua nazione.
D. Eppure proprio l'Fmi ha fatto un pressing importante sull'Ue a favore della ristrutturazione del debito di Atene.
R. Quando ricevi un prestito e poi devi ripagarlo entri in una spirale. E non cambia se l'Fmi o l'Ue o la Bce dicono: tagliamo il debito della Grecia del 35%. Devi comunque ricevere aiuti per ripagare i debiti precedenti.

La bandiera con il meandro, l'antico simbolo greco che ricorda la svastica.

D. Ok, questo lo dicono anche Varoufakis e Tsipras. Ma voi cosa proponete per fare ripartire la Grecia?
R. Prima di tutto dobbiamo produrre.
D. Cosa?
R. Per esempio prodotti agricoli. E possiamo esportarli, reinvestendo i capitali nella nostra economia. È semplice e complesso allo stesso tempo. Perché la Grecia è membro dell'Ue. E quindi deve rispettare delle quote. Alla fine i greci vanno al supermarket comprano caffè e zucchero di altri Paesi che potrebbero prodursi da soli.
D. Si rende conto che la Grecia in quanto membro dell'Ue riceve fondi a sostegno della sua agricoltura? È il settore più protetto dall'Unione europea...
R. Noi non siamo protetti dall'Ue, siamo forzati a ricevere fondi in cambio di sacrifici.
R. La maggioranza del bilancio europeo va a sostegno dell'agricoltura.
D. No, non è vero. L'Ue spende molto denaro per finanziare l'agricoltura. Ma se lei parla con gli agricoltori ellenici le diranno che l'Ue è la principale ragione per cui non possono produrre. Le faccio un altro esempio: l'embargo russo.
D. Sì, la questione è nota.
R. La Grecia, e in particolare il Nord del Paese, che vende molti prodotti ai russi è stata completamente distrutta dall'embargo russo. E l'Ue attraverso la crisi ucraina è responsabile di questo disastro. Per questo dico che se non hai un'economia indipendente e produttiva non c'è modo di essere competitivi.
D. Allora torniamo al punto di partenza: volete la Grexit?
R. Solo se saremo capaci di costruire un'economia competitiva. Altrimenti perché lasciare l'Unione europea, qual è il beneficio che ne ricaveremmo?

La sedia del leader di Alba Dorata, dove i parlamentari non si siedono.

