Salvini 150601203116
CENTRODESTRA 24 Giugno Giu 2015 1833 24 giugno 2015

La Lega: «Salvini leader? Berlusconi ha dato l'ok»

I vertici del Carroccio: «Ad Arcore il via libera del Cav». Ma Matteo non si fida. Una tattica per accaparrarsi i voti lumbard? E sui contenuti restano divergenze.

  • ...

Matteo Salvini, leader della Lega Nord.

Forse è troppo presto per dire che dopo la cena di martedì 23 giugno è nato il lega-forzismo.
Ma certamente i martedì di Salvini ad Arcore non sono più i lunedì di Bossi nelle cene del forza-leghismo a Villa S. Martino. Ora la Lega entra da protagonista e non più da comprimaria.
Dopo le tre ore e passa di colloquio, finito dopo l’una di notte, influenti fonti leghiste rivelano il giorno dopo a Lettera43.it: «A un certo punto Silvio gli ha detto: 'Matteo, io non sono più ricandidabile e ho fatto il mio tempo, tu sei giovane e hai tanti voti, va bene, vorrà dire che la leadership te la tieni tu'».
LA LEGA RESTA GUARDINGA. Se Berlusconi terrà fede al clamoroso passaggio di testimone si vedrà nel tempo. I leghisti, consapevoli che la leadership gliela hanno già data gli elettori, restano guardinghi.
E anche per rispetto del padrone di Arcore, ma non più della vecchia coalizione di centrodestra, Salvini nelle dichiarazioni ufficiali preferisce dire che si è raggiunto un accordo solo sui contenuti.
Che quindi, al contrario di quanto invece è accaduto, di leadership non si sarebbe parlato.
IL CAV SI RIPRENDE LA SCENA. Ribadisce il leader leghista solo il suo 'no' a sciogliere la Lega nel contenitore che Berlusconi gli aveva proposto nell’intervista di lunedì 22 giugno ad Alessandro Sallusti su Il Giornale.
Quindi per ora, ufficialmente, Salvini si limita a rivendicare a sé il merito di aver spostato Berlusconi sulle istanze leghiste (immigrati, Europa, flat tax) che segnano una linea politica di netta opposizione a Matteo Renzi. E Berlusconi non può che essere grato alla Lega per avergli ridato almeno sul piano della scena, con la cena di Arcore, quel ruolo nel centrodestra ultimamente appannato dal declino dei consensi elettorali.
«BERLUSCONI È STATO ACCOMODANTE». Ma di concreto in quello che Salvini definisce «un accordo sulle cose da fare» non ci sarebbe in realtà molto. Ammette con Lettera43.it il responsabile economico del Carroccio Claudio Borghi Aquilini, uno dei più stretti collaboratori di Salvini: «Sì, Berlusconi è stato molto accomodante e lui queste cose le sa fare bene. Poi però bisogna vedere se mantiene gli impegni. Ma essere accomodanti non basta, servono programmi scritti. E poi Forza Italia sta nel Ppe che ha posizioni ultraeuropeiste. Mentre a noi i nostri elettori non solo ci chiedono di uscire dall’euro, ma addirittura dalla Ue. Quindi il percorso è ancora lunghissimo».

Rimangono i sospetti reciproci: Salvini teme il ritorno di fiamma con Renzi

Matteo Renzi e Silvio Berlusconi.

I sospetti reciproci, nonostante le nette e, se mantenute, clamorose aperture di Berlusconi non possono essere spazzati via di colpo. Salvini ribadisce che la prima cosa sono i contenuti, alla Lega «non interessano le poltrone».
In casa leghista già subodorano qualche ritorno di “fiamma” di Berlusconi con Renzi. Il Cav però con i suoi e con i leghisti l’avrebbe messa così: «Io potrei votare le riforme costituzionali ma solo a patto che Renzi cambi l’Italicum, tornando dal premio alla lista a quello di coalizione che converrebbe anche alla Lega».
ALLA CACCIA DI NUOVI VOTI. Un modo per avvertire gli alleati: non allarmatevi se mi vedrete approvare il superamento del Senato, lo farò solo per cambiare la legge elettorale. Ma nella Lega restano guardinghi, il timore è che Berlusconi incoroni a parole Salvini come nuovo leader solo per accaparrarsi i voti del Carroccio.
E guardingo resta anche Berlusconi sull’influenza che il governatore lombardo Roberto Maroni potrebbe avere ancora su Salvini. A Maroni Berlusconi preferirebbe il presidente veneto Luca Zaia, perché lo considera più moderato e affidabile.
A Berlusconi poi non piacerebbero le posizioni oltranziste dell’astro nascente del Carroccio, l’economista Borghi, teorico dell’uscita dall’euro.
LA PAX LEGA-FORZISTA. Una cosa è certa: alla cena di Arcore di martedì 23 giugno è stata sottoscritta la nuova pax lega-forzista. Berlusconi avrebbe detto a Salvini: «Matteo, però non mi punzecchiare più come hai fatto quando mi hai proposto di andare in pensione a godermi i miei soldi e il mio Milan».
E sul Milan, curiosità che trapela dalla cena, Berlusconi avrebbe detto scherzando a Salvini e a Giancarlo Giorgetti che accompagnava il leader leghista: «Ragazzi, basta con battute sul Milan che mi mandate all’aria gli affari».
Ma lo schivo e riservato Giorgetti, il “Gianni Letta padano”, magari gli avrà risposto: «Guarda che lo sfegatato milanista è Salvini, io tifo da sempre per gli inglesi della Southampton...».

Correlati

Potresti esserti perso