D. Parliamo di lei: quando è entrato in Alba Dorata?
R. Avevo 17 anni, a Salonicco, e mi è capito di vedere un gruppo di questi ragazzi con le bandiere, ne ero attratto. È una cosa di cui non mi sono mai pentito, perché quando credi nel tuo Paese e vuoi che prosperi ed eccella, Alba Dorata è l'unica soluzione, l'unico modo di lottare per i tuo ideali.
D. Quali ideali?
R. Credere nella tua razza, nella tua gente, nel tuo popolo. Non ha niente a che vedere con il razzismo, o con l'uccisione di altre persone o minoranze o altre accuse che ci rivolgono. È l'amore per il tuo Paese.
D. Se i migranti vivono qui 10 anni e pagano le tasse possono diventare greci e avere la cittadinanza?
R. La nazionalità e la cittadinanza sono due cose completamente differenti. La cittadinanza può essere data con i documenti, la nazionalità no. Oggi la Grecia ha 3 milioni di migranti su una popolazione di 10 milioni (in realtà sono l'8,6% della popolazione, contro il 9,1% della Germania, secondo i dati Eurostat aggiornati a gennaio 2015, ndr). Dare la cittadinanza ad alcuni può essere una parziale soluzione. Ma permettere a tutti loro di chiamarsi greci e di votare per noi, per i nostri bambini, no. Non è un diritto costituzionale, la Grecia è dei greci.
D. Ma, appunto, è possibile diventare greci, no?
R. Sarò onesto, non è una cosa su cui si può decidere.
D. In che senso?
R. È la natura che lo decide, nasciamo in un modo perché siamo destinati a essere in quel modo. Siamo nati in Cina, siamo cinesi. E se un cinese va in America rimane cinese. Se vuoi considerarti in un modo diverso, è un tuo problema. Perché tutti questi immigrati vogliono diventare greci?
D. Ce lo dica lei...
R. Sa che la criminalità è aumentata del 35-40% da quando sono iniziate le ondate di immigrazione?
D. Non pensa invece che Grecia e Italia siano solo le frontiere meridionali dell'Europa e chi arriva non voglia necessariamente stare da noi?
R. Voglio chiarire che non siamo felici delle sofferenze altrui, è molto triste vedere le persone cercare disperatamente di arrivare qui, qualcuno affogare. Ma il nostro Paese non è responsabile delle guerre che ci sono state in Medio Oriente, in Africa, in Niger. Chi viene qui a cercare un futuro migliore dovrebbe cercarlo in America.
D. Perché in America?
R. Perché sono gli Stati Uniti i responsabili di quelle guerre.
D. La Grecia è membro della Nato...
R. Sì e dell'Ue, ma allora sono i Paesi dell'Unione a doversi preoccupare di come risolvere questa emergenza. Alba Dorata non consiglia di ucciderli o di imprigionarli, ma di chiudere le frontiere.
D. Se chiude le frontiere, il problema non si risolve.
R. Noi riconosciamo a tutti gli esseri umani il diritto di vivere dignitosamente, ma riconosciamo ai greci quello di non essere uccisi e stuprati nella loro patria.
D. E i greci che espatriano devono essere rifiutati?
R. In un certo modo sì, ma se vanno in Australia, a New York o in Germania, i greci vanno per lavorare: c'è una grande differenza tra questi migranti e quelli che noi dobbiamo accettare.
D. E quale sarebbe?
R. I greci non vanno all'estero con pistola e coltello, vogliono solo lavoro e sostenere la loro famiglia.
D. Sa quanti migranti arrivano dalla Siria senza armi e magari con una laurea in ingegneria?
R. Vero, ma tra coloro che invadono la Grecia ci sono criminali. È completamente differente entrare in un Paese e chiedere un lavoro o andarci e non avere niente da fare e non sapere cosa fare. Alla fine chi commette un crimine va in carcere, ci sta per un periodo e poi escono.
D. A proposito di crimini, avete 13 membri del partito in carcere (prima erano 22) con accuse che vanno dall'omicidio all'aggressione, al riciclaggio di denaro.
R. E siamo tutti indagati come organizzazione criminale.

Gli uffici di Alba Dorata nel parlamento di Atene. 

D. L'ipotesi della procura è che Alba Dorata punti a organizzare aggressioni a stranieri e omosessuali e omicidi di attivisti di sinistra.
R. L'accusa è molto seria. Probabilmente se fossero condannati sconterebbero dai 10 ai 20 anni. Ma accusare un intero partito di essere un'organizzazione criminale non ha nessun senso. Il pm sostiene che i parlamentari abbiano pronunciato discorsi che hanno istigato altri a commettere azioni criminali.
D. Si scrive per esempio che il vicepresidente Kristos Pappas abbia dichiarato che Hitler ha posto le basi dell'Europa.
R. Non so se l'ha detto, ma anche se l'avesse detto deve essere incarcerato per 10-20 anni? E quelli che parlano di Stalin e di Marx?
D. Il rapper Fyssas è stato aggredito da una banda di 15 persone e poi ucciso. Cosa ne pensa?
R. Chi l'ha ucciso, un simpatizzante di Alba Dorata, è stato arrestato e sta scontando la sua condanna.
D. Un ex membro del vostro partito, Giorgos Dimou, che è accusato di essere complice di quel crimine, ha dichiarato di avere paura di Alba Dorata. Sostiene che volete incriminarlo per proteggere una vostra 'cellula'.
R. Il pm dice che se tu fai parte di Alba Dorata sei responsabile delle azioni di tutti quelli del partito. Questo significa che se io sono qui a fare questa intervista e uno di Salonicco uccide qualcuno, allora è un assassinio collettivo.
D. Non fate lo stesso quando accusate gli stranieri come gruppo di compiere crimini?
R. No, noi diciamo che più stranieri vengono, più crimini saranno commessi. Io sono stato indagato e messo in cella. Ma il mio nome non era in nessun verbale e quando durante il processo ho chiesto perché ero lì, mi è stato detto che qualcosa dovrò pure aver fatto, perché sono di Alba Dorata.
D. Ha fatto molto scalpore la conversazione registrata tra il braccio destro dell'ex primo ministro Samaras, Tais Baltakos, e il portavoce di Alba Dorata Ilias Kasidiaris: cosa si sono detti?
R. In quella registrazione, Baltakos ammetteva che il governo aveva chiesto al procuratore di incarcerare i membri di Alba Dorata per non perdere voti. L'esecutivo precedente era coinvolto in questa persecuzione contro di noi.
D. Tsipras stesso ha dichiarato pericoloso il comportamento dell'esecutivo Samaras e Baltakos si è dimesso.
R. Ma quando la registrazione è trapelata, tra i commentatori greci tutti si sono chiesti come era possibile che un membro di Golden Dawn parlasse con il braccio destro di Samaras: non si sono chiesti cosa avesse detto Baltakos.
D. Rimangono gli altri capi di imputazione, le aggressioni, la detenzione di armi. Le hanno trovate anche a lei?
R. No e non ho mai partecipato a un'aggressione. Ma sono stato incarcerato lo stesso. E ho dovuto impiegare anche tutti i miei soldi e i miei beni per pagare la cauzione di 50 mila euro.
D. Però ha il suo stipendio di parlamentare.
R. No, noi diamo gran parte del nostro stipendio per comprare cibo che regaliamo ai greci bisognosi.
D. Ai sostenitori di Alba Dorata?
R. No, ai greci che hanno fame, lo facciamo più o meno due volte al mese. Ci mettiamo in piazza e lo distribuiamo.
D. Cosa pensa della dittatura di Ioannis Metaxas?
R. Un buon politico non si riconosce dal fatto di essere democratico. E Metaxas non era democratico, non credeva alla democrazia, ma ha fatto molte cose buone per questo Paese che tutti ricordano. Cosa vuol dire dittatura?
D. Cosa intende?
R. Vuol dire non poter esprimere liberamente le proprie idee? E allora anche con il Pasok e Nea Demokratia non c'era una vera democrazia, noi non abbiamo il diritto di parlare, siamo stati arrestati.
D. Avete tre europarlamentari eletti: che relazioni avete con gli altri partiti europei?
R. È una bella domanda, perché molti dicono che siamo come zombie, che nessuno vuole avere relazioni con noi. Ma qualcuno di cortese c'è.
D. Per esempio?
R. Dal suo Paese, il leghista Buonanno ha difeso Golden Dawn per la faccenda del processo. Abbiamo partecipato a molte manifestazioni in Italia. Abbiamo relazioni strette con gruppi nazionalisti. Ma non ufficiali. Perché quando arrivi alla politica, i membri dei partiti cercano di proteggere i loro leader.
D. Mi può fare qualche nome?
R. Qualcuno di Casapound e della Lega Nord è venuto anche qui in Grecia. Roberto Fiore l'abbiamo incontrato anche a Mosca. E poi c'è anche qualche partito che ha una stretta collaborazione con Golden Dawn.
D. Chi?
R. Jobbik dell'Ungheria, qualche persona del Belgio. Ma il problema maggiore è con il Front national di Marine Le Pen. Dovrebbe essere nazionalista e noi pensavano volesse collaborare, ma rifiuta.
D. Avete rapporti con membri del suo partito?
R. Sì, ma niente di ufficiale.
D. Se verrete condannati come organizzazione criminale e il partito diventerà illegale, come reagirete?
R. La prima volta che mi hanno fatto questa domanda era il 2004 o 2005. C'era un'altra indagine in corso. E allora abbiamo pensato semplicemente: cambieremo nome. Ecco le rispondo allo stesso modo: invece di Golden Dawn, ci chiameremo in un altro modo. Non ci possono fermare.

Twitter: @GioFaggionato

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